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Home Articoli Recenti

Vinitaly 2025, convince l’Abruzzo nel segno del suo Cerasuolo

by ivan masciovecchio
10 Aprile 2025
in Articoli Recenti, Le Vie del Gusto, Primo Piano, Servizi
Vinitaly 2025, convince l’Abruzzo nel segno del suo Cerasuolo

Cerasuolo d'Abruzzo (ph. Ivan Masciovecchio)

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testo di Ivan Masciovecchio.

Comunque la si pensi, tra gli eventi generalisti dedicati all’universo enologico il Vinitaly di Verona resta ancora the place to be, quello in grado di soddisfare (e di deludere) i più eterogenei dei palati proponendo, oltre ai consueti padiglioni dove sono stipate tutte le regioni d’Italia con migliaia di vini di varia natura a disposizione per l’assaggio – dai cosiddetti convenzionali agli artigianali –, spazi espositivi sempre più settoriali dedicati alle produzioni certificate bio, alle cantine internazionali, alle piccole realtà italiane, alla mixology, fino alle birre d’eccellenza.

Vinitaly 2025 (ph. Ivan Masciovecchio)

Conclusasi nei giorni scorsi, nonostante il clima di profonda incertezza economica, ambientale e sociale che condiziona l’intero settore in questa determinante fase storica, l’edizione numero 47 ha visto la partecipazione record di circa 4000 aziende provenienti da oltre 140 Paesi nel mondo, arricchendosi di nuovi format come Vinitaly Tourism, l’ultimo progetto ideato da Veronafiere rivolto alla promozione delle esperienze enoturistiche nelle cantine del Belpaese, al quale è stata riservata la giornata conclusiva di mercoledì 9 aprile, con il coinvolgimento di 63 aziende e 17 buyer tra tour operator e agenzie di viaggio arrivati da Stati Uniti, Germania, Spagna e Italia.

Degustazione di vini No-Lo (ph. Ivan Masciovecchio)

Come e più di sempre, estremamente complesso si è presentato il programma 2025, con centinaia di degustazioni e focus sui temi caldi dell’attualità a cominciare dai vini No-Lo (quelli senza o a basso contenuto di alcol), protagonisti assoluti dell’incontro di lunedì 7 aprile condotto dal prof. Attilio Scienza in compagnia della giornalista Lara Loreti. «Un esercizio di verità per dare a tutti la possibilità di giudicare» come lo ha definito lo stesso prof. Scienza, durante il quale sono state proposte sei etichette relative a quattro spumanti (tre italiani e un francese), un vino rosso e un lambrusco – quest’ultimo risultato il più simile al gusto originale insieme alla bollicina da uve Riesling della cantina altoatesina Hofstätter – che alla prova d’assaggio non hanno fatto registrare grandi apprezzamenti in sala, risultando di gusto oltremodo tendente al dolce, di scarsa struttura e ancor meno aromaticità, soprattutto il rosso della batteria.

Padiglione Abruzzo (ph. Ivan Masciovecchio)

Forse per certificare anche logisticamente l’anima underground dei produttori, nel piano sotterraneo del Pala Expo è stata inoltre ospitata la tappa italiana di Raw Wine – la grande rete mondiale di vini naturali, a basso intervento, biologici e biodinamici, nata nel 2012 per merito di Isabelle Legeron, la prima donna francese a ottenere il titolo di Master of Wine – accogliendo circa 140 vignaioli da 10 Paesi (Italia, Francia, Spagna, Svizzera, Austria, Repubblica Ceca, Georgia, Germania, Giappone e Slovenia). Tra questi erano presenti anche gli abruzzesi Caprera (Pietranico, PE); Controvento (Rocca San Giovanni, CH); Stefania Pepe (Torano Nuovo, TE); Tenuta Terraviva (Tortoreto, TE).

Padiglione Abruzzo (ph. Ivan Masciovecchio)

Spostandoci nello spazio istituzionale allestito dal Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo all’interno del consueto padiglione 12, sostenuta da un calibrato calendario di incontri, presentazioni e degustazioni, la regione si è raccontata attraverso l’identità rinnovata del suo Modello Abruzzo, il progetto entrato in vigore nella vendemmia 2024 che ha ridisegnato la propria geografia vitivinicola attraverso la semplificazione delle IGT (riunite ora in un’unica regionale) e la valorizzazione delle quattro sottozone provinciali (Terre de L’Aquila, Terre di Chieti, Colline Pescaresi, Colline Teramane), con l’introduzione della menzione «Superiore» destinata alle DOC.

Lo stand della Regione Marche (ph. Ivan Masciovecchio)

Aprendo una piccola parentesi sull’estetica degli spazi, la veste grafica adottata da qualche anno continua a non convincerci del tutto, risultando a parere di chi scrive fredda ed eccessivamente concettuale. Inserire immagini suggestive di vigne e paesaggi che possano rendere subito evidente da dove e in quale contesto di biodiversità diffusa prendono corpo i vini che si stanno assaggiando, collegandoli anche visivamente al territorio, forse potrebbe renderla più calda e coinvolgente, considerando pure il tema dell’enoturismo sempre più centrale nella narrazione enologica mondiale. Soluzione già adottata, tra l’altro, nella parte dedicata allo Spumante d’Abruzzo DOC Trabocco, trasformata ogni pomeriggio, a partire dalle 16, in un cocktail bar animato da dj set dove era possibile rinfrescarsi con uno dei quattro drink – molto gradevole la Passerina Spritz che abbiamo assaggiato – a base di diverse tipologie di Trabocco Spumante creati in collaborazione con il Bartenders Group Italia.

