• Privacy Policy
  • Cookie Policy
  • Contatti
Tesori d'Abruzzo
  • Home
  • La Rivista
    • Le Vie dell’Archeologia
    • Le Vie dell’Arte
    • Le Vie dei Borghi
    • Le Vie della Cultura
    • Le Vie della Fede
    • Le Vie del Gusto
    • Le Vie della Natura
  • Video
  • de siena editore
  • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy
No Result
View All Result
  • Home
  • La Rivista
    • Le Vie dell’Archeologia
    • Le Vie dell’Arte
    • Le Vie dei Borghi
    • Le Vie della Cultura
    • Le Vie della Fede
    • Le Vie del Gusto
    • Le Vie della Natura
  • Video
  • de siena editore
  • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy
No Result
View All Result
Tesori d'Abruzzo
No Result
View All Result
Home Articoli Recenti

Il giro del mondo in otto vini per brindare al ventennale della Confraternita del Grappolo

by ivan masciovecchio
23 Gennaio 2026
in Articoli Recenti, Le Vie del Gusto, Primo Piano, Servizi
Il giro del mondo in otto vini per brindare al ventennale della Confraternita del Grappolo

Torta del ventennale della Confraternita del Grappolo (ph. Ivan Masciovecchio)

0
SHARES
513
VIEWS
Condividi su FacebookCondividi su TwitterCondividi su Whatsapp

testo di Ivan Masciovecchio.

Dalla costa sud-orientale dell’Inghilterra all’Abruzzo aprutino della provincia pescarese, per poi volare nella regione georgiana di Kartli, tornando indietro  nel cuore della Rioja Alta spagnola e a seguire nelle terre francesi del Médoc e quindi nella Valpolicella italiana, fino al remoto Sudafrica, per terminare l’inebriante viaggio lungo la portoghese Valle del Douro, tra i vigneti terrazzati riconosciuti patrimonio UNESCO dal 2001.

La Confraternita del Grappolo (ph. Giancarlo Malandra)

È stato un autentico e sorprendente giro del mondo (enologico) in otto vini (straordinari) quello che la Confraternita del Grappolo – l’associazione abruzzese di amici e professionisti amanti del buon bere e del ricreo, che abbiamo raccontato nel dettaglio QUI in occasione del decennale – ha organizzato con la consueta professionalità, grazie anche al supporto della squadra di sommelier dell’AIS Abruzzo, per festeggiare il ventennale della propria formale costituzione, chiamando a raccolta nel quartier generale dell’hotel Promenade di Montesilvano (PE) consorelle, confratelli, simpatizzanti e appassionati di vino per vivere uno speciale percorso di degustazione dall’anima internazionale e dall’alto profilo emozionale. Sotto l’insegna del grappolo che unisce – nazioni, stili enologici, persone… – a condurre la serata sono stati chiamati relatori d’eccezione come Riccardo Brighigna, confratello onorario, sommelier certificato, enologo e consulente vitivinicolo di decine di aziende del territorio, premio Cangrande Benemerito della viticoltura italiana al Vinitaly 2013, e Massimo Di Cintio, giornalista e curatore di guide con oltre trent’anni di esperienza nel settore enogastronomico, confratello pure lui.

Spumante Blanc de Blancs Brut 2016 Nyetimber (ph. Ivan Masciovecchio)

Le danze si sono aperte letteralmente col botto grazie allo Spumante Metodo Classico Blanc de Blancs Brut 2016 Nyetimber. Guidata dal 2006 dall’attuale proprietario Eric Heerema con l’aiuto della coppia di enologi (anche nella vita) Cherie Spriggs e Brad Greatrix arrivati l’anno seguente, la storia di Nyetimber racconta di maestria artigianale, passione e spirito pionieristico. Tra i primissimi produttori inglesi ad utilizzare i classici Pinot Noir, Pinot Meunier e Chardonnay, con vigneti risalenti fino al 1988, piantati a meno di 100 chilometri da Londra su una estensione di circa 140 ettari e immersi nello scenario naturale offerto dal South Downs National Park, si caratterizza per una maniacale attenzione ai dettagli unita al desiderio di creare le migliori espressioni di english sparkling wine in grado di competere con le più importanti bollicine al mondo, inclusi gli champagne delle grandi maison francesi. E questo Chardonnay in purezza di rara complessità non ha deluso certo le aspettative, riempiendo il naso e la bocca di aromi freschi di agrumi e sfumature floreali, in aggiunta ad una pronunciata nota lattica, caratteristica comune degli spumanti made in England.

