• Privacy Policy
  • Cookie Policy
  • Contatti
Tesori d'Abruzzo
  • Home
  • La Rivista
    • Le Vie dell’Archeologia
    • Le Vie dell’Arte
    • Le Vie dei Borghi
    • Le Vie della Cultura
    • Le Vie della Fede
    • Le Vie del Gusto
    • Le Vie della Natura
  • Video
  • de siena editore
  • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy
No Result
View All Result
  • Home
  • La Rivista
    • Le Vie dell’Archeologia
    • Le Vie dell’Arte
    • Le Vie dei Borghi
    • Le Vie della Cultura
    • Le Vie della Fede
    • Le Vie del Gusto
    • Le Vie della Natura
  • Video
  • de siena editore
  • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy
No Result
View All Result
Tesori d'Abruzzo
No Result
View All Result
Home Le Vie dei Borghi

Quando Ortucchio era un’isola

by Redazione
1 Dicembre 2013
in Le Vie dei Borghi
0
SHARES
564
VIEWS
Condividi su FacebookCondividi su TwitterCondividi su Whatsapp

La piccola cittadina è situata su una altura di 680 metri, nell’ampia distesa verdeggiante del bacino del Fucino, pochi chilometri sud rispetto ad Avezzano. Il paese sorge sul margine sud orientale di quello che una volta era il terzo lago più grande d’Italia, di cui oggi rimane soltanto un piccolo bacino naturale, che ospita specie uniche nel territorio abruzzese

di Chiara Di Giovannantonio, foto di Luciano D’Angelo

veduta del paese
veduta del paese

Un tempo, infatti, qui l’acqua cingeva su più lati il borgo, rendendolo, a seconda del livello lacustre, un’isola o, nei periodi di forti magre, una penisola. Le più recenti scoperte archeologiche fanno risalire i primi insediamenti umani nella zona al Paleolitico Superiore, per via dei resti ossei di animali rinvenuti nelle grotte di Ortucchio, Maritza e La Punta.
Si tratta quasi certamente di una popolazione nomade dedita alla caccia, che effettuava brevi spostamenti nel corso dell’anno lungo tutta la zona del Fucino utilizzando come punti di appoggio le grotte sopracitate.
A conferma della presenza dell’uomo già in tempi antichi, vi è la scoperta di un villaggio neolitico sul Colle Santo Stefano, a poca distanza da Ortucchio (Aq), legato alla cultura delle Ceramiche impresse, diffusasi a partire dal VI millennio a.C. in tutto il bacino del Mediterraneo.
Anche in epoca romana il lago del Fucino fu teatro di diversi eventi. Prima tra tutti, la guerra sociale che vide schierati da un lato Roma e dall’altro i Marsi, formalmente loro alleati.
Dopo la pacificazione e la fine della repubblica, il lago fu utilizzato come scenario per dar vita a naumachie, letteralmente battaglie navali simulate sull’acqua, il cui unico scopo era divertire gli imperatori e l’aristocrazia romana.
Anche se ormai circondato da costruzioni di epoca posteriore, l’imponente castello che anima il centro del paese spicca subito all’occhio. Realizzato su una precedente fortificazione voluta dai Conti di Celano, fu ricostruito nel giro di qualche anno, e terminato nel 1488, da Antonio Piccolomini d’Aragona, duca d’Amalfi. Il maniero, che rappresenta un raro esempio di castello lacustre nell’Italia Centrale, si erge sui resti di un più antico complesso medievale che possedeva una pianta simile a quella poi inglobata nella rocca di epoca rinascimentale.
È stata mantenuta una struttura difensiva simile a quella attuale con la fortezza disposta internamente rispetto alle cortine e circondata da quattro torrioni cilindrici angolari, di cui uno oggi distrutto. Degni di rilievo sono i resti della merlatura sporgente ancora visibili sui beccatelli.
Il fortilizio faceva parte di un completo sistema difensivo creato attorno al lago del Fucino, con le torri fortificate di Pescina e Trasacco e i castelli di Celano a nord, quello di Avezzano a ovest e quello di Ortucchio, per l’appunto, a sud.
Un tempo raggiunto dal lago, il castello era accessibile soltanto per via d’acqua: era circondato da un profondo fossato, in parte scavato nella roccia viva, che dava vita a una profonda darsena. L’ingresso del castello era posto sul lato corto orientale, mentre era collocato abitualmente su quello lungo – quest’anomalia è spiegabile probabilmente con le particolari caratteristiche morfologiche del sito. Ancora oggi è possibile ammirare il ponte levatoio, rimasto intatto, nonostante il lungo e laborioso lavoro di restauro portato avanti soltanto di recente dalla Soprintendenza ai Monumenti, per rimediare ai danni causati dal terremoto dell’inizio del secolo scorso.
Il paesino, che attualmente spicca soprattutto per la sua fortezza quattrocentesca, ha origini antiche. Purtroppo gran parte dell’abitato originario è andato distrutto in seguito dal sisma del 13 gennaio del 1915.
Il movimento tellurico, oltre ad aver provocato migliaia di morti (si conta che la sola Avezzano perse un quarto della sua popolazione), determinò il crollo di buona parte del castello Piccolomini e della Chiesa di Sant’Orante, ricostruita alla fine degli anni Sessanta. Della struttura originaria, rimane soltanto il portale romanico, con un arco ogivale appena accennato e l’architrave scolpito.
A questo edificio è legata una delle leggende che si tramandano di generazione in generazione e che ha per protagonista il patrono di Ortucchio. Secondo quanto si racconta, il santo giunse dalla Calabria in Abruzzo al seguito di Sant’Ilarione Abate nel XIV o XV secolo. Costretto da una grave malattia, si fermò per qualche tempo in paese dove visse di elemosine. La mattina del 5 marzo del 1431 fu trovato morto in preghiera sui dei sarmenti secchi, da cui erano miracolosamente cresciuti durante la notte foglie e grappoli d’uva matura. Il corpo fu inumato nella chiesa, che venne dedicata al pellegrino anonimo a cui fu dato il nome di Orante, dalla posizione assunta nel momento del trapasso. Oggi, ogni 5 marzo ricorre la festa del santo che viene onorato anche il 28 settembre, con grandi festeggiamenti da parte di tutta la cittadinanza.
In paese ci sono altre due chiese che meritano una visita, la Chiesa di Santa Maria di Capodacqua, più volte ricostruita, da cui proviene un prezioso tabernacolo in legno dipinto a tempera, oggi custodito nel Museo Civico di Sulmona, datato al 1435, e la Chiesa della Madonna del Pozzo.
Nei dintorni di Ortucchio, è da ricordare la Stazione del Fucino, uno dei più grandi centri di telecomunicazione in Europa installata nel 1962. Situata nell’area nord occidentale rispetto al paese, rappresenta uno dei più grandi centri di telecomunicazione in Europa, grazie al quale oggi la Telespazio s.p.a. riesce a gestire a livello mondiale la comunicazione commerciale e marittima, oltre che di telemetria e radiocomando dei satelliti proiettati intorno alla Terra e di acquisizione e studio dei dati trasmessi dagli stessi sulle risorse ambientali.
Il borgo è facilmente raggiungibile percorrendo l’autostrada A25, fino all’uscita Aielli/Celano. Da lì basta proseguire per una quindicina di chilometri in direzione di San Benedetto dei Marsi fino a Ortucchio.

