11 dicembre 2020

testo di Ivan Masciovecchio.

Pur avendo perso l’organizzazione del festival nazionale Spumantitalia dopo averne ospitato le prime due edizioni – traslocato in riva al lago di Garda per il terzo appuntamento che, Covid permettendo, si svolgerà dal 21 al 24 gennaio 2021 (aggiornamento: il festival si svolgerà dall’11 al 13 giugno 2021) – l’Abruzzo del vino dimostra un’attenzione sempre maggiore verso l’universo effervescente delle bollicine, anche grazie ad una naturale predisposizione alla spumantizzazione da parte di alcune uve autoctone a bacca bianca come il Pecorino, il Montonico o la Passerina.

ph. Ivan Masciovecchio

ph. Ivan Masciovecchio

Comprendendo anche una manciata di bottiglie concepite con il metodo Ancestrale, sono circa 200 le etichette prodotte attualmente in regione da poco meno di un centinaio di aziende, il 23% delle quali realizzate con il metodo Classico (o Champenoise) ovvero secondo il lungo e complesso procedimento che prevede una seconda fermentazione in bottiglia, a differenza del ben più diffuso metodo Martinotti (o Charmat) dove la rifermentazione avviene in autoclavi d’acciaio. Se in termini assoluti è la provincia di Chieti ad essere la più spumeggiante d’Abruzzo ospitando il 58% delle etichette, seguita da Pescara (22%) e Teramo (17%), relativamente all’incidenza della sola produzione di metodo Classico sul totale provinciale i valori si ribaltano, con Pescara e Teramo ai primi posti rispettivamente con il 27 e 26% e Chieti al terzo con il 21%.

Benché quest’anno ci sia poca voglia di festeggiare a causa della perdurante emergenza sanitaria legata al coronavirus, a due settimane dal Natale abbiamo comunque voluto intraprendere un viaggio virtuale tra le località più frizzanti d’Abruzzo alla ricerca di bollicine autoctone con le quali brindare all’arrivo di tempi migliori. Scusandoci per qualche inevitabile dimenticanza o inesattezza e concentrandoci esclusivamente per ragioni di spazio sulle cantine produttrici di spumanti realizzati con il metodo Classico, il nostro tour prende avvio tra le dolci rotondità delle Colline Teramane e precisamente da Colonnella, dove i Fratelli Biagi propongono il loro Martina Brut, un insolito uvaggio di Pecorino e Chardonnay – con netta prevalenza del primo – messo a riposo 24 mesi sui lieviti.

Vigneti delle Colline Teramane (ph. Ivan Masciovecchio)

Vigneti delle Colline Teramane (ph. Ivan Masciovecchio)

Proseguendo lungo la Val Vibrata, in virtù anche della vicinanza col confine marchigiano, l’Illuminati Brut realizzato a Controguerra dalla storica azienda omonima – conosciuta originariamente come “Fattoria Nicò” dal nome dell’illustre fondatore – nasce da un altrettanto originale mix composto per un 60% da Trebbiano d’Abruzzo e per il restante 40% da Verdicchio, affinato per circa 30-36 mesi. Giunti a Sant’Egidio alla Vibrata, la Cantina Diubaldo dà vita al Baldo Pas Dosé – ovvero senza aggiunta di zuccheri dopo la presa di spuma – con uve Chardonnay in purezza. Spostandosi sulla costa adriatica, dalle Cantine Frontenac di Martinsicuro arriva la novità del Natale 2020, con il Marozzi Brut realizzato da uve Passerina pronto per essere stappato – dopo aver riposato 36 mesi sui lieviti – in onore del secolo di attività compiuto lo scorso anno dall’azienda.

ph. Ivan Masciovecchio

ph. Ivan Masciovecchio

A Tortoreto, invece, la Tenuta Terraviva realizza il Petit Brut Rosé, l’unico spumante della provincia teramana ottenuto con il 100% di uve Montepulciano d’Abruzzo. Scendendo ancora più a sud, a Giulianova ha sede la storica azienda Faraone, da oltre trent’anni pioniera in Abruzzo nella produzione di bollicine grazie alla lungimiranza del compianto fondatore Giovanni, scomparso nel luglio del 2019. Nel solco degli insegnamenti paterni ora è il figlio Federico a dare vita ad un Brut da uve Passerina provenienti dai vigneti elegantemente disposti nel comune di Mosciano Sant’Angelo, affiancato da qualche anno da una versione Rosé ottenuta da uve 100% Sangiovese.

