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Home Articoli Recenti

BRINDISI PER I 50 ANNI DELLA DOC MONTEPULCIANO D’ABRUZZO

by Paolo de Siena
16 Maggio 2019
in Articoli Recenti, Le Vie della Natura, Servizi
vigneto

Vigneto.

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Presente fin dal I secolo a.C., la pianta della vite ha trovato nella nostra regione terreno fertile e clima ideali per crescere e svilupparsi, regalando frutti preziosi dai quali si ricavano vini straordinari

Vino

Come la pietra, anche la terra può raccontare l’identità di un luogo. Le vigne ed i vini d’Abruzzo, che di essa sono figli, possono dunque ben rappresentare una bussola fuori dall’ordinario per chiunque abbia voglia di perdersi tra le pieghe di una storia millenaria. Una narrazione che prende avvio da quella Valle Peligna indicata dagli storici come la culla fertile da cui, nel tempo, la coltura dell’uva si sviluppò per giungere fin sulle morbide colline poste a ridosso della fascia costiera adriatica, grazie anche alle straordinarie caratteristiche pedoclimatiche che la nostra regione è in grado di offrire con disinvolta generosità. Diffuso soprattutto mediante il sistema di allevamento a pergola abruzzese, messo a dura prova dalle straordinarie nevicate degli ultimi anni, oggi il vigneto Abruzzo può contare su un’estensione di quasi 32.000 ettari, il 75% circa dei quali compresi nel territorio della sola provincia di Chieti; il resto se lo spartiscono Pescara e Teramo con circa il 10% ciascuna, ed infine la montuosa provincia aquilana con meno del 4% (fonte: Consorzio di Tutela dei Vini d’Abruzzo).

vigneto

Re indiscusso e portabandiera dei vitigni regionali è il Montepulciano d’Abruzzo, coltivato su circa 17.000 ettari di superficie vitata, seguito dal Trebbiano d’Abruzzo che occupa circa 5.000 ettari e da una discreta varietà di piante autoctone a bacca bianca meritoriamente valorizzate da produttori lungimiranti già da qualche anno a questa parte, a cominciare dal Pecorino e senza dimenticare, tra gli altri, Cococciola, Passerina e Montonico. Tra le novità più recenti anche il successo crescente di una produzione di spumanti da uve autoctone, ottenuti per lo più con metodo Martinotti, a cui l’Abruzzo sta dedicando grandi attenzioni ed investimenti, confortato da un trend di consumo in continua ascesa per questa tipologia. Da tutto questo bendidìo ogni anno si ricavano mediamente 3,5 milioni di ettolitri di vino, a testimonianza degli importanti risultati raggiunti nel corso degli anni dall’enologia regionale, grazie anche ad un tenace lavoro tra vigna e cantina sempre più tendente alla realizzazione di prodotti testimoni ed interpreti di un territorio di incomparabile bellezza. Nel dettaglio, la palma di certificazione più longeva va allo storico Montepulciano d’Abruzzo che proprio nel corso del 2018 festeggia i 50 anni del riconoscimento della Doc, ottenuto nel lontano 1968, pochi anni prima del Trebbiano d’Abruzzo che invece venne premiato nel 1972. A seguire, completano il non esauriente quadro il Controguerra che ottenne la Doc nel 1996, il Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane che è la prima (e finora unica) Denominazione di Origine Controllata e Garantita presente in regione, e via via tutte le altre Doc, dalle Terre Tollesi o Tullum alle varie sottozone di Montepulciano d’Abruzzo (Terre dei Vestini, Casauria o Terre di Casauria, Alto Tirino, Terre dei Peligni, Teate), tutte certificate nel 2010 insieme al Cerasuolo d’Abruzzo e all’Abruzzo Doc; per finire con le Doc Ortona e Villamagna ultime arrivate nel corso del 2011.

Presidente del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo, Valentino Di Campli
Presidente del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo, Valentino Di Campli.

«Il Montepulciano d’Abruzzo, con i suoi oltre 800.000 ettolitri di prodotto a denominazione, si sta facendo strada tra i grandi vitigni italiani a bacca rossa», spiega il Presidente del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo, Valentino Di Campli, «guadagnando un po’ per volta il riconoscimento internazionale, anche se molto lavoro resta ancora da fare, soprattutto per quanto riguarda la conoscenza del prodotto fuori dai confini del Centro Italia e le sfide con i numerosi competitor sui mercati internazionali. Cruciale risulta quindi il ruolo del Consorzio di Tutela dei vini d’Abruzzo nel delineare nuove strategie di conquista dei nuovi mercati. Da solo rappresenta oltre l’80% del totale dei vini a denominazione prodotti in Abruzzo con un volume di imbottigliato pari a 685.000 hl (dati Agroqualità 2017), ed è in volumi tra i primi tre vini Doc prodotti in Italia. Germania, Stati Uniti, Canada sono i mercati esteri di riferimento. In forte crescita risultano anche il mercato inglese e quello dei Paesi del Nord Europa come Svezia, Danimarca, Norvegia, in virtù del buon rapporto qualità/prezzo dei prodotti». E proprio in occasione dei festeggiamenti per i cinquant’anni della denominazione, si aprono nuove sfide per il Montepulciano d’Abruzzo.

