19 dicembre 2017

Storia romana e archeologia le protagoniste dell’ottava edizione

Testo di Greta Massimi

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La trattazione di un passo delle “Res Gestae” di Augusto durante la manifestazione

Nella giornata di lunedì 18 dicembre 2017 si è svolta l’ottava edizione del Premio Asinio Pollione 2017. L’Associazione “G. Asinio Pollione onlus” di Chieti, promotrice dell’evento, in collaborazione con la “Theate Consult s.r.l.” e il ‘Dipartimento di Lettere Arte e Scienze Sociali’ dell’Università ‘G. D’Annunzio’ di Chieti-Pescara, si occupa di promuovere la cultura istituendo una borsa di studio  annuale al fine di promuovere gli studi sulla famiglia marrucina degli Asinii, con particolare riferimento ad Asinio Pollione, il suo più illustre rappresentante e contribuire alla formazione di giovani studiosi nell’ambito della ricerca filologico-letteraria, storica e archeologica. La borsa di studio si deve soprattutto al fondamentale apporto della Theate Consult s.r.l. gestita da Giustino Angeloni (membro dell’Associazione) in memoria del fratello scomparso, dott. Sandro Angeloni.

due premiati

Da sinistra Pierfrancesco Porena, Patrizio Domenicucci, Ilaria Zelante e Paolo Ciammaichella

La cerimonia di premiazione ha visto l’esposizione dei temi trattati e delle motivazioni dei premiati da parte del Presidente dell’Associazione “G. Asinio Pollione onlus”, Avv. Paolo Ciammaichella e del membro del comitato direttivo Patrizio Domenicucci, professore di Letteratura Latina dell’Università ‘G. D’Annunzio’ di Chieti –Pescara. La borsa di studio è stata assegnata alla dott.ssa Ilaria Zelante per la sua tesi dal titolo “Pavimenta tra area Marrucina e Valle Peligna: tecniche esecutive, maestranze e committenze. Casi studio da un’area campione”. Laureata in Archeologia con le professoresse Oliva Menozzi e Sara Santoro (quest’ultima recentemente scomparsa) dell’Università ‘G. D’Annunzio’ di Chieti –Pescara, vede un lavoro innovativo riguardante i rivestimenti pavimentali di epoca romana relativi ad un’area geografica compresa tra la Val Pescara e la Valle Peligna e l’individuazione di markers relativi alle domus e ai pavimenta che ha reso possibile la ricostruzione del livello economico e sociale degli abitanti. Il “Premio Asinio Pollione 2017” è stato invece conferito al prof. Pierfrancesco Porena per il fondamentale contributo apportato alle ricerche della storia del tardo impero romano, nei campi dell’amministrazione, della fiscalità e del diritto. Attualmente è Professore Ordinario di Storia Romana all’Università degli Studi di Roma Tre, dopo aver insegnato 14 anni nell’Università degli Studi G. d’Annunzio di Chieti-Pescara.

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Il prof. Pierfrancesco Porena e l’Avv. Paolo Ciammaichella

Durante la manifestazione, il prof. Porena ha svolto una lectio magistralis riguardante i rapporti tra Augusto e il suo successore Tiberio, altro campo di interesse dei suoi studi. Con gran capacità di sintesi e chiarezza si è passati alla trattazione dell’attività politica svolta da Augusto (Gaio Giulio Cesare Ottaviano) che ha interessato un arco temporale che va dal 44 a.C. fino al 14 d.C. Il princeps riuscì a imprimere un profondo cambiamento alla Res Publica mantenendone apparentemente l’assetto istituzionale e riuscendo a garantire un lungo periodo di pace al Principato, dopo il dramma delle guerre civili. Per fare questo Augusto accentrò su di sé, per delega del popolo e del Senato, poteri cumulativi ed extra costituzionali, quali l’imperium proconsulare e la tribunicia potestas, in quanto l’espansione dell’impero romano aveva bisogno di un potere stabile e “monocratico” a differenza della Prima Repubblica che vedeva il potere militare e giudiziario gestito in maniera collegiale tra pari, con mandato breve. Operò di fatto la dislocazione degli eserciti alle periferie dell’impero, sottraendone il controllo al Senato romano. Augusto, rimasto senza eredi a causa delle scomparse premature di molti suoi familiari, adottò Tiberio nel 4 d.C., cui lo divideva una profonda differenza ideologica e di discendenza. Patrizio, membro della Gens Claudia, tra le più antiche famiglie romane, Tiberio accettò suo malgrado di proseguire l’ordine costituito da Augusto ma non riuscendo mai a trovare un equilibrio tra il Senato e il potere “monarchico”. Questo causò una crisi del sistema con lo scoppio di denunce di lesa maestà e nel 26 d.C. il suo ritiro a Villa Capri rimanendo lontano da Roma per un decennio. Morirà qui da solo non indicando un successore. Sarà Antonia Minore, infatti, che farà acclamare Caligola nuovo princeps, ultimo superstite della famiglia.

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