22 gennaio 2015

Si terrà venerdì 23 gennaio, al Ritrovo del Parrozzo, in via Pepe 41, a Pescara, alle ore 17:30, la presentazione del libro di Enrico Di Carlo, Il Presepe dell’Anima. Suggestioni e melodie del Natale Abruzzese. Per l’occasione il gruppo musicale Abruzzo EthnOrchestra eseguirà brani della tradizione natalizia abruzzese, raccolti nel disco che accompagna il libro. Interverrà inoltre il coro Terra d’Abruzzo, diretto dal Maestro Fabio D’Orazio.

Dopo il grande successo di pubblico e di critica, ottenuto a Chieti il 5 gennaio scorso, e a conclusione di un percorso che lo ha visto presente in varie località abruzzesi, il libro verrà presentato a Pescara, nelle salette del Ritrovo del Parrozzo. Con prefazione di mons. Bruno Forte, arcivescovo metropolita di Chieti-Vasto, il libro di Enrico Di Carlo, “Il Presepe dell’Anima. Suggestioni e melodie del Natale abruzzese” (ed. Verdone), racconta una “favola” senza tempo che nasce dal ricordo personale dell’autore del presepe domestico, guidato dall’esempio e dall’affetto del proprio genitore. Un rapporto –quelloinvito-Pescara,-23.01.2015 padre-figlio- che molto ha influito anche in letterati come d’Annunzio, Titta Rosa e Pomilio.
Il volume, raccoglie nel Dvd “Gesù Bambine nasce” diciannove pastorali abruzzesi, eseguite da “Abruzzo EthnOrchestra”, diretta da Mario Canci. Saranno proprio le musiche della nostra cultura popolare, ad accompagnare in circa un’ora di concerto, la lettura delle più belle pagine della tradizione natalizia e presepiale abruzzese. Gli strumenti musicali sono gli stessi da tempo utilizzati nel nostro territorio: zampogna, piffero, flauti pastorali, chitarra battente, mandolino, “ddù bbotte” e fisarmonica.
L’Abruzzo –che ebbe il primo presepe vivente, due anni dopo quello di Greccio, nel 1225– ben distingue i propri presepi da quelli napoletani: “Ben più sobria è la realtà rappresentata. Qui i personaggi non sono allegri e scanzonati perché da sempre raffigurano il mondo contadino e pastorale, dedito a una quotidianità meno variegata di quella partenopea”.

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