testo di Ivan Masciovecchio.
Presentata all’interno del padiglione Lazio durante lo scorso Vinitaly di Verona, la quarta edizione di Vini d’Abbazia sarà accolta da venerdì 6 a domenica 8 giugno prossimi nei consueti e ascetici scenari dell’Abbazia di Fossanova a Priverno (LT), capolavoro di architettura cistercense edificato tra il 1163 e il 1208, divenuto monumento nazionale nel 1874 e gestito quotidianamente con amorevole cura dai sacerdoti missionari dell’Istituto del Verbo Incarnato.

Unico nel suo genere, l’evento ideato dal giornalista Rocco Tolfa e organizzato da Strada del Vino di Latina con il contributo e la collaborazione, tra gli altri, di Regione Lazio e ARSIAL, Camera di Commercio Frosinone Latina, Confagricoltura, Comune di Priverno e Associazione Italiana Sommelier in qualità di partner tecnico, nasce con l’intento di mettere in rete produttori impegnati nella valorizzazione di vigneti di origine monastica le cui storie e qualità riflettono il lavoro, l’abilità e lo spirito dei padri fondatori, dal Medioevo ai giorni nostri.
Protagoniste di questa edizione saranno una ventina di cantine aderenti al circuito francese Les Vins d’Abbayes, oltre naturalmente ad altrettante realtà nazionali in arrivo da gran parte delle regioni d’Italia, dall’Abbazia di Praglia in Veneto, al Monastero di Sabiona della Cantina Valle Isarco in Alto Adige; dall’Abbazia del Goleto di Feudi di San Gregorio in Campania, al Monastero della Congregazione delle Figlie di San Giuseppe – conosciuto anche come Monastero delle suore del vino bianco – di Beppe Marino in Piemonte.

Tra queste, come auspicavamo nel nostro articolo dell’anno passato – leggi QUI il racconto della terza edizione –, siamo felici di annunciare anche la presenza dell’Abruzzo con la cantina Abbazia di Propezzano, che Paolo de Strasser porta avanti dal 2012 a Morro d’Oro negli spazi attigui alla splendida chiesa di Santa Maria di Propezzano, autentica meraviglia di architettura religiosa di scuola benedettina immersa nell’incantevole contesto paesaggistico delle Colline Teramane.
Caratterizzate dalla elegante riproduzione grafica del chiostro, le etichette disponibili ai banchi d’assaggio riguarderanno gran parte della produzione realizzata con uve autoctone di Montepulciano e Trebbiano d’Abruzzo, Pecorino e Passerina, compreso il Cerasuolo d’Abruzzo, il Colli Aprutini Bianco IGT con 90% di Falanghina affinato in anfora, il Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane DOCG (pure nella versione Riserva) e la bollicina new entry PAS dosé, uno spumante a base di Passerina che dopo un passaggio in botti di rovere riposa ulteriori sei mesi in bottiglia prima di essere commercializzato.

Oltre alle degustazioni libere, i tre giorni di Vini d’Abbazia saranno arricchiti da conferenze e masterclass (il programma, in via di definizione, è disponibile QUI) grazie alle quali, ad esempio, si potrà esplorare il mondo del vino nell’antica Roma (sabato 7 giugno) oppure soffermarsi sul tema del viaggio, dove il nettare di Bacco diventerà uno strumento per leggere il paesaggio, la storia e la spiritualità dei luoghi (domenica 8 giugno). Infine, sull’acciottolato del borgo medievale stretto attorno alla sua abbazia, sarà allestito un vero e proprio Slow Food Village con diversi stand gastronomici nei quali si potranno gustare prodotti locali tutelati con il marchio dei Presìdi Slow Food e piatti della tradizione laziale.








