Realizzato con cereali coltivati nei campi di Abbateggio (PE), porta impresso fin sulla crosta il profilo di un lupo, animale simbolo d’Abruzzo, a sottolineare il legame diretto tra alimento e ambiente naturale. È il Pane del Parco, il progetto nato dalla collaborazione tra il Parco nazionale della Maiella e Mercato del Pane con l’obiettivo di raccontare l’identità autentica della Maiella attraverso una nuova filiera agricola e produttiva legata al nutrimento identitario della cultura italiana.

Presentata oggi negli spazi del Museo delle Genti d’Abruzzo di Pescara alla presenza – tra gli altri – di Luciano Di Martino, direttore del parco e responsabile del Centro di conservazione della biodiversità vegetale d’Abruzzo; Lucio Zazzara, commissario straordinario del parco; Luigi Morsella, fondatore insieme al fratello Francesco e al cugino Pierpaolo De Felice del Mercato del Pane; Aurelio Manzi, etnobotanico e storico dell’agricoltura; Davide Longoni, presidente del gruppo Breaders e maestro panificatore, l’iniziativa si inserisce all’interno di un più ampio disegno di agricoltura attiva promosso dal Parco nazionale della Maiella – dal 2021 eletto Geoparco mondiale dell’Unesco con il nome di Majella Geopark –, che negli anni ha sostenuto filiere locali riferite a legumi tradizionali, miele da apicoltura sostenibile, olio extravergine d’oliva da cultivar autoctone, vino, formaggi, frutta antica e ortaggi tipici, continuando a mantenere un forte legame con il territorio e le sue pratiche.
«Il cibo è una delle massime espressioni della cultura italiana e il pane rappresenta un elemento identitario fortissimo – ha dichiarato Luciano Di Martino –. Attraverso questa iniziativa vogliamo rinnovare il nostro impegno nel sostenere le aree montane interne come luoghi di agricoltura attiva, tutela ambientale e valorizzazione della biodiversità».

Segale e farro sono le varietà protagoniste di una produzione che Mercato del Pane segue interamente dalla coltivazione alla molitura, fino alla realizzazione del lievito madre e della panificazione. «Il Pane del Parco si avvicina al concetto di terroir tipico del mondo del vino – ha aggiunto Luigi Morsella –. Racconta il luogo da cui proviene e le sue trasformazioni nel tempo, rendendo percepibili le specificità ambientali e culturali che lo generano». Le pratiche agricole adottate per la sua realizzazione seguono un approccio biologico non convenzionale, privo di aratura, diserbo e sostanze chimiche, favorendo l’equilibrio naturale del suolo e contribuendo al recupero di varietà agronomiche locali e alla valorizzazione dei paesaggi agricoli storici. Il Pane del Parco sarà progressivamente disponibile a partire da giovedì 21 maggio nei punti vendita del Mercato del Pane di Chieti, Pescara (centro e San Silvestro), Montesilvano e Francavilla al Mare.








