testo di Ivan Masciovecchio.
«Crescere, allontanarsi per poi ritornare, cambiare e migliorare. Non fermarsi mai». Fedele alla sua filosofia di vita (e di lavoro), così nell’aprile 2021 lo chef Gianni Dezio comunicava ad amici e clienti la propria volontà di chiudere Tosto – il suo ristorante aperto nel 2014 nel centro storico dell’incantevole borgo di Atri (TE) – che, fin dalla sua inaugurazione ha rappresentato un unicum nella proposta enogastronomica abruzzese. Intimo e raccolto nelle sue poche decine di coperti, informale ma elegante al tempo stesso, è stato il primo locale a essere aperto da un ex allievo uscito dalla scuola di formazione di Niko Romito. Acquisita la tecnica e affinato lo studio del gusto come principio essenziale nella creazione di una proposta culinaria propria, Gianni Dezio ha reso Tosto un luogo di contaminazione e ricerca, sintesi di un’esperienza personale che nel tempo lo ha portato ripetutamente a viaggiare tra il Venezuela – terra d’emigrazione per alcuni membri della sua famiglia – e Atri, borgo collinare della provincia di Teramo a due passi dal mare nel quale è nato nel 1986.

Dopo aver dato vita insieme alla sua famiglia al progetto +Tosto, una minuscola gastro-bottega caratterizzata da un’offerta che guarda allo street food, al mondo dei lievitati, alle selezioni di salumi e formaggi e all’universo dei vini di piccoli produttori, in pieno stile Tosto – avviata sempre ad Atri, con vetrina e tavolini proprio davanti alla splendida cattedrale, e ancora in attività grazie alle donne di casa – dalla primavera 2025 ha risposto «presente!» alla chiamata dello storico ristoratore abruzzese Daniele Zunica che l’ha voluto con sé ai fornelli del ristorante di famiglia Zunica 1880 trasferitosi definitivamente dalla natia Civitella del Tronto nella scenografica Villa Corallo a Garrufo di Sant’Omero, lungo la Val Vibrata, a metà strada tra i Monti della Laga e la riviera teramana.

Ed è qui, in questa oasi di quiete di proprietà della famiglia Di Serafino, sapientemente ristrutturata e circondata da orto, allevamenti di bovini, suini neri e animali da cortile, maneggio, piscine e centro benessere, che lo chef ha conquistato la sua prima Stella Michelin, consegnatagli oggi nel contesto del Teatro Regio di Parma. Un traguardo ambizioso che premia il suo lavoro e la sua caparbietà nel non voler perdere il passo, continuando a formarsi e ad affinare giorno dopo giorno la sua idea di cucina. «Crescere, allontanarsi per poi ritornare, cambiare e migliorare. Non fermarsi mai». Questa la filosofia che l’ha condotto nell’empireo della grande ristorazione, per sognare nuovi traguardi.