Articolo pubblicato (Gennaio-Marzo 2011) sulla rivista Tesori d’Abruzzo trimestrale di turismo, cultura ed enogastronomia

Previous Post

La sede del Circolo Canottieri “La Pescara”

Next Post

Roccaraso, le storie nella neve

Altri articoli che potrebbero interessarti

Gessi diVini 2023, cinque edizioni di gusto e cultura nelle terre del Sangro Aventino
Articoli Recenti

Gessopalena, la Vedovella conquista la Medaglia d’Oro al concorso internazionale dei vini di montagna

13 Settembre 2026
A passi lenti tra le meraviglie del borgo con Tortoreto Greendays 2026
Articoli Recenti

A passi lenti tra le meraviglie del borgo con Tortoreto Greendays 2026

27 Agosto 2026
Con il FAI Abruzzo alla scoperta del patrimonio vivo di San Francesco a 800 anni dalla morte
Articoli Recenti

Con il FAI Abruzzo alla scoperta del patrimonio vivo di San Francesco a 800 anni dalla morte

26 Agosto 2026
Gusto, cultura e biodiversità nelle terre dell’Aventino con Gessi diVini 2026
Articoli Recenti

Gusto, cultura e biodiversità nelle terre dell’Aventino con Gessi diVini 2026

23 Agosto 2026

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Cerca nel sito

No Result
View All Result
Vini Biagi Ads
Podere Marcantò Ads
Gennario Pigliacampo Ads
Tesori d'Abruzzo

Direttore Responsabile
Paolo de Siena

Editore
De Siena Editore s.a.s.

Testata giornalistica registrata al Tribunale di Pescara
n 09/06 del 22.06.2006

Registrazione degli operatori di Comunicazione ROC;
N. 18293

P.iva 01884150689

Seguici su

Sezioni del sito

  • Articoli Recenti
  • I personaggi
  • Le interviste
  • Le Vie dei Borghi
  • Le Vie del Gusto
  • Le Vie dell'Archeologia
  • Le Vie dell'Arte
  • Le Vie della Cultura
  • Le Vie della Fede
  • Le Vie della Natura
  • Luoghi di gusto
  • Primo Piano
  • Servizi

Privacy e Cookie Policy

Privacy Policy

Cookie Policy

Articoli recenti

Pescara, all’Aurum il V congresso nazionale della Federazione Italiana Cuochi dedicato alle Lady Chef

Pescara, all’Aurum il V congresso nazionale della Federazione Italiana Cuochi dedicato alle Lady Chef

6 Ottobre 2026
Passeggiate nel castagneto e pizza d’autore con Slow Food Pescara e Terre Teramane

Passeggiate nel castagneto e pizza d’autore con Slow Food Pescara e Terre Teramane

4 Ottobre 2026
Pescara celebra San Francesco con l’Orchestra Tesori d’Abruzzo e il Coro delle 9

Pescara celebra San Francesco con l’Orchestra Tesori d’Abruzzo e il Coro delle 9

2 Ottobre 2026
Romantica terra d’Abruzzo, dieci luoghi del cuore da scoprire nel giorno degli innamorati

Piacere, Abruzzo! A Lanciano si presenta il primo salone regionale del turismo

24 Settembre 2026
  • Privacy Policy
  • Cookie Policy
  • Contatti

© 2025 Tesori d'Abruzzo. Tutti i diritti sono riservati. Divieto di riproduzione di tutti i contenuti.

No Result
View All Result
  • Home
  • La Rivista
    • Le Vie dell’Archeologia
    • Le Vie dell’Arte
    • Le Vie dei Borghi
    • Le Vie della Cultura
    • Le Vie della Fede
    • Le Vie del Gusto
    • Le Vie della Natura
  • Video
  • de siena editore
  • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

© 2025 Tesori d'Abruzzo. Tutti i diritti sono riservati. Divieto di riproduzione di tutti i contenuti.