24 aprile 2018

Come sarebbe il mondo se davvero assomigliasse a quello che la pubblicità del cibo ci descrive? Come sarebbero le nostre relazioni sociali, le nostre psicologie individuali? In quale tipo di società cresceremmo i nostri figli e quali questioni di genere fronteggeremmo tutti i giorni? A queste e ad altre domande prova a dare risposta il libro Che mondo sarebbe. Pubblicità del cibo e modelli sociali (ed. Slow Food), scritto dalla giornalista Cinzia Scaffidi con una prefazione di Patrizio Roversi.

Cattedrale di S. Maria Maggiore (ph. sito borghipiubelliditalia.it)

Cattedrale di S. Maria Maggiore (ph. sito borghipiubelliditalia.it)

Alla presenza dell’autrice, il volume sarà presentato venerdì 4 maggio alle ore 18 nelle sale del palazzo Ente Mostra Artigianato a Guardiagrele (CH), borgo del gusto d’Abruzzo e sede della neonata Condotta Slow Food Majella-Guardiagrele che abbiamo raccontato nel dettaglio qui. Dopo i saluti del presidente dell’ente Gianfranco Marsibilio e del sindaco della città Simone Dal Pozzo, con lei ne discuteranno Eliodoro D’Orazio, presidente Slow Food Abruzzo-Molise e Francesco Sabatini, presidente onorario dell’Accademia della Crusca.

locandina_libro_scaffidiAttraverso le pagine del libro ci si addentra alla scoperta del mondo immaginario proposto dalla comunicazione commerciale del quale non percepiamo più i paradossi, le follie, i non sense ripetutamente suggeritici come se fossero desiderabili. Forse un po’ di ironia potrebbe aiutarci a recuperare quella consapevolezza di cittadini-consumatori senza la quale nessun cambiamento qualitativo potrà avvenire nell’ambito di un sistema alimentare dominante, che oggi si sta rivelando il responsabile di tanti problemi economici, ambientali e di salute pubblica. Che mondo sarebbe dunque è una domanda a doppio taglio: che mondo sarebbe se fossimo davvero come gli spot ci descrivono? Ma anche: che mondo sarebbe se imparassimo a riderne?

Cinzia Scaffidi ha lavorato in Slow Food dal 1992 al 2015. Oggi è una giornalista freelance, insegna e si occupa di formazione per le aziende. Per Slow Food Editore ha già pubblicato Guarda che mare (2007), scritto con Silvio Greco; Sementi e diritti (2008), scritto con Stefano Masini; Mangia come parli (2014).

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