Si terrà il prossimo venerdì 17 ottobre, a partire dalle ore 19, negli spazi di zerozerosullivellodelmare in via dei Marrucini 19 a Pescara, l’inaugurazione del nuovo progetto espositivo dell’artista abruzzese Luca Farina inquadrato nel titolo il bosco rosso e curato da Lucio Rosato.
Come un sudario, l’installazione occuperà l’intera parete a nord est dello spazio espositivo pescarese rappresentando un bosco di alberi rossi che, come racconta lo stesso autore, «vive e muore nello stesso momento: vive, secca, brucia nelle sue foglie ma, nonostante tutto, tutto continua».
Secondo il curatore, il bosco è «rosso come il fuoco, rosso come il sangue, come l’amore, rosso come l’autunno rende manifesto il sacrificio della natura e la sua dedizione all’umanità se resta: impronta e memoria si fanno possibilità, nell’attesa, di un’altra stagione».

Luca Farina definisce le sue opere cenere riconoscendo la debolezza dell’uomo, certamente dell’individuo, innanzi alle cose del mondo e agli accadimenti drammatici dettati dagli uomini stessi e dichiara che «il bosco rosso è un corpo. Oggi è il mio luogo, l’unico in cui riesco ad ascoltarmi. Scappo in montagna non per fuggire ma per lasciarmi indietro, superarmi e finalmente stare bene». Ecco quindi che i chiodi, le allodole, i teschi, le falene, gli elmi, gli occhi che scrutano e i cuori pulsanti sono note a piè di pagina, simboli di un racconto che l’autore non riesce a scrivere ma solo a vivere e se niente è ininfluente nelle esperienze di vita di un uomo come di un artista, come scriveva Marialuisa De Santis in occasione della personale Frammenti di grazia (2018) al Museo dello Splendore di Giulianova, «l’impegno da restauratore di Luca Farina in una città martoriata dal terremoto come L’Aquila, favorisce visivamente nelle sue opere una sorta di sfaldamento di convincimenti” […]. Quello che viene sicuramente fuori è uno straziante desiderio di re-incarnamento del mondo, oggi freddo e ostile, luogo di lotte individuali per la sopravvivenza. Viene fuori la nostalgia per una narrazione omnicomprensiva che dia un posto e un senso sicuri, non solo individuali».
Aperta dal martedì al sabato, dalle 18 alle 20, l’esposizione vedrà il suo finissage il prossimo sabato 15 novembre.
Classe 1982, Luca Farina nel 2006 consegue la laurea triennale in Pittura e nel 2008 la specializzazione in Beni Storico Artistici all’Accademia di Belle Arti dell’Aquila. Esordisce giovanissimo nel 2005 con la personale Sperimentazioni: traduzioni di dimensioni inconsce di un intimo sistema di segni allestita al Museo Archeologico Nazionale della sua città, Campli. In seguito, tra numerose personali e collettive, è chiamato ad esporre anche fuori regione, tra Roma, Lecce, Assisi, San Benedetto del Tronto, Ischia, Montefalco.
Nel 2013 è l’artista copertina per UT, bimestrale di fatti culturali con l’opera Dov’è luce. Nello stesso anno collabora con Paolo Annibali alla realizzazione del portale monumentale in bronzo per il nuovo Santuario di San Gabriele e partecipa alla collettiva SoVVersi – chiudi la bocca e guarda al Palazzo Pardi di Colonnella (TE). Presente in diverse edizioni del Premio Vasto, nel 2018 ha esposto a Francavilla al Mare (CH) alla mostra Fantasmi di luce – Estetiche visionarie da Michetti al presente curata da Silvia Pegoraro in occasione del settantennale del Premio Michetti.