Addentrandosi verso le colline di Atri, dopo almeno 48 mesi di affinamento sui lieviti, l’azienda Centorame si presenta con il Brut Anna, metodo Classico caratterizzato da tutte uve Pecorino, unico nella provincia. Infine, nella non lontana Bisenti, insieme ad altri giovani visionari Matteo Ciccone ha avviato una meritoria opera di recupero dello storico vitigno Montonico – tutelato con il marchio dei Presìdi Slow Food – il cui vino fresco, armonico e profumato fu battezzato le petit champagne  dalle truppe napoleoniche che a fine Settecento occupavano stabilmente queste zone. Pilatum è il nome dello spumante Brut Millesimato realizzato in purezza con un affinamento sui lieviti di almeno 36 mesi.

Paesaggio agrario della provincia pescarese (ph. Roberto Cilli)

Paesaggio agrario della provincia pescarese (ph. Roberto Cilli)

Entrando in provincia di Pescara, ad esclusione dell’azienda Contesa che a Collecorvino, dopo averlo tenuto a riposo almeno 18 mesi sui lieviti, quest’anno ha dato alla luce il suo Vita Piena Rosé, blend di 85% Montepulciano d’Abruzzo e 15% Sangiovese, è dal versante sinistro della Val Pescara che arriva tutto il resto della produzione. A cominciare da Rosciano dove dal 1997 la cantina Marramiero realizza bollicine esclusivamente con vitigni Pinot Nero e Chardonnay, utilizzati in percentuali diverse a seconda delle etichette. Nel caso del Brut – premiato dalla guida Sparkle 2021 con il massimo riconoscimento delle Cinque Sfere, unico in Abruzzo, per l’undicesimo anno consecutivo – a prevalere è il 60% di Chardonnay, mentre nella versione Rosé – anch’esso gratificato con le Cinque Sfere dalla stessa guida – è l’80% di Pinot Nero a regalare corpo e longevità alle bollicine. Nello stesso comune, la Cantina Falon è impegnata nell’affinamento del primo spumante della provincia realizzato con uve Pecorino in purezza.

Proseguendo, il paese di Nocciano si presenta disteso ai piedi del suo antico castello. Da qui ed in parte dai vigneti ubicati nel territorio di Cugnoli, entrambi coltivati secondo i principi dell’agricoltura biologica, arrivano le uve Montepulciano d’Abruzzo, Pecorino e Chardonnay che l’azienda agricola Chiusa Grande utilizza per i suoi due spumanti – a breve sarà disponibile anche una terza versione Pas Dosé – D’Eus Bianco e D’Eus Rosé, così chiamati dal nome del titolare Franco D’Eusanio; ambedue tipologia Brut, affinati rispettivamente sulle fecce per circa 24 e 18 mesi. Superando solo qualche collina, nel vicino comune di Alanno il Podere Castorani si segnala per il suo originale Millesimato da 100% Passerina affinato tre anni sulle fecce.

Interno dell'Abbazia di S. Clemente a Casauria (ph. Ivan Masciovecchio)

Interno dell’abbazia di S. Clemente a Casauria (ph. Ivan Masciovecchio)

Spostandoci sulla rive droite  del fiume, pur essendo in territorio pescarese, è all’interno del Parco nazionale della Maiella che si staglia il tetto ad ala di gabbiano della Cantina Zaccagnini di Bolognano. Qui dove vino ed arte si fondono in una casa comune, da un blend di uve a bacca nera prende corpo lo spumante Zirì-Tè Brut Rosé, che prima di essere stappato riposa almeno 18 mesi sui lieviti. A due passi dalla straordinaria abbazia di S. Clemente a Casauria opera l’artigiano delle bollicine Fausto Zazzara, che nei rinnovati spazi della sua cantina di Tocco da Casauria produce spumanti Brut, Rosé e Pas Dosé mai uguali a se stessi come l’etichetta Majugual lascia supporre, affinati da 24 a 60 mesi e realizzati da una cuvée di vitigni autoctoni provenienti da appezzamenti sparsi in diverse zone della regione.

L’unica azienda della provincia aquilana raggiunta dal nostro itinerario la troviamo nella frazione di Goriano Valli a Tione degli Abruzzi, in pieno Parco naturale regionale Sirente-Velino, dove Adriana Tronca è tornata a stabilirsi dopo una vita passata in Franciacorta, avviando l’azienda Vigna di More. Il metodo Classico omonimo nasce con uve 70% Pinot Nero e 30% Chardonnay coltivate a 700 metri di altitudine, vinificate mediante una pressatura soffice a freddo in ambiente inertizzato ed affinate sui lieviti per 18 mesi. Viticoltura eroica per una donna altrettanto coraggiosa che ha deciso di scommettere sulle proprie origini e sul proprio ritorno al futuro.

