testo di Ivan Masciovecchio.
Immergersi nel cammino dove la natura regna sovrana, sincronizzando il battito del cuore con (in)quiete musiche d’altrove capaci di permeare anima e corpo. Entrare in armonia con il paesaggio e con quel mondo a parte incastonato tra le alture appenniniche e le aree interne d’Abruzzo; incontrarsi per riconoscersi tra simili, condividendo sorrisi e lacrime, pacificati da tanto splendore.

Oggi, a distanza di dieci anni dalla sua ideazione, è ancora questa magia a pervadere Paesaggi Sonori, la rassegna nata dalla fantasia degli abruzzesi Massimo Stringini e Flavia Massimo con l’intento di valorizzare e promuovere le meraviglie naturalistiche e culturali regionali attraverso le proprie comuni passioni per la musica, l’arte e l’ambiente, proponendo concerti dal taglio intimo e crepuscolare all’interno di contesti unici – fortezze medievali, altopiani remoti, siti archeologici, radure selvagge – da raggiungere esclusivamente a piedi o con mezzi sostenibili, al calar del sole, prima che il cielo risplenda solo della luce delle stelle.
Nessuno prima di loro aveva proposto qualcosa del genere in Abruzzo; in molti, negli anni a seguire, hanno cercato di imitarli, non riuscendoci, soprattutto rispetto all’autenticità e all’originalità dell’offerta musicale. Per l’edizione del decennale – dove dieci non rappresenta soltanto un numero, quanto il punto nel quale il sé incontra il mondo, graficamente trasformato in I/O come una sorta di interruttore capace di mettere in ascolto l’interno (Input) con l’esterno (Output) per uno scambio circolare di emozioni – sei sono gli eventi in programma tra luglio e agosto (con altre due tappe a settembre organizzate in collaborazione con l’Università dell’Aquila) grazie ai quali sarà possibile lasciarsi contaminare da musiche e voci dal mondo, oltre che guardarsi dentro per ritrovare il senso profondo dello stare insieme, del sentirsi parte di una comunità.

Si comincerà quindi domenica 6 luglio con il folk sperimentale e la voce eterea della scozzese Clarissa Connelly che al tramonto si diffonderà nel suggestivo scenario di Sidera Collis Petri, un pianoro aperto tra la conca aquilana, la valle Peligna e la val Pescara, con vista sulle vette del Gran Sasso d’Italia e della Maiella, raggiungibile con una mezzoretta di cammino dal comune di Collepietro (AQ).
Venerdì 18 luglio saranno invece le radure circondate da querce, faggi e cavalli a Forca di Castiglione (Tornimparte, AQ), ad oltre 1300 metri di quota, ad accogliere la presenza viva e non addomesticata de La Niña, cantautrice e producer partenopea che fonde elettronica, pop contemporaneo e tradizione mediterranea. Cambio di scenario e domenica 20 luglio ci si sposterà al cospetto della Maiella madre, nell’antico e disabitato borgo medievale di Gessopalena (CH) scavato nel gesso, quando al tramonto la pretalucente si accenderà sotto i colpi del sole calante e grazie alle note delle Dal:um, duo femminile coreano caratterizzato dai grandi strumenti a corda acustici.

A dieci anni esatti dal suo primo concerto inaugurale di Paesaggi Sonori, domenica 3 agosto Erica Mou porterà nuovamente la sua eleganza espressiva e il suo equilibrio tra pop nordeuropeo e cantautorato folk ai piedi del Castello medievale di Rocca Calascio, trasformando il tramonto in cerimonia di ritorno e rinascita; un rito di parole e suoni che renderà omaggio alle origini del festival aprendo nuove traiettorie. Rimanendo sempre all’interno del comprensorio del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, circondati da pascoli e laghetti ai confini con Campo Imperatore, domenica 10 agosto a Piano di Fugno – circa 1ora e 30 di cammino da Filetto e 50 minuti da Montecristo – l’artista norvegese Sturle Dagsland sarà capace di toccare le altezze più eteree e gli abissi più primitivi dando vita a un rituale vibrante e immersivo da non perdere.

Infine, domenica 17 agosto saranno le mura vestine di Peltuinum, nel comune di Prata d’Ansidonia (AQ) a contenere la potenza musicale e l’energia rituale del collettivo panafricano Les Amazones d’Afrique composto da voci femminili potenti, visionarie e libere. Un concerto che si annuncia come rito collettivo e protesta insieme, un progetto musicale militante che vede unite le voci delle donne per promuovere l’uguaglianza di genere e denunciare ogni forma di violenza ancestrale.
Biglietti già disponibili in prevendita sul circuito ciaotickets. Info dettagliate sui canali ufficiali di Paesaggi Sonori. Non resta quindi che indossare scarpe e abbigliamento comodi, munirsi di una borraccia d’acqua, una stuoia o un telo per sedersi, uno spuntino al sacco – nei luoghi dei concerti non sono previsti chioschi per cibo e/o bevande – e un sacchetto per i rifiuti da riportare a valle nel rispetto del paesaggio ospitante, respirare forte, aprire il cuore e mettersi in cammino verso la grande bellezza.








