14 ottobre 2016

Una passeggiata tra boschi, monasteri e ville signorili attraverso quattro tappe e trekking natura oltre le mura della città-fortezza. Evento promosso dal Gruppo FAI Giovani Teramo a sostegno della Campagna nazionale di raccolta fondi “Ricordiamoci di salvare l’Italia”

civitella

Immagine di Civitella del Tronto

Domenica 16 ottobre appuntamento a Civitella del Tronto con la quinta edizione di “FAImarathon”, evento nazionale realizzato dai Gruppi FAI Giovani a sostegno della campagna di raccolta fondi “Ricordiamoci di salvare l’Italia”, attiva fino al 31 ottobre. Walking around Civitella. Oltre le mura della città-fortezza” è il tema proposto nella scelta del percorso e dei luoghi aperti alla visita del pubblico, a cura del Gruppo FAI Giovani Teramo in collaborazione con il Comune di Civitella.

locandina-faimarathon-civitella

Un itinerario – spiega l’assessore alla Cultura del Comune di Civitella, Barbara D’Alessio – che ha come obiettivo la valorizzazione del patrimonio architettonico, artistico e naturalistico del nostro territorio. Di questa opportunità ringraziamo il FAI Giovani Teramo. Nell’occasione si potranno visitare siti di grande interesse altrimenti non accessibili al pubblico, come la splendida Villa Averardi, e fare una bella passeggiata alla scoperta dell’antica rocca medievale”.

“Partecipiamo per il secondo anno al progetto nazionale FAImarathon – sottolinea Giorgia De Angelis, volontaria del Gruppo FAI Giovani Teramo -, questa volta con un itinerario che esce fuori dai percorsi più conosciuti, come la Fortezza borbonica e il borgo fortificato, per scoprire i tanti tesori del circondario. Oltre alle quattro tappe, ci sarà un trekking organizzato in collaborazione con il CAI Teramo. Inoltre, nella giornata di domenica sono previste speciali tariffe d’ingresso al Museo Nact delle Arti creative tessili, alle visite wild in Fortezza e per degustare i menù proposti dai ristoranti locali. Speriamo che in tanti vogliano aderire a questa iniziativa che esalta il nostro straordinario patrimonio di arte e natura”.

La passeggiata culturale non prevede punti di partenza o arrivo, potrà essere fruita per intero o solo in parte, da soli o in compagnia, con visite a contributo libero a cura dei volontari della Fondazione. L’itinerario è composto da quattro tappe: il Santuario di Santa Maria dei Lumi (orari 9-10, 11-13, 15-18); l’Abbazia benedettina di Santa Maria di Montesanto (orari 9-13; 15-16.30 con visita libera fino alle 17); Villa Averardi al piano terra con ingresso libero (dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18), mentre la visita al piano nobile, che ospita i quadri del talentuoso pittore civitellese Cesare Averardi, è riservata ai tesserati Fai. Alle quattro tappe si aggiunge una passeggiata sul Colle San Nicola, alla scoperta dell’antica rocca medievale (Rocca Camilliana). Sulla vetta del colle si raggiungerà la chiesa di origine duecentesca di Santa Maria dell’Assunta. L’orario d’ incontro è alle 9 in piazza Santa Felicita (Rocche Ceppino-incrocio SS. 81 via Principale), con partenza alle ore 9.30 e rientro in piazza previsto per le 12.30.

civitella-faimarathon-confstampa

Per chi si iscriverà al FAI durante l’evento o entro il mese di ottobre sarà dedicata eccezionalmente la quota agevolata di 29 euro anziché 39. Per ulteriori informazioni sulla FAIMARATHON e per gli itinerari nelle 150 città italiane coinvolte dall’iniziativa: www.faimarathon.it.

LE TAPPE DELL’ITINERARIO:

 1) Santuario di Santa Maria dei Lumi (orari d’apertura: 9.00 – 10.00; 11.00 – 13.00; 15.00 – 18.00) Il complesso conventuale di santa Maria dei Lumi sorge su un colle di fronte al borgo di Civitella del Tronto.

Originariamente dipendenza della vicina abbazia benedettina di Montesanto, ha vissuto diverse vicende storiche e dal 1882 è tornata all’ordine francescano dei Conventuali. Centro simbolico del santuario è l’immagine miracolosa della Madonna dei Lumi. L’opera è una scultura lignea policromata raffigurante la Madonna che adora il Bambin Gesù distesole in grembo. È stata realizzata dall’artista aquilano Giovanni di Biasuccio da Fontavignone entro il 1476. Questa statua rappresenta la più antica scultura rinascimentale, in pieno stile fiorentino, che sia presente in Abruzzo.

 2) Abbazia di Santa Maria di Montesanto (orari: 9.00 – 13.00; 15.00 – 16.30 visita libera fino alle 17.00)

La nascita dell’abbazia benedettina si colloca tra il 1001, quando Ruggero cedette il suo feudo di Montesanto all’abbazia di Montecassino, e il 1137, quando l’imperatore Lotario III assegnò l’abbazia già esistente alla diocesi di Ascoli Piceno, nonostante il complesso monastico sorgesse sul territorio del Regno di Napoli e nella giurisdizione civile di Civitella del Tronto, parte della diocesi di Teramo. Attorno al monastero si conserva ancora parte delle fortificazioni medievali che servivano a proteggere l’abbazia, data la sua posizione lungo il confine tra il Regno di Napoli e il Patrimonium Petri.

 3) Villa Averardi – piano terra: ingresso libero (orari: 9.00 – 13.00; 15.00 – 18.00)

Residenza campestre della famiglia Averardi sin dal XIX secolo. La villa è stata costruita per volontà di Nicola Averardi, Vescovo di Tarso e Nunzio Apostolico prima in Francia (1883-1886) poi in Messico (1889-1900). L’edificio sorge al limite occidentale del villaggio di Villa Passo, zona in cui vi era l’ingresso fisico al Regno delle Due Sicilie. Al piano terra si aprono gli ambienti di servizio alla residenza e all’azienda agricola annessa. Oggi lungo le pareti del vano centrale, dell’antica cucina e dell’ufficio sono esposti studi accademici, modelli e bozzetti preparatori del pittore Cesare Averardi (1875-1939).

 4) Villa Averardi – piano nobile: ingresso riservato iscritti FAI (orari: 9.00 – 13.00; 15.00 – 18.00)

Il piano nobile della villa ospita al suo interno alcune delle opere pittoriche realizzate da Cesare Averardi lungo la sua carriera artistica. Prevalgono i ritratti dei propri famigliari accanto a tele di particolare pregio artistico, in cui prevalgono temi d’interesse paesaggistico, di costume o socio-politico. Il godimento estetico delle opere acquista particolare valore grazie al loro inserimento in ambienti conservati con le ornamentazioni e gli arredamenti originali di fine Ottocento – inizio Novecento.

il-percorso

PrintFriendly and PDF