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Home Articoli Recenti

DAL GEOPARCO ALLA RISCOPERTA DELLE MINIERE DELLA MAIELLA

Un patrimonio unico, la cui fruizione è alla portata di esperti, scolaresche e appassionati.

by Greta Massimi
22 Novembre 2017
in Articoli Recenti, Le Vie della Natura, Servizi
DAL GEOPARCO ALLA RISCOPERTA DELLE MINIERE DELLA MAIELLA
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Testo di Greta Massimi

foto apertura
Panoramica di uno dei sentieri di Roccamorice

Tra le importanti novità  che riguardano l’Abruzzo si evidenzia sicuramente la candidatura del Parco Nazionale della Majella, che al momento sta lavorando congiuntamente con quello del Gran Sasso e dei Monti della Laga, per ottenere il riconoscimento a Geoparco dell’UNESCO. La storia geologica della Maiella, le grotte, le acque sorgive, il sito minerario legato allo sfruttamento del bitume e tanto altro ancora, costituiscono un unicum la cui valorizzazione e conservazione sono imprescindibili per comprendere al meglio la storia e l’importanza del territorio abruzzese interessato. Inoltre questo patrimonio, mediante il riconoscimento a Geoparco, può costituire un impulso preponderante per lo sviluppo economico-turistico dell’area. Negli ultimi tempi infatti il Parco Nazionale della Majella, il GRAIM (Gruppo di Ricerca di Archeologia Industriale della Majella, un’associazione informale che comprende al suo interno referenti di associazioni e territorialità diverse) ed altri, sono impegnati a realizzare iniziative volte a divulgarne la conoscenza che non vede più l’esclusivo interesse da parte degli esperti del settore.

loc demanio def
Incontro Internazionale di Speleologia (1° novembre 2017)

Oltre all’Incontro Internazionale di Speleologia che si è svolto a Finalborgo (Finale Ligure, provincia di Savona) il 1° novembre 2017, dove il GRAIM ha relazionato riguardo Le Miniere Abbandonate della Majella parlando della loro importanza dal punto di vista turistico-culturale e come possano costituire un polo di attrazione per gli appassionati di speleologia e di archeologia industriale, oltre ad esporre lo studio effettuato sulle centinaia di gallerie e attrezzature dismesse dai minatori negli ultimi tre anni, si segnalano le prime iniziative volte ad un pubblico maggiore. Infatti il 22 ottobre c.a. si è svolta un’escursione al sito minerario di bitume dell’area di Roccamorice-Lettomanoppello con alcuni referenti del GRAIM, del Parco Nazionale della Majella e della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio dell’Abruzzo.

esponenti graim
Momento conviviale a cura del GRAIM dell’escursione del 22 ottobre c.a. Da sinistra: Roberto Di Paolo, Pino Di Franco, Giuseppe D’Ascanio

Durante la giornata si è relazionato circa l’importanza storico-culturale del sito. Alessandro D’Ascanio, Sindaco di Roccamorice e storico del bacino minerario, ha spiegato come ciò costituisca una grande storia nazionale per il territorio interessato. Successivamente alla Triplice Alleanza i tedeschi vennero nel sito per le miniere di bitume e durante la Seconda Guerra Mondiale il regime iniziò i primi tentativi per produrre i combustibili con il bitume. Infatti l’ALBA (azienda “pubblica”), venne istituita per rendere pubblico una parte del bacino minerario e produrre olio combustile per le esigenze di guerra.

gallerie
Visuale di alcune gallerie presenti sul territorio

Inoltre Giuseppe D’Ascanio (GRAIM) ha illustrato dei particolari, durante l’escursione, riguardanti il sito. Nella zona detta Risella, nel 1943, la società ALBA ricevette alcuni prigionieri neozelandesi riconvertendo il proprio impianto a campo di prigionia. Quest’ultimi, a seguito dell’Armistizio dell’8 settembre 1943, riuscirono a fuggire nella Valle dell’Orfento e una volta giunti qui, i soldati,  con l’aiuto della popolazione locale, si ricongiunsero al proprio esercito. Anche a seguito di ciò i tedeschi sabotarono gli impianti ALBA dopo aver abbandonato la produzione.

campo di prigionia
I resti dell’impianto ALBA riconvertito a campo di prigionia nel 1943

Inoltre, nella zona detta Cotte, conosciuta come Acquafredda, sono stati evidenziati i resti dell’Archeologia Industriale ancora visibili con miniere a cielo aperto (e in galleria) e con materiali di scarto di roccia bituminosa, detti cumuli di Rosticci.

cumoli rosticci
Materiali di scarto di roccia bituminosa

Infine, su tutto il territorio di Roccamorice sono presenti oltre 50 complessi pastorali, alcuni incontrati durante l’escursione. Infatti è stato possibile visionare la presenza di capanne in pietra, raccordate con le mandre, riconducibili alle attività pastorali che hanno caratterizzato il tessuto locale per lungo tempo. Silvano Agostini, funzionario geologo della Soprintendenza, ha invece raccontato di alcuni ritrovamenti di reperti archeologici all’interno del bacino minerario che si datano al Neolitico (nella Grotta dei Piccioni sono stati rinvenuti un vaso e frammenti di vasi contenenti bitume) e all’età romana risalgono il noto pane di asfalto rivenuto a Scafa, mentre fino alla Conca di Sulmona si è evidenziato l’utilizzo dell’asfalto come mastice per incollare lastre di terracotta o di pietre usate come chiusura per le tombe. Le tessere nere delle terme romane di Chieti (che ha mosaici in tessere bianche e nere) sono costituite da calcari impregnati di bitume. Ora, molte ex miniere che fanno parte del Demanio dello Stato dovrebbero confluire nel Demanio dei Beni Culturali. Con Dino Di Cecco e Gabriele La Rovere sono poi seguite delle escursioni all’interno dei sondaggi (gallerie non continuate) aiutando il gruppo di visitatori a esplorare una grotta naturale “incontrata” da uno dei sondaggi.

sondaggio al buio
Interno di un sondaggio di bitume

Infine Elena Liberatoscioli, geologo del Parco Nazionale della Majella, ha concluso che la candidatura della Maiella, è stata già  presentata in ambito internazionale alla Conferenza dell’European Geopark Network http://www.europeangeoparks.org/con la collaborazione dell’ordine dei geologi, dell’Università  di Pisa e della Soprintendenza.

Tags: abruzzoarcheologiaMiniere della MajellaParco Nazionale del Gran Sasso Monti della Lagaparco nazionale della maiellapastori abruzzesiroccamoricesoprintendenza
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