Dopo l’esperienza di Aurelio Di Virgilio, sarà l’artista italiano Nicola Baratto il secondo interprete ad essere ospitato nell’ambito di AEQUUSOL MMXXV, il programma di residenze artistiche ed esplorazioni della terra d’Abruzzo intrapreso da Pollinaria nel 2020 e giunto ora alla sesta edizione, che vede nella sfera elementare dell’aria il suo tema portante.

Nato a seguito di ripetute incursioni sul territorio e sulla scia della passione che l’artista nutre da tempo per l’archeologia applicata al sogno, il progetto Favola della torre sarà quindi presentato in anteprima il prossimo sabato 21 marzo, dalle ore 17, all’interno del Castelletto Amorotti – Museo dell’Olio che impreziosisce il centro storico del borgo vestino, successivamente visibile e visitabile fino a martedì 31 marzo previa prenotazione alla mail letizia@pollinaria.org
Classe 1989, durante la sua permanenza in Abruzzo Nicola Baratto visita alcune torri locali, sedimenti di antiche formazioni a carattere prevalentemente difensivo. Da alcuni episodi di vertigine da lui stesso provata nell’esplorazione degli avamposti e da riflessioni sulla psicologia ascensionale, affiora l’idea della favola, che in un oggetto liminale, un paravento, «coagula una cosmogonia tra letterario, scultoreo e cinematografico». Favola della torre è al contempo un racconto sfaccettato e a tratti demistificatore, e un dispositivo scultoreo e spaziale che definisce un’area di confine tra reale e immaginario, storico e mitologico, il vento ed il silenzio.
Realizzata anche grazie alla collaborazione dell’artista e di Pollinaria con l’azienda di tessitura L’Arcolaio di Teramo, l’opera sottende una denuncia dell’umano contemporaneo e ci accompagna, con la poesia, a riflettere sul momento storico di abisso che offusca la nostra quotidianità.