Vigneti dell'azienda Vigna di More (ph. Antonella Marinelli)

Vigneti dell’azienda Vigna di More nel Parco regionale Sirente-Velino (ph. Antonella Marinelli)

Il nostro viaggio tra le bollicine si conclude nella provincia di Chieti, la più vitivinicola d’Abruzzo, dove insiste il 75% del territorio vitato (fonte Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo). Ad un tiro di schioppo da Pescara, San Giovanni Teatino è il luogo d’elezione dove prende corpo la Pura Follia Brut Bio della Fattoria Teatina, unica in regione ad essere realizzata con uve 100% Riesling e almeno 24 mesi di riposo sui lieviti. Poco più a sud, a Ripa Teatina gli spumanti Di Sipio Brut e Di Sipio Brut Rosé sono proposti dall’omonima cantina utilizzando uve internazionali come Chardonnay e Pinot Nero, rispettivamente in percentuali 60-40 e 20-80 a seconda delle tipologie. Scendendo di pochi chilometri verso il mare, nel territorio del comune di Tollo, l’azienda Feudo Antico propone Tullum, un Brut Blanc de Blanc  ottenuto da uve 100% Chardonnay, affinato sui lieviti per almeno 30 mesi. Stessa tipologia per il Brut offerto da Vigneti Radica che opta, però, per una sosta sui lieviti più lunga, da 36 a 72 mesi. Infine la Cantina Tollo con il suo Rosé Abruzzo Dop è una delle due aziende in regione a realizzare spumanti con uve Pinot Nero in purezza.

Le stesse colline che guardano il mare Adriatico, coperte alle spalle dal massiccio della Maiella madre, ospitano in contrada Caldari di Ortona i vigneti dai quali la cantina Dora Sarchese ricava l’uvaggio di Cococciola (75%), Trebbiano d’Abruzzo (20%) e Chardonnay (5%) per il suo Esmery’s Brut; così come quelli di Pecorino, Montonico e Montepulciano d’Abruzzo a disposizione della cooperativa Codice Citra per la linea di spumanti monovarietali Fenaroli Brut Millesimato (anche Rosé) con affinamenti diversi da 12 a 36 mesi – meritevoli di attenzione della guida Sparkle 2021 –, nonché per il progetto Codice Vino con le bollicine Abruzzo Brut (anche Rosé). Con il suo storico ed imponente castello ducale, la vicina Crecchio rappresenta il quartier generale della Tenuta Ulisse, che qui produce il suo Brut Dosaggio Zero ottenuto da uve 100% Pecorino senza aggiunta di zuccheri, con un affinamento medio sui lieviti di 18 mesi. Scendendo in area frentana, l’azienda Collefrisio di Frisa propone il Brut Le Cave della Guardiuccia realizzato sia con un uvaggio di 80% Chardonnay e 20% Pinot Nero, sia con Pinot Nero in purezza nella versione rosé, entrambi sostando sui lieviti per almeno 36 mesi.

Vigneti con vista sull'Adriatico in provincia di Chieti (ph. Ivan Masciovecchio)

Vigneti con vista sull’Adriatico in provincia di Chieti (ph. Ivan Masciovecchio)

Si arriva quindi a Lanciano, la città del doppio miracolo eucaristico. Grazie alla cantina Eredi Legonziano da qualche anno può vantare anche un altro primato, ovvero la primogenitura degli spumanti Abruzzo Doc realizzati unicamente con uve autoctone (uvaggio di Montonico e Cococciola per il 36; Pecorino e Trebbiano d’Abruzzo per il Carmine Festa; Montonico e Pecorino per il Legonziano Brut), diversi dei quali presenti sulla guida Sparkle 2021.

Dirigendosi nuovamente verso il mare Adriatico, La Vinarte di Santa Maria Imbaro presenta il suo Maja Brut Nature, omaggio alla Maiella da uve Montonico in purezza, lasciato a riposo almeno 12 mesi sui lieviti. Poco distante, sulle colline a ridosso della Costa dei Trabocchi, la Cantina San Giacomo a Rocca San Giovanni propone un Brut 100% Chardonnay affinato almeno 36 mesi sui lieviti. Giunti infine nello splendore della città del Vasto e del suo Golfo d’Oro, la cantina Jasci & Marchesani – anch’essa inserita nelle pagine della guida Sparkle 2021 – ci accoglie al termine del viaggio con il Brut Dosaggio Zero dal nome Autentico, frutto di un originale blend di 50% Pecorino, 30% Riesling e 20% Chardonnay, per un brindisi finale al cuore forte e genuino della terra d’Abruzzo.

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