18 aprile 2017

Il teatro inteso come spazio sociale e collettivo all’interno del quale condividere storie di territori ricchi di bellezze e umanità; un luogo dell’incontro dove ritrovarsi tra smemorati o esuli della propria terra cercando di recuperare un rapporto con le proprie identità culturali. È quanto (si) propone la compagnia Muré Teatro attraverso La Casa della Memoria, prima rassegna teatrale organizzata in collaborazione con l’assessorato alla Cultura del comune di Pescara e composta da quattro appuntamenti in programma da domenica 30 aprile a domenica 21 maggio, tutti alle ore 18, presso il Bagno Borbonico del Museo delle Genti d’Abruzzo di Pescara.

Marcello Sacerdote e Francesca Camilla D'Angelo del Muré Teatro (ph. sito teatro)

Marcello Sacerdote e Francesca Camilla D’Amico del Muré Teatro (ph. sito Muré Teatro)

Una dimora fatta di volti, voci, paesaggi, profumi, ma anche di cose che non si possono raccontare se non con quella poesia di cui tutti abbiamo bisogno, come spiega la stessa compagnia nelle note di presentazione dell’evento. Si comincia con lo spettacolo “Giuseppina, una donna del Sud”, unica produzione esterna, interpretato da Pierluigi Tortora de La Bottega del Teatro di Caserta. Giuseppina è una donna forte e debole, umile e orgogliosa, madre e moglie, che ha vissuto lungo tutto il ‘900. Appartiene alla sua terra, difficile e affascinante. Intreccia racconti del passato e ricordi mentre intorno il mondo cambia. Un microcosmo che diventa macro perché tutte le storie si somigliano e riguardano le donne (e gli uomini) che come lei, stupiti ed innamorati della vita, ne hanno smarrito l’orizzonte.

Francesca Cmilla D'Angelo in scena (ph. sito Muré Teatro)

Francesca Camilla D’Amico in scena (ph. sito Muré Teatro)

Pescando dal repertorio della compagnia nata a Pescara nel 2012 dall’incontro umano e artistico di Francesca Camilla D’Amico, Marcello Sacerdote e Manuel Borgia, si proseguirà domenica 7 maggio con “Maja, storie di donne dalla Majella al Gran Sasso” di e con Francesca Camilla D’Amico. Un piccolo grande racconto interamente dedicato al lavoro femminile, ai matrimoni, alla condizione della donna in Abruzzo dal primo ‘900 fino agli anni del secondo Dopoguerra. Storie popolari tratte da memorie di famiglia, testimonianze di anziani come Zì Angelo, narratore contadino, e da rielaborazioni personali. Il tutto inframmezzato da canti popolari femminili e leggende fiabesche legate alle due montagne sacre per gli abruzzesi, che a volte fanno da sfondo ed altre emergono quasi come personaggi veri e propri.

mure3Il terzo appuntamento previsto per domenica 14 maggio vedrà in scena Marcello Sacerdote, accompagnato da Flavia Massimo alla voce e al violoncello, con il racconto teatrale in musica “Lupo In-Canto”. Liberamente ispirato al libro “L’incantesimo del lupo” di Adriana Gandolfi e ad altri materiali della tradizione popolare, tra realtà e folclore, storia e poesia, lo spettacolo restituisce uno sguardo autentico sulla figura del lupo e sul suo rapporto con l’uomo, un legame ancestrale ricco di fascino e mistero come anche di conflitti e contraddizioni.

La Casa della Memoria chiuderà i battenti domenica 21 maggio con la lettura teatrale della storia di lotta e libertà dei cafoni delle montagne d’Abruzzo ai tempi della dittatura fascista raccontata da Ignazio Silone nel romanzo “Fontamara”, con i due attori di Muré Teatro entrambi in scena.

Dato il numero limitato di posti, la prenotazione è vivamente consigliata ai numeri 340 6152344333 4602346. Il biglietto di ingresso (€ 10) include anche l’entrata al museo e una degustazione di vino.

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