testo di Ivan Masciovecchio.
«Con uno sguardo rivolto al futuro, la delegazione lavorerà per promuovere iniziative culturali, attività formative e progetti di comunicazione dedicati all’olio extravergine di oliva e al patrimonio agricolo abruzzese. Perché custodire una tradizione significa anche farla evolvere, raccontarla in modo nuovo e renderla viva per le generazioni che verranno».

Con queste sentite e chiare parole pronunciate nel suo ruolo di delegata regionale, Domenica Sileo (società agricola Colle Stelle di Loreto Aprutino, PE) ha salutato la prima uscita pubblica della FIOI Abruzzo, la Federazione Italiana Olivicoltori Indipendenti nata cinque anni fa da 12 soci fondatori dislocati nelle principali regioni olivicole d’Italia e arrivata oggi a contare 160 associati, ospitata nel pomeriggio di martedì scorso nelle accoglienti sale dell’Osteria La Corte a Villa Raspa di Spoltore (PE).
Al suo fianco Tommaso Masciantonio (Trappéto di Caprafico a Casoli, CH), vice presidente FIOI nazionale e tra i promotori della nascita della rappresentanza abruzzese composta da 13 realtà agricole sparse sull’intero territorio regionale ad esclusione, almeno in questa prima fase fondativa, della sola provincia dell’Aquila. «Tutte persone accomunate dalla volontà di collaborare, condividere esperienze e costruire insieme nuove opportunità per l’olivicoltura abruzzese – ha proseguito Sileo – attraverso questo progetto che guarda al futuro senza perdere però il legame con ciò che rende unico il nostro territorio, vale a dire la cultura agricola, il lavoro quotidiano negli oliveti, il rispetto dei tempi della natura e la cura della qualità».

Seguito da un ricco aperitivo conviviale organizzato dallo staff dell’Osteria La Corte, durante il quale è stato possibile assaggiare anche alcune tipologie degli oli dei produttori aderenti all’associazione, spaziando tra monovarietali e blend di varietà autoctone regionali – dalla Toccolana alla Castiglionese, passando per l’Intosso e il Tortiglione –, all’evento di presentazione ha preso parte un nutrito parterre di addetti ai lavori, tecnici e rappresentanti istituzionali come Silvano Ferri, presidente del Consorzio di Tutela olio DOP Aprutino Pescarese; Bruno Scaglione, coordinatore Abruzzo e Molise per la Guida agli extravergini di Slow Food; le cuoche Giovanna de Vincentiis, Enza Liberati ed Emma Barone dell’associazione Lady Chef; Tommaso Visco, responsabile dell’Ufficio Promozione filiere in ambito Sviluppo rurale e programmi OP della Regione Abruzzo. Tutti concordi della necessità e dell’opportunità di un nuovo spazio di incontro all’interno del quale collaborare, confrontarsi, crescere insieme e sviluppare iniziative comuni per raccontare l’Abruzzo dell’olio in Italia e all’estero avendo come unico obiettivo la valorizzazione del bene comune rappresentato dal nostro autentico oro verde.

