testo di Ivan Masciovecchio.
Edificato in origine tra dicembre 1918 e gennaio 1919, abbandonato e quindi distrutto dalle mareggiate negli anni Cinquanta e meritoriamente ricostruito nel 2011 su proposta avviata una decina d’anni prima dall’allora sindaco Donato Iezzi – il giovane primo cittadino che purtroppo non vedrà mai realizzata l’opera in quanto prematuramente scomparso nel 2003, travolto da un treno mentre controllava la stabilità di un ponte ferroviario durante un’alluvione –, oggi il Trabocco Punta Le Morge si erge in tutta la sua primordiale bellezza proprio accanto al grande scoglio dal quale la zona prende il nome, caratterizzandosi per essere l’unico dell’intera costa, insieme al Trabocco Turchino di San Vito Chietino, di esclusiva proprietà pubblica.

Dal 2012 la sua gestione è affidata all’associazione di promozione sociale Lu Travocche attualmente presieduta da Carlo Iezzi che, con l’impegno e la passione dei suoi numerosi soci volontari, contribuisce a renderlo un luogo culturalmente vivo, ospitando scolaresche per progetti di educazione ambientale, visite guidate, dimostrazioni di pesca, presentazioni di libri, concerti, mostre d’arte e perfino rappresentazioni teatrali.

Tra le diverse iniziative, originali e sfiziosi si presentano anche gli assaggi di territorio ideati per promuovere le eccellenze enogastronomiche dell’areale frentano grazie ad incontri con agricoltori, viticultori, ristoratori e produttori locali. Nel consueto clima conviviale e informale che li contraddistingue, protagonisti dell’appuntamento di giovedì scorso sono stati il ristorante Le Morge e le Cantine Mucci, entrambe storiche realtà attive a Torino di Sangro.

Classe 1983, terza classificata nel 2023 alla 31esima edizione del concorso gastronomico Lu Carrature d’Ore e premio Estetica del piatto al Festival del risotto nello stesso anno, la chef Eleonora Di Domenico – originaria di Notaresco ma torinese per scelta di vita –, ha deliziato i palati dei partecipanti proponendo un Polpo alla griglia su crema di peperoni grigliati seguito da Pesce spada alla mediterranea con crostino di pane e Cannolicchio gratinato al limone.

Forti di una storia iniziata nel 1895 e giunta ormai alla quinta generazione, con i fratelli Aurelia e Valentino Mucci impegnati dal 1996 soprattutto nella fase di produzione e commercializzazione, i vini scelti per l’abbinamento libero sono stati il Valentino Cerasuolo d’Abruzzo DOC 2024, il Cantico Falanghina Terre di Chieti IGT 2024 e il Mucci Spumante Extra Dry realizzato con pari quantità di uve Falanghina e Pecorino con Metodo Charmat. Per un brindisi collettivo alle bellezze (e bontà) d’Abruzzo accompagnato dai riflessi dorati di un infuocato tramonto.








