Ospitata volutamente nel territorio della frazione aquilana di Arischia nell’anno del riconoscimento del titolo di Capitale italiana della Cultura 2026 assegnato alla città capoluogo di regione, sabato 11 aprile, a partire dalle ore 10, si terrà la cerimonia di apertura della quinta edizione del Festival Culturale dei Borghi Rurali della Laga, lo straordinario e inedito evento itinerante – la cui durata non ha paragoni in Europa – in programma fino al prossimo Natale nei piccoli villaggi rurali d’epoca medievale sparsi sui Monti della Laga, sui Monti Gemelli, sull’Alto Aterno e sull’Appennino Acquasantano, tra Abruzzo, Lazio e Marche.
Patrocinata da 20 Comuni e da diversi enti di rilevanza nazionale e territoriale, l’iniziativa diffusa è promossa dall’associazione Borghi e Sentieri della Laga OdV in rappresentanza della Rete Territoriale delle Comunità Locali e in collaborazione con FederTrek Escursionismo e Ambiente Aps, distinguendosi soprattutto per l’originale interpretazione delle coraggiose popolazioni residenti, le quali hanno scelto di investire sul proprio futuro in questi meravigliosi luoghi selvaggi nonostante difficoltà e disagi dovuti agli effetti ancora visibili dei due noti eventi sismici degli anni passati.

Il tema della nuova edizione, Oltre il buio del sisma: valore umano e patrimonio culturale nei borghi che resistono, intende sottolineare il percorso innovativo di rigenerazione sociale educativa intrapreso dalle comunità, complementare ai programmi di ricostruzione, caratterizzato dagli esempi di cittadinanza attiva e dalle buone pratiche per la cura del territorio riconosciute dall’ASviS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile) come contributo al raggiungimento degli obiettivi ONU dell’Agenda 2030, sottoscritti da 193 Stati Nazionali.
Al termine della cerimonia inaugurale di sabato prossimo moderata dalla giornalista Lisa Di Giovanni, sarà prevista la prima edizione del Convivio della Laga (prenotazione obbligatoria con messaggio WhatsApp al numero 339 1501956), un viaggio sensoriale nelle eccellenze gastronomiche del festival che metterà in dialogo la cucina italiana recentemente riconosciuta Patrimonio immateriale dall’UNESCO con la tradizione della transumanza nell’anno internazionale della pastorizia. Un momento di condivisione grazie al quale i diversi territori si potranno raccontare attraverso i loro piatti tipici, dalle Scrippelle ‘mbusse (Pro Loco Teramo) al Timballo all’acquasantana e Olive ascolane (Comune di Acquasanta Terme), passando per la Pasta all’amatriciana (Pro Loco Amatrice) e la Pecora alla Cottora (Dominio Collettivo di Arischia), fino ai dolci di comunità e ai vini artigianali proposti dall’associazione Laga Insieme.
Archiviata l’anteprima di Arischia, successive presentazioni del calendario 2026 saranno in programma nelle città di Roma (sabato 18 aprile), Ascoli Piceno (domenica 19 aprile) e Teramo (sabato 2 maggio), durante le quali sarà possibile riabbracciare e riconnettere simbolicamente le tantissime famiglie trasferite per necessità, ma ancora fortemente legate alle terre natie di Amatrice, Accumoli, Campotosto, Arquata del Tronto.








