25 luglio 2019

testo di Ivan Masciovecchio.

Conosciuto ed apprezzato già in epoca romana con il generico nome di Formaggio dei Vestini, il Pecorino di Farindola acquisisce nome proprio ed esplicita cittadinanza nei primi anni del secolo scorso, quando il paese vantava la più alta concentrazione di ovini della zona, oltre ad una vasta disponibilità di pascoli rigogliosi. Negli anni successivi alla seconda guerra mondiale, il progressivo spopolamento dell’area ne ridusse drasticamente la produzione, determinando il crollo del suo valore commerciale e la sostanziale scomparsa.

Cesto con varie forme di Pecorino di Farindola (ph. archivio Arssa)

Cesto con varie forme di Pecorino di Farindola (ph. archivio Arssa)

Meritoriamente, sul finire degli anni novanta, si è avviato un lento processo di recupero e valorizzazione, grazie anche all’interessamento ed all’opera dell’associazione Slow Food che, in collaborazione con i comuni dell’area tipica di produzione (Farindola, Montebello di Bertona, Penne, Villa Celiera, Civitella Casanova, Carpineto della Nora in provincia di Pescara e Arsita, Bisenti e Castelli in quella di Teramo), il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e l’allora Agenzia Regionale per i Servizi di Sviluppo Agricolo (ARSSA), ha portato nel 2002 alla costituzione del Consorzio di Tutela.

Farindola (ph. Ivan Masciovecchio)

Farindola (ph. Ivan Masciovecchio)

Salvaguardato anche dal marchio dei Presìdi di Slow Food e caratterizzato dall’essere probabilmente l’unico formaggio al mondo, sicuramente il solo in Italia, ad utilizzare il caglio liquido di suino, il Pecorino di Farindola viene celebrato in agosto tra i vicoli del paese attraverso ben due eventi distinti e complementari. La sagra I Frutti del Gregge, il primo in calendario, è in programma da giovedì 1 a lunedì 5 agosto. Giunta alla sua nona edizione, la manifestazione organizzata dalla Pro Loco cittadina in collaborazione con la Provincia di Pescara, la società Wolftour e grazie al contributo della Presidenza del Consiglio dei ministri, Dipartimento delle Politiche giovanili, oltre all’allestimento di sei punti ristoro curati da operatori locali, mostre fotografiche, laboratori di arti e mestieri, esposizioni di artisti internazionali, spettacoli musicali, animazioni e DJ set, vedrà anche il coinvolgimento di cinque chef abruzzesi che proporranno un menù pensato per l’occasione in abbinamento ai vini di altrettante cantine abruzzesi.

All’Angolo dello Chef (max 80 posti, prenotazione obbligatoria ai numeri 338 1287841 / 339 6974787) saranno dunque presenti Luigi Perruzza del ristorante Ninì di Montesilvano e la cantina La Quercia di Morro d’Oro (giovedì 1); Gennaro D’Ignazio del ristorante Vecchia Marina di Roseto degli Abruzzi e la cantina Terzini di Tocco da Casauria (venerdì 2); Carmine Ferretti del ristorante Carmine di Loreto Aprutino e la cantina Bosco Nestore di Nocciano (sabato 3); Marcello Spadone del ristorante La Bandiera di Civitella Casanova e la cantina Marchesi de’ Cordano di Loreto Aprutino (domenica 4); Fabrizio Ferri, concorrente del programma televisivo MasterChef Italia e la cantina Tenuta i Fauri di Ari (lunedì 5 agosto).

Valle d'Angri nel territorio di Farindola (ph. Ivan Masciovecchio)

Valle d’Angri nel territorio di Farindola (ph. Ivan Masciovecchio)

A seguire, dopo qualche giorno di pausa, da venerdì 9 a domenica 11 agosto si alzerà il sipario sulla dodicesima edizione di Pecorino&Pecorini, la rassegna enogastronomica organizzata dall’associazione culturale La Zanzara con il patrocinio della Regione Abruzzo, della Provincia di Pescara e dell’amministrazione comunale, che vuole differenziarsi dalla classica sagra privilegiando la dimensione del dopo-cena attraverso un intrigante percorso tra gusto, arte e cultura. Tre serate a base di divertimento, antichi sapori e buona musica, dove oltre al tradizionale formaggio si potranno degustare varie sfumature di vino Pecorino proposte da venti cantine regionali, in un connubio sapientemente concepito dalla sinergia tra i caseifici del Consorzio di Tutela ed i maestri sommelier.

Palati fini coccolati ancor di più da stagionature in fave di cacao e miele, salumi e tipicità d’eccellenza, cioccolato e birra artigianale, olio autoctono e pane casereccio. Occhi e orecchie allietati da un paesaggio mozzafiato e dalle numerose band che suoneranno nelle quattro piazze del percorso degustativo ricavato all’interno del centro storico del paese. E per chi volesse cenare, una serie di locali della zona (clicca QUI per vedere elenco e menù) offriranno pasti a prezzi convenzionati con buoni sconto validi per le degustazioni.

PrintFriendly and PDF