Trebbiano d’Abruzzo DOC 2021 Valentini (ph. Ivan Masciovecchio)

Oltrepassato il canale della Manica si è rientrati in Abruzzo per giungere al cospetto di un’autentica istituzione dell’enologia nazionale. Le origini della storia della famiglia Valentini, infatti, affondano nella terra madre di Loreto Aprutino, in provincia di Pescara, fin dal 1650. Un racconto reso mitico dalla complessa figura di Edoardo Valentini, capace con il suo lavoro e le sue intuizioni di scrivere alcune delle pagine più belle del vino italiano, puntando esclusivamente sulla valorizzazione di vitigni all’epoca ancora poco conosciuti ed apprezzati come Montepulciano e Trebbiano d’Abruzzo. Dal 2006, anno della sua prematura scomparsa – altro ventennale da onorare degnamente in questo 2026, magari nel contesto istituzionale del prossimo Vinitaly –, dopo ben 35 vendemmie affrontate insieme a partire dal lontano 1981, è il figlio Francesco Paolo a portare avanti i suoi insegnamenti da artigiano del vino, effettuando quindi una maniacale selezione dei grappoli, solo fermentazioni spontanee con utilizzo esclusivo dei lieviti naturalmente presenti sull’uva, senza controllo della temperatura – pratica sempre più complicata a causa dei repentini e diffusi cambiamenti climatici, documentati e denunciati dallo stesso Francesco Paolo in assoluta solitudine da oltre un decennio – e con affinamenti solo in botti di quercia a grandezza variabile, dai 35 ettolitri per i vini rossi e rosati ai 70 per i bianchi. Inserito dalla guida Vitae 2026 edita dall’AIS nella selezione dei grandi vini d’Italia, il Trebbiano d’Abruzzo DOC 2021 ha sprigionato grande profondità e una piacevolezza di beva davvero notevoli.

Iago Chinuri 2023 Iago Bitarishvili (ph. Ivan Masciovecchio)

Volando a circa 5.000 chilometri di distanza al confine tra Europa e Asia, nella Georgia centro-orientale, Iago Bitarishvili è considerato a buon diritto tra i pionieri della vinificazione in kvevri (o qvevri), vale a dire le anfore di terracotta storicamente utilizzate dalle locali comunità rurali, pratica ancestrale riconosciuta dal 2013 Patrimonio immateriale dell’umanità dall’UNESCO. Prima azienda georgiana a ricevere la certificazione biologica nel 2005, dispone di anfore pluricentenarie di varie capacità nelle quali sono messi a dimora per l’affinamento i vini bianchi realizzati soprattutto con l’autoctona e pregiata varietà Chinuri, coltivata in vigneti di oltre cinquant’anni disposti su un’estensione totale di soli due ettari. Come nel caso dell’orange Iago Chinuri 2023, che staziona sulle bucce per sei mesi, un nettare dal carattere intenso, con un finale dalla gradevole vena ossidativa.

Classica Gran Reserva Rosado 2013 Hacienda López de Haro (ph. Ivan Masciovecchio)

Sull’onda vinosa delle emozioni si è arrivati in Spagna, tra le viti allevate ad alberello che tratteggiano le terrazze di argilla ferrosa della Rioja, ai piedi della Sierra de la Demanda. Qui nasce il Classica Gran Reserva Rosado 2013 Hacienda López de Haro, blend di Garnacha e Viura macerato tra le 24 e le 48 ore a basse temperature e invecchiato per quattro anni in botti di rovere europeo, con successivo affinamento in bottiglia per sette anni. Avviato agli inizi degli anni Duemila dall’imprenditore riojano José Miguel Arambarri Terrero, supportato oggi anche dai due figli Richi e José Miguel, il gruppo Vintae – del quale l’Hacienda López de Haro fa parte – dispone attualmente di oltre 300 ettari di vigneti di proprietà sui quali coltiva 38 vitigni diversi. Pervasa da un colore salmone con note ramate intense, la Gran Reserva 2013 ha mostrato tutta la propria personalità ed eleganza, equilibrata al palato, con un finale salino di grande piacevolezza, avvalorando il giudizio espresso dalla critica internazionale per la quale rappresenta uno dei migliori vini rosa al mondo.