Degustazione allo stand Abruzzo (ph. Ivan Masciovecchio)

Passando invece alla sostanza del programma, la presentazione della guida digitale Vini d’Abruzzo per bevitori curiosi – curata dal giornalista e sommelier abruzzese Franco Santini, ideatore della rassegna Gironi Divini che ogni estate anima il borgo di Tagliacozzo (AQ), scaricabile in futuro dal sito dell’evento – è stata impreziosita da una masterclass condotta dallo stesso autore durante la quale sono stati stappati otto vini in rappresentanza di altrettante categorie presenti sulla guida, dal Trebbiano d’Abruzzo 1986 di Valentini (Loreto Aprutino, PE) al Pecorino Abruzzo DOC Giocheremo con i fiori di Torre dei Beati (Loreto Aprutino, PE), fino al Cerasuolo d’Abruzzo Terre Aquilane DOC Superiore Cerano di Italo Pietrantonj (Vittorito, AQ) e al Montepulciano d’Abruzzo 2001 di Emidio Pepe (Torano Nuovo, TE).

Organizzato da Fisar in Rosa, alla presenza della presidente nazionale del Movimento Turismo del Vino, Violante Gardini Cinelli Colombini, c’è stato spazio anche per il convegno sul futuro dell’enoturismo al quale hanno portato il proprio sguardo al femminile, tra le altre, le produttrici abruzzesi Valentina Di Camillo di Tenuta i Fauri di Ari (CH), secondo la quale «l’accoglienza è un gesto agricolo, bisogna essere attenti ai dettagli e restituire a chi ci visita l’identità del luogo», e le sorelle Gaia e Sveva Di Sabatino, che nella loro Tenuta Morganti a Torano Nuovo (TE) offrono ai visitatori l’esperienza di dormire all’interno di botti in legno installate nel loro eco-glamping con vista sulle Colline Teramane.

Degustazione di Villamagna DOC (ph. Ivan Masciovecchio)

Tra gli incontri sulla Valorizzazione della vitivinicoltura della DOC Villamagna con annessa degustazione condotta dall’enologo Riccardo Brighigna di quattro espressioni di Montepulciano d’Abruzzo diverse sia per annata, sia per zone di impianto dei vigneti, e sulla Tradizione e futuro del vino cotto d’Abruzzo con assaggi di ben nove tipologie di vini del fuoco realizzate con differenti varietà di uve – dal Montepulciano d’Abruzzo al Montonico –, l’Abruzzo ha portato a casa anche il Premio Angelo Betti – Benemeriti della Viticoltura assegnato a Jarno Trulli, titolare dell’azienda Podere Castorani di Alanno (PE), che proprio quest’anno festeggia i venticinque anni di attività.

Jarno Trulli (a sinistra) con l’assessore regionale all’Agricoltura, Emanuele Imprudente (ph. Regione Abruzzo)

Gestito all’insegna dell’inclusività, con i ragazzi della fattoria sociale e didattica Rurabilandia di Atri (TE) impegnati nel servizio alla mescita in supporto ai sommelier professionisti dell’AIS Abruzzo, lo stand regionale ha ospitato anche la presentazione della convention nazionale de Le Donne del Vino, in programma proprio in terra d’Abruzzo da giovedì 15 a domenica 18 maggio prossimi. Promossa dalla delegazione abruzzese, in collaborazione con l’assessorato regionale all’Agricoltura e il Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo, l’iniziativa avrà come titolo Coltiviamo scenari futuri e coinvolgerà circa cento socie di tutta Italia in degustazioni, visite in cantina e masterclass. Un itinerario esperienziale che si animerà dalla Costa dei Trabocchi alle Colline Pescaresi e Chietine, dall’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026 alla Valle delle Abbazie nel Teramano, per scoprire i vitigni autoctoni e le loro differenti peculiarità dovute alle molteplici caratteristiche pedoclimatiche della regione Abruzzo. «Questo evento di incoming, riservato alle socie della nostra associazione – ha dichiarato la delegata regionale, Martina Danelli –, è un’occasione unica per presentare in quattro giorni alcune delle meraviglie del nostro territorio, i nostri vitigni autoctoni e per far degustare i nostri vini che hanno raggiunto una qualità eccellente».

Cerasuolo d’Abruzzo
(ph. Ivan Masciovecchio)

Chiusura col botto infine per la masterclass Cerasuolo d’Abruzzo, un assaggio del futuro guidata da Filippo Bartolotta, durante la quale sono stati diffusi i numeri in crescita (+ 22% della vendemmia 2024 rispetto alle 2023, con circa nove milioni di bottiglie prodotte) del vino considerato a ragione il più identitario dell’enologia regionale, quello sempre più apprezzato dai giovani consumatori e in grado di conquistare ulteriori segmenti di mercato grazie alle sue straordinarie caratteristiche che lo rendono unico. A cominciare dalle cromatiche sfumature rosso cerasa rispetto alle quali il presidente Alessandro Nicodemi ha ribadito l’impegno del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo nel portare avanti «un progetto per definire un disciplinare del colore del Cerasuolo d’Abruzzo, per distinguerci da altre tonalità di rosati che non fanno parte né del carattere del nostro vino e né della nostra storia e tradizione». Sarebbe bello se in futuro, proseguendo sulla strada della sua valorizzazione, si organizzasse un grande evento promozionale in Abruzzo di rilevanza nazionale esclusivamente dedicato a quella che davvero rappresenta la nostra eccellenza enologica, da vivere magari diffusamente nei luoghi e tra le vigne di Montepulciano d’Abruzzo dove il Cerasuolo d’Abruzzo prende forza e colore per avviarsi a diventare l’ambasciatore del nostro territorio nel mondo.

Tags: abruzzoconsorzio tutela vini d'abruzzovini d'abruzzovinitaly 2025
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