26 marzo 2014

Dopo il successo riscosso durante la scorsa Notte Bianca 2013 a Roccacaramanico, la “Compagnia di Canto Popolare Abruzzo Forte e Gentile” ripropone il II Festival della “Saltarelle” abruzzese. Nelle sale dell’Aurum di Pescara, giovedì  27 marzo dalle 18 in poi, risuoneranno quei toni di festa e folklore accompagnati da balli e canti. Non solo, si avrà l’opportunità di discutere anche sulle radici antropologiche del ballo e della musica abruzzese. “Si sentono echeggiare serenamente meste per l’aere, qualunque sia la parte d’Abruzzo percorsa, poiché il fondo dell’indole è la stessa in tutta la regione; con diversa espressione, a seconda che s’è atteggiata la natura del suolo: lunga e uniforme sul monte, piano al piano, rotta e mossa sul mare; di una serenità diversa da quella delle canzoni napoletane; di una mestizia diversa da quella delle canzoni siciliane”.

locandina_festival_saltarella

Così scriveva Primo Levi in “Abruzzo forte e gentile”, nel descrivere l’aria di festa che si creava con la saltarella, uno scenario che ben rivela ancora oggi l’indole dell’abruzzese. Si tornerà a respirare quest’atmosfera durante la manifestazione presenterà la giornalista Mila Cantagallo. A introdurre e spiegare l’importanza di tale evento sarà Licio Di Biase, presidente della Compagnia. “Questo è un evento che mira alla valorizzazione delle nostre radici antropologiche, partendo dalle nostre musiche e danze tipiche” spiega Di Biase “un modo per renderci conto, noi abruzzesi per primi, che non abbiamo nulla da invidiare ad altre regioni. La Saltarella è un canto, oltre che un ballo, che potrebbe essere paragonato a quello della pizzica salentina e allora perché non cogliere l’occasione per valorizzare anche noi le nostre radici etnomusicali?” Tenendo fede, quindi, alle parole di Gabriele d’Annunzio che recitano: “Io studio le canzoni popolari abruzzesi. Che sublimità di ispirazione, Elda! Che melodie profonde e affascinanti! Non sembrano prodotti di un uomo, ma le voci della stessa natura! Nessuna parte d’Italia ha canzoni così belle  e così splendidamente musicali; te ne manderò qualcuna. Ma bisognerebbe sentirle cantare dalle nostre contadine nei tramonti di porpora, né gialli silenzi di mezzogiorno, nei pleniluni fatali … Che fascino, Elda! Vengon le lacrime agli occhi e il cuore palpita in un desiderio ignoto. E’ la natura che canta”. Si riparte dallo studio dei canti popolari per affermare la bellezza e forza di un popolo e della sua terra. A spiegare proprio quest’ultimo aspetto, sarà l’esperto etnomusicologo e direttore del museo CEd’A, Carlo di Silvestre e con lui ad analizzare l’aspetto folkloristico del tipico ballo abruzzese sarà l’esperta di danze popolari Anna Anconitano. A parlare ancora di musica e della nobile missione che la “Compagnia di Canto Popolare” si pone sarà il suo direttore, nonché musicista, Angelo Valori. Per chiudere in bellezza ci si stringerà tutti tra saltarelle, cantando e danzando sugli stornelli suonati dai gruppi della zona (Coro Folk S’ammalendine di S. Valentino, I Briganti della Majella, Compagnia di Canto Popolare Abruzzo Forte e Gentile, Il Coro Folk di Spoltore, Coro “La Paranzella” di Pianella) che proporranno ognuno uno o due brani. Una manifestazione per ricordare l’importanza della saltarella, che al contrario di quanto si possa pensare, pur essendo un frivolo ballo, ha istituito coi suoi stornelli una vera e propria tradizione popolare, iniziata da Francesco Paolo Tosti durante la festa di paese di Francavilla al Mare con il Canto Popolare Abruzzese.

PrintFriendly and PDF