I vini rossi della serata (ph. Ivan Masciovecchio)

Proseguendo nel viaggio sensoriale, ci si è dunque ritrovati catapultati nelle aristocratiche terre di Francia, tra gli Châteaux della regione di Bordeaux, immersi nei tre secoli di storia della famiglia Barton, tramandata fino ai giorni nostri da ben dieci generazioni. Il Saint-Julien 2ème Grand Cru Classé Château Léoville Barton è un rosso da invecchiamento a base di Cabernet Sauvignon, Merlot e Cabernet Franc – con percentuali variabili e in misura decrescente rispetto all’indicazione dei tre vitigni sopra riportata – che alla prova di assaggio ha regalato un’esperienza unica. L’annata 2022 ha riempito i calici di un bouquet esplosivo di frutti neri – un frutto perfetto, né surmaturo, né crudo, secondo le parole dello stesso Brighigna –, spezie, note tostate, erbe balsamiche, caffè, con un tannino strepitoso, morbido, quasi vellutato. C’è da credere che un radioso futuro lo attenda.

Valicate le Alpi, la sesta tappa del vorticoso giro di giostra ha interessato nuovamente l’Italia, giungendo questa volta nel Nord-Est per immergersi nella storia dell’Amarone della Valpolicella Classico DOCG 2015 Bertani. Un vino esagerato ma senza esagerare, come lo racconta la stessa azienda che da oltre un secolo e mezzo, sul territorio della provincia veronese, realizza vini riconoscibili per la loro identità, dal profilo stilistico chiaro e inconfondibile. Simbolo dell’Amarone tradizionale grazie alla sua eleganza, complessità aromatica e longevità, viene affinato per sette anni in botti di rovere di Slavonia. Nasce da un blend di Corvina veronese (80%) e Rondinella (20%), da vigneti dedicati solo a uve da appassimento. All’assaggio ha conquistato la platea per i sentori tipici di frutta a bacca rossa addolciti da morbide note di spezie. Fresco, equilibrato, pulito, preciso.

La splendida bottiglia di Vin de Constance 2021 (ph. Ivan Masciovecchio)

Abbandonando – ma solo per un momento – il Vecchio Continente, per concedersi un dolce finale ci si è spinti fino al Capo di Buona Speranza, nel punto più a Sud-Ovest dell’Africa, sulle pendici superiori del Constantiaberg sferzate dalla brezza oceanica. Le origini dell’azienda Klein Constantia affondano nel XVII secolo (1685) e raccontano di vini che hanno incantato imperatori e poeti, da Napoleone a Baudelaire, apprezzati ed elogiati da Jane Austen e venerati nelle corti reali di mezzo mondo. A cominciare dall’iconico e leggendario Vin de Constance, vino dolce dal nome francese simbolo di raffinatezza, tornato in produzione a metà degli anni Ottanta recuperando anche la caratteristica forma asimmetrica delle vecchie bottiglie soffiate a mano in uso in Europa agli inizi dell’Ottocento, oggi riconosciute come autentiche opere d’arte ed esposte al Design Museum di Londra. Realizzato con uve Muscat de Frontignan in purezza raccolte a mano in diversi lotti tenuti separati tra grappoli più maturi con elevata acidità e altri dotati di una intensa concentrazione zuccherina, il Vin de Constance in degustazione riferito all’annata 2021 ha regalato aromi di albicocca fresca, petali di rosa, agrumi e sottili note speziate. Una esplosione di gusto in delicato equilibrio tra zucchero e acidità, stupefacente per la sua innata eleganza e il finale lungo e corposo.

Colehita White Porto 2006 Kopke (ph. Ivan Masciovecchio)

Prima del celebrativo taglio di torta, l’ottava (e ultima) meraviglia vitivinicola della serata è arrivata direttamente dalla più antica casa del Porto fondata nel 1638, attualmente composta da una serie di proprietà sparse nel cuore della regione del Douro per un totale di circa 130 ettari di cui poco meno di un centinaio coltivati a vigneti dalla caratteristica conformazione terrazzata, riconosciuta patrimonio UNESCO dal 2001. Prodotto da un’unica vendemmia, il Colehita White Porto 2006 Kopke – un’annata scelta non a caso, evidentemente… – nasce da un blend di uve Malvasia Fina (50%), Gouveio (15%), Rabigato (15%), Viosinho (15%) e Arinto (5%) macerate e svinate con le bucce al fine di realizzare un vino bianco con colore e struttura in grado di sostenere un invecchiamento prolungato in botti di rovere, che normalmente non è mai inferiore a sette anni. La fermentazione viene interrotta dopo circa 36-48 ore aggiungendo acquavite d’uva per creare il vino fortificato che viene poi imbottigliato solo su richiesta. In bocca è risultato intenso, pieno, con sensazioni di frutta sciroppata, fichi e note di affinamento in legno. Un vino sorprendente, dal retrogusto delicato e di piacevole freschezza, con il quale si è degnamente e idealmente brindato alla riuscitissima serata conclusasi con una meritata standing ovation per relatore e organizzatori, in attesa del trentennale che verrà.

