testo di Ivan Masciovecchio.
Un’esperienza da vivere con tutti i sensi, molto più di una semplice rassegna enologica, tra storie di vini e vigne, musica, cultura e sapori genuini, accolti nei vicoli e nelle piazze del borgo marinaro e del centro storico di Vieste (FG) colorati di tutte le sfumature del rosa. Ma anche un modo autentico di raccontare un territorio, di celebrarne l’identità e di brindare in allegria all’estate che sta per arrivare.

Giunto alla sua sesta edizione, è questo il cuore pulsante di La Vieste en Rose, il festival che tra venerdì 30 maggio e domenica 1 giugno prossimi animerà la cittadina pugliese, autentica perla del Gargano caratterizzata dai suoi storici trabucchi e dalla spiaggia con l’imponente monolite di Pizzomunno, con degustazioni riservate agli addetti ai lavori che decreteranno i Vini del cuore dell’edizione 2025 (venerdì 30 maggio); un convegno e la presentazione del libro Il vino è rosa (ed. TOPIC) alla presenza dell’autrice Giulia Cataldi Madonna (sabato 31 maggio), titolare insieme al papà Luigi – coautore del libro – della storica cantina abruzzese con sede ad Ofena (AQ); e soprattutto l’apertura dei banchi d’assaggio animati da musica e balli sotto le stelle per la grande festa diffusa della serata finale di domenica 1 giugno, che l’anno passato ha fatto registrare oltre 15.000 presenze (biglietti già in vendita disponibili QUI).

«La città è pronta a regalare ai suoi ospiti giornate indimenticabili in cui musica e sapori si fonderanno in un’atmosfera di gioia e convivialità» ha dichiarato l’assessore ai Grandi eventi del Comune di Vieste, Tano Paglialonga, durante la presentazione dell’evento. «Quando è nata, La Vieste en Rose aveva l’obiettivo di dare dignità al rosato – ha sottolineato Giuseppe Gentile, regional category manager wine Partesa Nord Est-Adriatico, azienda leader nel settore food & beverage, specializzata nella vendita e distribuzione di bevande per il canale Horeca –. Negli anni questa manifestazione è cresciuta, arrivando a coinvolgere decine di migliaia di persone e rafforzando la sua identità di contenitore qualitativo. Vogliamo diventare il più grande evento italiano sul rosato».

Saranno oltre cinquanta le aziende in arrivo dall’Italia e dall’estero che ai banchi d’assaggio proporranno in degustazione alcune delle etichette più rappresentative della loro produzione di vini rosa. Presenti anche diverse cantine abruzzesi – e non poteva essere altrimenti considerata l’originalità dell’autoctono Cerasuolo d’Abruzzo, tradizionalmente il vino più identitario della regione – in rappresentanza delle quattro province, vale a dire agriCosimo (Villamagna, CH); Agriverde (Ortona, CH); Jasci & Marchesani (Vasto, CH); Francesco Massetti (Colonnella, TE); Praesidium (Prezza, AQ); Rabasco (Pianella, PE); Spinelli (Atessa, CH); Strappelli (Torano Nuovo, TE); Terzini (Tocco da Casauria, PE).
Insieme al vino, protagonista di La Vieste en Rose sarà anche il gusto, grazie al coinvolgimento delle attività ristorative del centro storico che presenteranno menù a tema realizzati con le tipicità agroalimentari locali. Senza dimenticare, inoltre, la presenza dei produttori aderenti al circuito Slow Food i quali proporranno un itinerario gastronomico in grado di celebrare il meglio del made in Italy. «Eventi come La Vieste en Rose rappresentano l’occasione perfetta per lanciare un messaggio speciale: valorizzare il vino rosato significa promuoverne l’accostamento con i prodotti più genuini del territorio» ha spiegato Luigia Ciuffreda, presidente Slow Food Manfredonia.

Nel board organizzativo anche il giornalista enogastronomico abruzzese Massimo Di Cintio, uno dei massimi esperti di vini rosa in Italia, per il quale «il vino rosato è in forte crescita, sta entrando nel cuore delle persone anche grazie alla sua versatilità. Aumentano sia i consumi, sia la sua considerazione e questa è l’occasione giusta per goderne appieno in un contesto molto bello come quello di Vieste». Sarà lui a moderare l’incontro di sabato 31 all’Hotel Gargano, a partire dalle ore 17, al quale interverranno Enzo Scivetti, consulente, docente e formatore; Antonello Magistà, sommelier e titolare del ristorante Pashà di Conversano (BA); Francesco Muci di Slow Food Puglia; Giuseppe Gentile, manager di Partesa; Mattia Vezzola, enologo e titolare dell’azienda Costaripa; Karin Meriot, referente del Concours Mondial de Bruxelles, una delle principali competizioni enologiche al mondo dedicate ai vini.








