Adagiato nella fascia pedemontana della provincia pescarese che guarda alla Maiella madre e caratterizzato dalla coltivazione del farro e dalla presenza dei suggestivi tholos visibili nel vicino sito archeologico della Valle Giumentina, da ieri il paese di Abbateggio accoglie i primi alberi destinati a dare vita al Bosco dei Patriarchi e al Frutteto Storico, un progetto che unisce tutela ambientale, memoria e visione del futuro.

Tre gli esemplari dal forte valore simbolico piantati nel Giardino dei Patriarchi alla presenza del sindaco Gabriele Di Pierdomenico, dell’onorevole Grazia Francescato, del professor Sergio Guidi dell’associazione Patriarchi della Natura, del consigliere regionale Antonio Di Marco e del consigliere regionale, nonché sindaco di Rosello, Alessio Monaco, con la collaborazione del giornalista Salvatore Giannella, già direttore della rivista Airone, hanno trovato dimora: il Cipresso di San Francesco, discendente dell’antico esemplare di Verucchio, dedicato ad Alexander Langer; il Leccio di Leonardo, figlio dell’albero secolare di Vinci, dedicato a Fulco Pratesi, fondatore del WWF Italia e del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise; la Quercia di Castel Castagna, dedicata a Fabrizia Pratesi.

«Questo luogo rappresenta un ponte tra passato e futuro – ha dichiarato il consigliere regionale Antonio Di Marco, presidente dell’associazione Borghi più belli d’Italia in Abruzzo e Molise –. Il progetto nasce con l’obiettivo di far rivivere alberi straordinari per longevità e resilienza, capaci di attraversare i secoli integrandosi armoniosamente nel territorio e richiedendo interventi minimi da parte dell’uomo. Nel nuovo spazio verde sono stati messi a dimora figli e gemelli dei più significativi patriarchi forestali e da frutto d’Italia, selezionati per la loro rusticità e resistenza alle avversità climatiche, così da preservare un prezioso scrigno di biodiversità. Una volta completato, il bosco-frutteto entrerà nella rete nazionale dei boschi-frutteti della biodiversità promossa dall’associazione Patriarchi della Natura».

«Abbateggio continua a investire in progetti che coniugano ambiente, cultura e comunità – così il sindaco Gabriele Di Pierdomenico –. Questo bosco non sarà solo un luogo verde, ma un laboratorio di educazione e consapevolezza per le nuove generazioni. Un momento di alto valore simbolico e culturale che segna l’inizio di un percorso destinato a crescere nel tempo, nel segno della biodiversità, della memoria e della responsabilità condivisa».