Di seguito un breve profilo dei 13 soci fondatori di FIOI Abruzzo elencati per provincia:
Provincia di CHIETI (6)
Azienda agraria Rabottini | Chieti
Realtà a conduzione familiare votata all’artigianalità e alla sostenibilità ambientale, impegnata anche nel settore enologico. Circa 15 gli ettari di proprietà, gran parte dei quali destinati a uliveti. La produzione spazia dal blend composto dalle classiche tipologie Leccino, Gentile, Intosso e Dritta, ai monovarietali dove spicca, unica nel suo genere, la cultivar Favolosa 17, una nuova tipologia brevettata dal CNR di Perugia. Seguendo la stessa filosofia applicata alle bottiglie di vino, il nome riportato in etichetta suggerisce indicazioni sulla modalità di utilizzo.
Azienda agricola Iacovella Davide | Chieti
Nata oltre un secolo fa, attualmente dispone di circa 12000 piante che il titolare ama in modo viscerale, custodendole con cura perché il suo obiettivo è quello di far innamorare le persone prima dell’olivo e poi dell’olio, riportando le famiglie nei campi. Tra le cultivar trattate, il Cucco, il Leccino, il Leccio del Corno, l’Olivastro di Bucchianico, l’Intosso, la Coratina, la Gentile di Chieti e la Dritta, tutte utilizzate per dar vita alla linea produttiva dei monovarietali, in aggiunta ad un olivaggio delle Colline Teatine.
Azienda agricola Santabarbara | Chieti
È una storia lunga quattro generazioni, nata nel 1832. Gli oli nascono da agricoltura biologica grazie alla quale si garantisce il controllo costante della materia prima e il rispetto nei confronti dei cicli naturali. Poco più di 2000 le piante dislocate su circa 10 ettari. Tre le etichette prodotte: due monocultivar di Cucco e Gentile di Chieti e un blend di Gentile, Dritta e Tortiglione.
Azienda agricola Sclocco | San Giovanni Teatino
Terreni di proprietà da diversi decenni ma azienda giovane nata nel 2024, anche per offrire un progetto di futuro alle nuove generazioni che verranno. Circa 400 le piante coltivate tra varietà Leccino e Leccio del Corno. Il linguaggio adottato per le etichette dai nomi insoliti intende rivolgersi ai giovani in modo da farli avvicinare alla cultura dell’olio.
Frantoio Olearius | Cupello
Attivo dal 1967, il frantoio è oggi condotto dalla terza generazione di famiglia. L’azienda agricola nasce nel 2018 allo scopo di garantire tutta la filiera olearia dal campo alla bottiglia. Circa 8000 le piante a disposizione, diverse le etichette prodotte con lo stesso nome che omaggia Ercole, variando in etichetta solo il numero riferito alle sue fatiche.
Tommaso Masciantonio – Trappéto di Caprafico | Casoli
Sull’altopiano sassoso di Caprafico, ai pieni della Maiella, l’azienda condotta interamente in regime biologico custodisce 5000 piante di olivo, per oltre la metà ultrasecolari. Tra gli oli evo, oltre ai monocultivar da Intosso – oliva tutelata dal marchio dei Presìdi Slow Food – e Crognale, realizza anche un blend composto da Gentile di Chieti, Intosso e Leccino.
Provincia di PESCARA (4)
Azienda agricola Blasiotti | Loreto Aprutino
Giovane azienda condotta da due fratelli cresciuti con i racconti e gli insegnamenti di zio e nonna dai quali hanno assorbito l’amore per l’olivicoltura. Le due sole tipologie in produzione sono espressione di una duplice anima ma di un’unica eccellenza, frutto delle monocultivar Carpinetana e Dritta. I numeri sulle etichette omaggiano un amico con il quale condividono il progetto e la memoria del nonno, un uomo che ha dedicato la sua vita alla terra, anche se non abbiamo avuto la fortuna di conoscerlo.
Azienda agricola I Vignali | Torre de’ Passeri
Riavviata nel 2018 grazie alla volontà e alla grande passione del nipote del fondatore, oggi l’azienda (che produce anche vino) vanta 600 piante delle quali 200 messe a dimora nella primavera del 2021, che si sommano a quelle presenti da circa 60 anni. Predominante è la varietà Leccino, anche se nel tempo sono state aggiunte altre tipologie come la Toccolana, l’Ascolana tenera, l’Intosso, la Gentile di Chieti e il Tortiglione. In una piccola parte, distribuite in forma sparsa sui circa 1,5 ettari di proprietà, si possono trovare anche le cultivar Moraiolo e Frantoio.
Società agricola Giardini Di Giulio | Tocco da Casauria
Settant’anni e tre generazioni di storia per questa azienda che rinnova la tradizione famigliare con i più moderni metodi di coltivazione, raccolta e molitura. Sui circa 5 ettari dedicati all’ulivo (su un totale di 22), si coltivano con metodo biologico certificato le varietà Toccolana, Ascolana e Leccino, ottenendo tre oli extravergini monovarietali in grado di esprimere al meglio le caratteristiche di ciascuna cultivar, oltre ad un blend delle singole tre.
Società agricola Colle Stelle | Loreto Aprutino
Nata nel 2016 e già dal 2017 in conversione biologica oggi pienamente certificata, comprende 15 ettari di terreno collinare, di cui 5 coltivati ad uliveto dove sono presenti circa 1000 piante di età compresa tra i 70 e i 150 anni. Le cultivar predominanti sono la Dritta di Loreto e il Leccino. In percentuale minore vi sono cultivar di Frantoio, Intosso e Pendolino. Negli ultimi anni sono stati messi a dimora altri 1000 esemplari dai quali nasceranno i frutti del futuro.
Provincia di TERAMO (3)
Frantoio Astolfi | Cellino Attanasio
Realtà a conduzione familiare attiva da oltre vent’anni. La produzione avviene interamente nel frantoio di proprietà secondo un processo che affonda le sue radici nella tradizione e si sviluppa nel rispetto dell’ambiente e della salute dei consumatori. Oltre 20 ettari accolgono più di 2000 piante di varietà diverse – con esemplari anche di oltre 200 anni –, tra Tortiglione, Ascolana, Dritta, Leccino, Leccio del Corno e altre. Le etichette indicano nel nome le quantità di cultivar utilizzate per i blend (due, quattro o nove).
Rifulgo Terrae | Canzano
Immersa tra le dolci colline teramane ai piedi del Gran Sasso d’Italia, l’azienda nasce per tramandare ed elevare il prezioso oro verde d’Abruzzo, vero e proprio alimento capace di raccontare attraverso i suoi sapori il carattere audace e la ricchezza della terra dalla quale prende vita. Tre le etichette in produzione, tutte dedicate a persone care che non ci sono più, a testimonianza del forte legame con il passato: un blend da Dritta e Tortiglione, con quest’ultima cultivar utilizzata anche per uno dei due monovarietali (l’altra è il Leccino).
Frantoio Tini | Castilenti
Oltre un secolo di gestione familiare per questa struttura rinnovatasi nel tempo mantenendo sempre alta la qualità del servizio di frangitura e la produzione di oli extravergini d’oliva. Sette le etichette realizzate tra lavorazione convenzionale e biologica, tutte dedicate ad artisti che hanno fatto grande l’Italia nel mondo, come Tintoretto, Caravaggio, Bernini, Leonardo, Giotto, Mantegna e Botticelli. Diverse le tipologie coltivate sia per i monovarietali, sia per i blend, dal Leccino alla Dritta, fino alla Castiglionese.








