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Viaggio nelle terre aquilane del Cerasuolo d’Abruzzo nel ventennale della Confraternita del Grappolo

by ivan masciovecchio
3 Luglio 2025
in Articoli Recenti, Le Vie del Gusto, Primo Piano, Servizi
Viaggio nelle terre aquilane del Cerasuolo d’Abruzzo nel ventennale della Confraternita del Grappolo

Diverse sfumature di Cerasuolo d'Abruzzo (ph. Ivan Masciovecchio)

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testo di Ivan Masciovecchio.

Aperte dalla degustazione dei Pinot Nero di Meyer-Näkel – valida per l’esame di ammissione di Norma Torrieri, l’ultima in ordine di tempo ad aver conquistato l’ambito titolo di consorella, portando così a quaranta il numero complessivo degli attuali affiliati, confratelli compresi – e proseguite con le storie e i sorsi di Champagne in compagnia di Clarisse e Michael Larnaudie, le cantine di Riesling scomparse, la verticale di Falanghina di Cantina Astroni e la scoperta della Ribona – il bianco inaspettato del Maceratese – con l’esperto Palmiro Ciccarelli, si sono concluse mercoledì 2 luglio, ma solo per la pausa estiva, le attività formative e conviviali dell’ormai mitica Confraternita del Grappolo, l’associazione abruzzese di amici e professionisti amanti del buon bere e del ricreo che proprio in questo mese di luglio festeggia i suoi venti anni di stappi, brindisi e sciabolate.

Diverse sfumature di Cerasuolo d’Abruzzo (ph. Ivan Masciovecchio)

Ospitato nella consueta cornice dell’hotel Promenade di Montesilvano (PE), l’ultimo appuntamento organizzato grazie all’impegno, tra gli altri, dei confratelli Pierluigi Ambrosini e Pierluigi Aielli, e introdotto dal giornalista e cultore della materia Massimo Di Cintio, è stato meritoriamente dedicato alle trame in Rosa disegnate dall’autoctono Cerasuolo d’Abruzzo – sicuramente il vino più identitario dell’intera regione –, concentrandosi sulle diverse tipologie realizzate da sette volitive produttrici della provincia aquilana, tra cantine storiche e realtà emergenti.

Storie di famiglie abruzzesi che nel passaggio generazionale vedono ora al timone giovani figure femminili forti e determinate, già dotate di una spiccata personalità che per forza di cose si ritrova nelle loro bottiglie, procedendo sulla propria strada in direzione ostinata e contraria senza nessuna concessione alle mode del momento e ai mercati avidi di rosati di pronta beva di ispirazione provenzale, a cominciare dal colore.

Come nel caso di Bice Coletti, ingegnera di formazione e professione ma con un occhio sempre rivolto alla campagna, che ad Ofena coltiva i suoi cinque ettari di vigneti con metodo biologico, intervenendo il meno possibile anche in cantina e lasciando che le fermentazioni avvengano spontaneamente, senza controllo della temperatura e senza aggiunta di lieviti selezionati. Il Bì Cerasuolo d’Abruzzo DOC 2024 proposto in degustazione si presenta deciso e diretto, corposo e profumato, con un luminoso futuro davanti a sé. Guidata dall’esperienza dell’agronomo Pierluigi Cocchini, a lei anche il merito di aver deciso di coltivare la Palava, vitigno di origine ceca ottenuto incrociando il Traminer con il Müller-Thurgau.

Valle del Tirino (ph. Ivan Masciovecchio)

Ugualmente determinata, Cecilia Torelli è la titolare dell’azienda Il Casale di Capestrano. Da amante della natura, vede il suo sogno di lavorare nella tutela dell’ambiente andare in frantumi con il terremoto del 2009. Oggi, alla sua attività nel campo della ristorazione affianca quella di produttrice di vino – nel 2019 la sua prima vendemmia – potendo disporre di diversi ettari di terreno (cinque quelli attualmente vitati, più altri sette in via di impianto) lavorati con pratiche di agricoltura biologica. Alla prova d’assaggio Il Casale Cerasuolo d’Abruzzo DOC 2024 ha rivelato freschezza e acidità sorprendenti, il vino ideale per accompagnare queste torride serate di inizio luglio.

Etichette in degustazione (ph. Ivan Masciovecchio)

Spostandoci dalla Valle del Tirino alla Conca Peligna, stretto tra le riserve naturali regionali delle Sorgenti del Pescara e delle Gole di San Venanzio, dall’areale di Vittorito prendono forma e sostanza gesti e pensieri di altre tre donne d’Abruzzo intrecciate tenacemente alla vite. Edificata a piccoli passi dal 1986, oggi Lorenza Ludovico guida con fermezza l’azienda agricola di famiglia che porta il suo cognome. Nella sua filosofia «compagna è la campagna» e «generosa è la terra con chi sa trattarla a mani nude, pelle a pelle». Ecco quindi che lavorare i circa due ettari di vigneti vuol dire prendersi cura dell’intero ecosistema naturale, cercando di proteggerne per quanto possibile il già fragile equilibrio. Figlio di una vinificazione in bianco e una decantazione in acciaio, il Suffonte Cerasuolo d’Abruzzo DOC 2022 ha offerto sapidità e persistenza dimostrando, semmai ce ne fosse (stato) ancora bisogno, l’innegabile capacità di invecchiamento che questa tipologia di vino – se fatta bene – porta con sé.

