testo di Ivan Masciovecchio.
Si chiama Il tempo delle erbe selvatiche ed è la tre giorni di foraging, laboratori, colazioni, pranzi e cene che l’abruzzese Alessandro Di Tizio ha organizzato nel weekend da venerdì 17 a domenica 19 aprile ospiti nella grande casa in terra cruda circondata da cinquanta ettari di parco con vista sul lago del Centro Panta Rei di Passignano sul Trasimeno (PG).
Studi di etnobotanica all’Università di Scienze gastronomiche di Pollenzo, già forager e componente del Centro Ricerca e Sviluppo del ristorante Tre stelle Michelin Mirazur di Mentone, attualmente divulgatore e scrittore, con un libro in uscita a fine aprile (Il mondo delle erbe selvatiche. Tornare a riconoscerle, raccoglierle e usarle in cucina) per Slow Food Editore, il giovane studioso dell’universo vegetale ha voluto accanto a sé numerosi amici panificatori, chef, vignaioli, agricoltori ed educatori, spinto dall’idea di dar vita ad una vera e propria comunità di anime curiose interessate a capire il reale valore, non solo alimentare, di queste erbe generosamente disponibili in natura.

Dopo l’arrivo in struttura previsto nel pomeriggio di venerdì 17 aprile, lo stesso Alessandro Di Tizio provvederà ad illustrare agli ospiti l’intenso programma delle attività in compagnia di Carlo Catani e Laura Demerciari di Tempi di Recupero, associazione impegnata nelle tematiche legate all’utilizzo integrale delle materie prime e alla valorizzazione del recupero gastronomico; Marco Ambrosino e Simona Castagliuolo del Collettivo Mediterraneo, progetto di inclusione sociale e culturale nato nel 2019 che indaga storie, biodiversità e identità dei popoli mediterranei; del panificatore milanese Davide Longoni; di Luigi Morsella del Mercato del Pane e Pasquale Polito del Forno Brisa di Bologna.
A seguire, cena di cucina vegetale mediterranea con menù ideato dallo stesso Di Tizio accompagnato da vini e kombucha rigorosamente made in Abruzzo proposti dalla storica cantina Emidio Pepe di Torano Nuovo (TE), dall’azienda agricola Terra di Ea di Tortoreto (TE) e da Orti Geometrici, progetto agricolo nato tra Pescara e Loreto Aprutino, tra i pionieri nella produzione artigianale di kombucha in Italia realizzata con materia prima coltivata in azienda e raccolta a mano per aromatizzare il tè fermentato. L’accensione del fuoco segnerà la fine della prima giornata.

La mattina di sabato 18 aprile (così come quella di domenica 19) si aprirà con la colazione dolce e salata curata dal Mercato del Pane e Forno Brisa, tra caffé specialty e soffici lievitati realizzati con i grani coltivati alle pendici della Maiella. Sia la realtà avviata in Abruzzo dai fratelli Luigi e Francesco Morsella insieme al cugino Pierpaolo De Felice, sia quella bolognese – ma dall’anima altrettanto abruzzese – messa in piedi dal pescarese Pasquale Polito con il socio Davide Sarti, aderiscono al circuito dei Breaders e dei PAU (Panificatori Agricoli Urbani) per i quali il pane è soprattutto relazione e il panificatore un paesaggista espressione stessa della biodiversità nella quale opera.
Si partirà quindi con il primo laboratorio e la passeggiata etnobotanica che Alessandro Di Tizio condurrà sul tema Gli usi tradizionali delle piante selvatiche tra cibo e medicina. Per pranzo, Davide Longoni – anche lui nei PAU – preparerà una focaccia di grani antichi e misticanza, pane, olio e semi. Nel pomeriggio, lo stesso Longoni terrà un laboratorio sulla panificazione spontanea spaziando dal lievito madre ai grani antichi, fino al miscuglio di Aleppo, oltre alla cottura a legna e all’utilizzo di erbe selvatiche degli altopiani abruzzesi.

A seguire, seconda passeggiata etnobotanica incentrata questa volta sul Foraging: raccogliere erbe selvatiche e preparazione della misticanza. Riuniti in una grande tavolata conviviale nel contesto informale del Centro Panta Rei, a cena gli ospiti proveranno la cucina mediterranea di Marco Ambrosino che incontrerà le erbe selvatiche e i vegetali di stagione. Nei calici, ai vini di Emidio Pepe si affiancheranno quelli di Noelia Ricci, progetto nato nel 2010 all’interno della Tenuta Pandolfa, estesa per 140 ettari a Predappio, ai piedi dell’appenino Tosco-Romagnolo. Oggi è Marco Cirese – uno dei nipoti di Noelia – a tirare le fila di questa storia di famiglia giunta alla quarta generazione, legandola a filo doppio al territorio in un dialogo costante con la tradizionale coltivazione di vitigni autoctoni come Sangiovese, Trebbiano e Albana. Chiusura di giornata sulle note di musica ska, rocksteady e reggae.
Infine, dopo la consueta e golosa colazione slow, la giornata di domenica 19 aprile inizierà con la terza e ultima passeggiata etnobotanica e gli approfondimenti su foraging e riconoscimento delle erbe spontanee. Il pranzo questa volta sarà a cura di Cesare Battisti del ristorante Ratanà di Milano e affronterà il tema dell’osteria contemporanea milanese tra vegetali locali ed erbe spontanee, al termine del quale la comunità si riunirà per un abbraccio collettivo di saluto dandosi appuntamento al prossimo evento. Solo trenta i posti disponibili per vivere questa originale esperienza che si propone di insegnare ad osservare con occhi nuovi e curiosi il mondo che ci circonda, spingendo a metterci in relazione con le stimolanti peculiarità dell’universo vegetale, patrimonio comune di tutti noi. Info alla mail iltempodelleerbe@gmail.com oppure sul profilo Instagram di Alessandro Di Tizio.