Tags: abruzzoconfraternita del grappololoreto aprutinomontesilvanovalentini
Previous Post

A Francavilla al Mare con l’AIS Abruzzo per il Gran Galà del vino e la presentazione della guida Vitae 2026

Next Post

Milano Cortina 2026, anche il Montepulciano d’Abruzzo tra i vini ambasciatori del made in Italy

Altri articoli che potrebbero interessarti

Pescara, all’Aurum il V congresso nazionale della Federazione Italiana Cuochi dedicato alle Lady Chef
Articoli Recenti

Pescara, all’Aurum il V congresso nazionale della Federazione Italiana Cuochi dedicato alle Lady Chef

6 Ottobre 2026
Passeggiate nel castagneto e pizza d’autore con Slow Food Pescara e Terre Teramane
Articoli Recenti

Passeggiate nel castagneto e pizza d’autore con Slow Food Pescara e Terre Teramane

4 Ottobre 2026
Pescara celebra San Francesco con l’Orchestra Tesori d’Abruzzo e il Coro delle 9
Le Vie della Cultura

Pescara celebra San Francesco con l’Orchestra Tesori d’Abruzzo e il Coro delle 9

2 Ottobre 2026
Romantica terra d’Abruzzo, dieci luoghi del cuore da scoprire nel giorno degli innamorati
Articoli Recenti

Piacere, Abruzzo! A Lanciano si presenta il primo salone regionale del turismo

24 Settembre 2026

Cerca nel sito

No Result
View All Result
Vini Biagi Ads
Podere Marcantò Ads
Gennario Pigliacampo Ads
Tesori d'Abruzzo

Direttore Responsabile
Paolo de Siena

Editore
De Siena Editore s.a.s.

Testata giornalistica registrata al Tribunale di Pescara
n 09/06 del 22.06.2006

Registrazione degli operatori di Comunicazione ROC;
N. 18293

P.iva 01884150689

Seguici su

Sezioni del sito

  • Articoli Recenti
  • I personaggi
  • Le interviste
  • Le Vie dei Borghi
  • Le Vie del Gusto
  • Le Vie dell'Archeologia
  • Le Vie dell'Arte
  • Le Vie della Cultura
  • Le Vie della Fede
  • Le Vie della Natura
  • Luoghi di gusto
  • Primo Piano
  • Servizi

Privacy e Cookie Policy

Privacy Policy

Cookie Policy

Articoli recenti

Pescara, all’Aurum il V congresso nazionale della Federazione Italiana Cuochi dedicato alle Lady Chef

Pescara, all’Aurum il V congresso nazionale della Federazione Italiana Cuochi dedicato alle Lady Chef

6 Ottobre 2026
Passeggiate nel castagneto e pizza d’autore con Slow Food Pescara e Terre Teramane

Passeggiate nel castagneto e pizza d’autore con Slow Food Pescara e Terre Teramane

4 Ottobre 2026
Pescara celebra San Francesco con l’Orchestra Tesori d’Abruzzo e il Coro delle 9

Pescara celebra San Francesco con l’Orchestra Tesori d’Abruzzo e il Coro delle 9

2 Ottobre 2026
Romantica terra d’Abruzzo, dieci luoghi del cuore da scoprire nel giorno degli innamorati

Piacere, Abruzzo! A Lanciano si presenta il primo salone regionale del turismo

24 Settembre 2026
  • Privacy Policy
  • Cookie Policy
  • Contatti

© 2025 Tesori d'Abruzzo. Tutti i diritti sono riservati. Divieto di riproduzione di tutti i contenuti.

No Result
View All Result
  • Home
  • La Rivista
    • Le Vie dell’Archeologia
    • Le Vie dell’Arte
    • Le Vie dei Borghi
    • Le Vie della Cultura
    • Le Vie della Fede
    • Le Vie del Gusto
    • Le Vie della Natura
  • Video
  • de siena editore
  • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

© 2025 Tesori d'Abruzzo. Tutti i diritti sono riservati. Divieto di riproduzione di tutti i contenuti.