La stessa attitudine si ritrova nei gesti di Mariapaola Di Cato, fiera del suo sentirsi un’artigiana del vino, come il bisnonno, il nonno e suo padre prima di lei. Due gli ettari vitati, non ancora tutti in produzione, dai quali arrivano le uve che vengono trasformate in vino con pazienza e gesti lenti, dalla raccolta fino all’imbottigliamento. È sempre lei a dare il nome alle sue creature enologiche disegnandone anche le etichette. Come per l’Eughenos Harvest Moon Rosato Terre Aquilane IGP – proposto in degustazione nell’annata 2021 –, che ne ha addirittura quattro differenti a testimonianza della ciclicità delle stagioni e della vita. Indipendente e anticonformista, arriva dritto come un pugno di ferro in guanto di velluto. È il vino del contadino per antonomasia, che affonda le radici nella tradizione, materia viva che con curiosità si aspetta ogni anno per scoprire cosa sarà. Ispirato dalla stessa voglia di sperimentare, nasce anche Sogni d’Anarchia Rosato 2023, il secondo vino rosato della cantina proposto in degustazione, carattere ribelle e animo indomito, frutto di un’annata particolarmente problematica per via della molta pioggia.

Cantine storiche di Pietrantonj con il torchio del Settecento (ph. Ivan Masciovecchio)

Viticoltori in Vittorito dal 1830, con testimonianze dell’attività agricola risalenti fino al 1791, l’Antica Casa Vitivinicola Pietrantonj è depositaria di una storia lunga oltre due secoli che abbraccia ben otto generazioni. Provenienti da tenimenti sparsi fino alla confinante Corfinio per un totale di circa cento ettari, di cui sessanta vitati, le uve vengono vinificate nella sede originaria dell’azienda, nel centro del piccolo borgo medievale, proprio accanto alle cantine storiche all’interno delle quali è possibile ammirare – anche entrandoci fisicamente dentro – una cisterna di 700 ettolitri realizzata nel 1893 e rivestita di mattonelle in vetro di Murano, nonché un imponente torchio in legno del Settecento e diverse botti in rovere e noce anch’esse ultracentenarie di oltre 300 ettolitri; autentici capolavori di architettura ed artigianalità enoica unici al mondo in grado di lasciare letteralmente senza parole. Alice e la sorella Roberta, rispettivamente agronoma e responsabile commerciale, seguono dalla terra alla bottiglia l’evoluzione dei propri vini espressione di questi territori con dedizione autentica. Il Cerano Terre Aquilane Cerasuolo d’Abruzzo Superiore DOC 2024 assaggiato durante la degustazione ha confermato le sue qualità di ambasciatore del Cerasuolo d’Abruzzo, dal brillante color rosso cerasa ai profumi intensi di frutti rossi, fino alla spinta acida e la lunga persistenza in bocca.

Rimanendo nel comprensorio peligno ma dirigendoci pochi chilometri a sud verso Prezza, tra piantagioni di aglio rosso e carciofi, a mezza costa si ammirano anche i circa sette ettari di vigneti di Antonia Pasquale, che insieme al fratello Ottaviano è attiva nella gestione della propria azienda agricola avviata nel 1988, tra le dieci cantine abruzzesi ad essere stata premiata con il massimo riconoscimento della Chiocciola dalla guida Slow Wine 2025 edita da Slow Food per i vini dotati di «una personalità unica lontana dalle mode del momento». Se l’annata 2023 ha dato origine ad un «vino dal profilo organolettico eccellente» rientrando nelle categorie Top Wine e Vino Slow, anche l’espressione 2024 del Praesidium Terre Aquilane Cerasuolo d’Abruzzo Superiore DOC 2024 assaggiato durante la serata si è presentato come un degno rappresentante delle zone di montagna nelle quali viene prodotto, profondo, sapido, originale e dinamico.

L’itinerario gustativo e circolare si conclude a Pratola Peligna, ai margini del Parco nazionale della Maiella, dove Francesca Margiotta rappresenta la quinta generazione nell’azienda di famiglia. Qui sono dieci gli ettari vitati, 80% dei quali destinati al Montepulciano d’Abruzzo e il restante 20% a Pecorino e Trebbiano d’Abruzzo, distribuiti in più appezzamenti fino a Corfinio. Fresco, dal colore intenso di ciliegia e dal lungo finale ammandorlato, il Cretara Terre Aquilane Cerasuolo d’Abruzzo Superiore DOC 2024 identifica l’azienda insieme ad un altro prodotto come il mosto cotto, premiato anche dall’Accademia Italiana di Cucina.

ph. archivio CdG

Come accennato all’inizio, questo viaggio sentimentale all’interno delle terre aquilane dalle quali prendono origine le intense trame rosa delle produttrici aquilane si è reso possibile grazie all’impegno della Confraternita del Grappolo – vini & culture dal 2005 –, che già avevamo raccontato in occasione del decennale (leggi QUI per saperne di più). Oggi, a distanza di altri dieci anni, con qualche capello in meno e diversi chili in più, la loro voglia di stare insieme e di raccontare il mondo del vino con leggerezza, responsabilità e un pizzico di sana goliardia non si è placata, anzi.

Guidati da un board di tutto rispetto che vede in Livio di Sante il presidente, Gianpiero Laviano come suo vice e segretario, e Giuliano Bellicoso alla presidenza del comitato degustazioni, fedeli al motto e alla filosofia di re Edoardo VII per il quale «il vino non si beve soltanto, si annusa, si osserva, si gusta, si sorseggia e… se ne parla», confratelli e consorelle continuano nella loro opera divulgativa con la stessa passione di sempre forti di un amore – per il vino e per tutte le storie che un grappolo d’uva si porta con sé – che, proprio come alcune bottiglie rare e preziose, invecchiando si fortifica sempre di più. Ad maiora.

Tags: abruzzocerasuolo d'abruzzoconfraternita del grappolovalle del tirinovalle pelignavini d'abruzzo
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