vigneto

«Le nostre energie sono rivolte a far conoscere, comunicare e valorizzare il nostro vino di punta in Italia e all’estero e per raggiungere questi obiettivi il programma delle attività è ricco e variegato», dice il presidente Di Campli. «Il 2018 sarà un anno molto intenso, che ci vedrà impegnati in fiere, eventi e campagne promozionali. Contestualmente si intensifica anche il nostro ruolo di tutela, poiché siamo convinti che la qualità del prodotto sia alla base dell’apprezzamento da parte dei mercati: da dicembre avremo l’apposizione del contrassegno di Stato su tutte le nostre Doc regionali, una scelta volontaria intrapresa per una maggiore tutela dei consumatori e a maggiore garanzia della qualità dei nostri vini». Il presidente del Consorzio spiega che da gennaio è partito un percorso di promozione che ha per obiettivo quello di portare il Montepulciano d’Abruzzo nelle più importanti città d’Italia, con banchi d’assaggio con i produttori e seminari sulla Denominazione. E le attività non si limitano al suolo nazionale.

vigneti

«A Düsseldorf, in occasione dell’ultima edizione di ProWein il Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo è stato protagonista di un workshop rivolto al trade e alla stampa in una location prestigiosa in collaborazione
con il Gambero Rosso – aggiunge Di Campli -. A Vinitaly abbiamo avuto 1.500 mq di spazio consortile con un allestimento completamente rinnovato, il cui cuore è stato destinato all’Enoteca  Regionale posta al centro; un piano rialzato dove si è svolto un importante programma di degustazioni e incontri B2B, uno spazio dedicato alla ristorazione gestito da “Spazio – Niko Romito” sono state alcune delle novità su cui abbiamo puntato. Lo stesso Romito, lo chef del ristorante Reale di Castel di Sangro, tre stelle Michelin, è stato protagonista di un grande evento in cui ha reso omaggio al vino principe della nostra regione con due ricette dedicate al Montepulciano d’Abruzzo». E, a completare il ricco palinsesto di attività consortili, c’è stato un altro importante evento, nel Palazzo della Gran Guardia nel centro di Verona, dove produttori, giornalisti e appassionati si sono ritrovati per celebrare i 50 anni della Doc Montepulciano d’Abruzzo. Il presidente del Consorzio cita anche il Premio giornalistico internazionale “Words of wine”, giunto quest’anno alla sua quinta edizione, che punta a raccogliere l’interesse dei migliori giornalisti.

vigneti

«Avremo nella seconda metà dell’anno due momenti importanti anche in Piemonte, con la partecipazione a Collisioni e al Salone del Gusto – sottolinea Di Campli -. Inoltre il Consorzio per la prima volta organizza quest’anno un progetto di promozione nei Paesi Terzi (Ocm) ed in particolare negli Stati Uniti, Canada, Hong Kong e Giappone, volto a far conoscere sempre meglio le nostre Denominazioni in tutto il mondo». Insomma, che siano immersi nelle tonalità di un bel rosso rubino con riflessi violacei, oppure segnati da un giallo paglierino più o meno carico con accenni verdognoli o velati da un tenue rosa ciliegia; che siano intrisi dei profumi intensi di amarene, frutti di bosco, more, mele o dell’aroma delicato di fiori, spezie ed agrumi; che abbiano in bocca un sapore pieno, robusto, vellutato e giustamente tannico oppure asciutto, armonico e gradevolmente mandorlato, i vini d’Abruzzo sono sempre più noti e apprezzati anche nel resto dell’Italia e all’estero, rappresentanti dell’anima di una regione che come poche sa coniugare tradizione e modernità, restando con i piedi ben piantati nella madre terra.

Vigneto

In quest’ottica di crescita, si aprono nuove sfide del sistema vitivinicolo abruzzese legato alle denominazioni protette, in termini di competitività sul mercato nazionale e internazionale. «Gli obiettivi del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo per il 2018 sono ambiziosi – dice Di Campli -. Vogliamo cogliere l’opportunità del cinquantesimo per accrescere la percezione dei vini abruzzesi come vini di grande qualità, non solo attraverso le numerose attività di promozione già pianificate, ma anche attraverso maggiori controlli sulle aziende a tutela della qualità». Passo fondamentale, in questo senso, da parte del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo, sarà l’adozione del contrassegno dello Stato italiano per la Doc del Montepulciano d’Abruzzo e per tutte le altre Doc tutelate, a partire dal prossimo 1° dicembre. «L’ottenimento della fascetta rappresenta un risultato importante, che completa l’azione di tutela sulla denominazione e che va a certificare le prospettive di una stagione strategica in termini di risultati e progettualità. Il favorevole momento commerciale, assieme alla veloce evoluzione dei consumi e dei mercati chiama oggi il Consorzio a nuove scelte per tutelare al meglio il valore della Doc». Secondo il presidente del Consorzio, l’Abruzzo è quindi maturo per l’adozione dei contrassegni di stato, che vanno a completare l’azione di controllo delle produzioni attuata dall’organismo di certificazione. «Un processo di trasparenza e di tutela, dunque – conclude Di Campli – che partendo dalla vigna arriva alla bottiglia, accompagnato da un piano di vigilanza, predisposto dal Consorzio, sempre più mirato ad evitare comportamenti fraudolenti».

Tags: chieticococciolaconsorzio di tutela vini d'abruzzoDOC Montepulciano d'Abruzzogambero rossomontepulcianomontonicopasserinapescarateramotrebbiano d'abruzzovino
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