11 ottobre 2018

Il relatore, Sandro Sangiorgi, giornalista, scrittore, critico indipendente nonché uno dei più autorevoli insegnanti di materie legate al policromo universo del vino, dal 2000 editore della rivista Porthos  per la quale cura anche il progetto didattico e formativo ad essa collegato denominato Porthos racconta. Il padrone di casa, Emidio Pepe – patriarca della viticoltura abruzzese che non ha certo bisogno di ulteriori presentazioni –, pronto ad aprire le porte della sua accogliente cantina e dimora nell’agro teramano di Torano Nuovo. L’evento imperdibile, il corso di conoscenza e degustazione dedicato al vino che il primo terrà a casa del secondo tra l’autunno 2018 e l’inverno 2019 a partire dal prossimo 29 novembre.

Vigneti di Emidio Pepe e sullo sfondo Torano Nuovo (ph. Ivan Masciovecchio)

Vigneti di Emidio Pepe e sullo sfondo Torano Nuovo (ph. Ivan Masciovecchio)

Dodici appuntamenti ripetuti su due turni (uno pomeridiano con inizio alle ore 15, uno serale con avvio alle 20, info e prenotazioni al numero 335 7730052 oppure alla mail daniela@emidiopepe.com) durante i quali, come da tradizione porthosiana, il liquido odoroso  sarà osservato da molteplici punti di vista – emotività e memoria, storia e produzione – perché il vino non è solo vino: è poesia, scienza, sogno, rapporto con il territorio e civiltà. «Ospitare Sandro Sangiorgi è per noi un grande privilegio – dichiara Chiara De Iulis Pepe, nipote di Emidio – perché lui è un gran maestro di vino oltre che un appassionato conoscitore di filosofia, arte e musica, argomenti che tratta da sempre con un approccio olistico; in questo modo i suoi corsi si caratterizzano per l’offerta di un’unione profonda delle espressioni più alte di ogni singolo aspetto della bellezza, dai vini più veri all’arte più pura fino alla musica più emozionante».

Emidio Pepe tra la nipote Chiara (a sinistra) e la figlia Sofia (ph. Ivan Masciovecchio)

Emidio Pepe tra la nipote Chiara e la figlia Sofia (ph. Ivan Masciovecchio)

La prima fase del corso si concentrerà sul rapporto tra quello che sentiamo e ciò che è accaduto nel vino prima di aprire la bottiglia perché, secondo la filosofia degli organizzatori, indagarne la tecnica di realizzazione, a cominciare dalla viticoltura, è un percorso appassionante che permette di verificare, attraverso l’esame organolettico, l’unica grande verità: il vino è buono se restituisce il luogo d’origine. Il cuore della seconda fase, invece, sarà rappresentato dall’educazione dei sensi, dalla vista utile anche per imparare a leggere le etichette, fino al recupero della facoltà dell’olfatto, il senso attorno al quale ruota la scoperta di tutto l’universo alimentare.

Emidio Pepe al Vinitaly (ph. Ivan Masciovecchio)

Emidio Pepe al Vinitaly (ph. Ivan Masciovecchio)

Ogni lezione avrà una durata di circa tre ore e sarà composta da una prima parte teorica seguita da una degustazione guidata. In programma sei assaggi che diventeranno sette nelle serate in cui è previsto l’accostamento con il cibo. Alla fine di ogni assaggio verrà discusso anche il rapporto tra vino e cibo, dal momento che tutte le bottiglie scelte per il corso hanno una forte vocazione gastronomica. Non mancherà la musica, che con il liquido odoroso  condivide concetti fondamentali come il tempo e il ritmo; così come l’ascolto di letture che hanno come tema il vino, il cibo e, in generale, la passione per la bellezza e l’amore per la conoscenza.

Sandro Sangiorgi (ph. Ivan Masciovecchio)

Sandro Sangiorgi (ph. Ivan Masciovecchio)

«Speriamo davvero di riuscire a coinvolgere tanti operatori del settore e giovani appassionati – auspica Chiara – in modo da permettere di migliorare la sensibilità dei ristoratori nei confronti del vino e della produzione, aiutandoli a diffondere anche la conoscenza del nostro territorio nella maniera più efficace possibile. Come detto, ospitare Sandro ci rende orgogliosi, ma sapere che amici e professionisti della nostra zona abbiano la possibilità di aver accesso ad un percorso formativo così importate, questo ci rende ancora più felici». Esserci interamente è la condizione indispensabile per nutrire l’amore per il vino, sia nella quotidianità, sia come fulcro di un’occasione speciale, ribadiscono i porthosiani. Un’occasione che ora c’è e sarebbe davvero un peccato lasciarsela scappare.

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