24 ottobre 2014

Testo e foto di Alessandro Petrini

Il paese di Tagliacozzo è uno dei tanti piccoli gioielli incastonati tra le montagne d’Abruzzo. Un luogo che riflette la sua bellezza in una storia antica ed in una natura maliarda.

Tagliacozzo gode di una posizione straordinaria che colpisce il visitatore già a diversi chilometri di distanza, quando lo sguardo è catturato dal borgo antico che si inerpica lungo la fenditura che lacera la montagna. Ed è proprio questa particolare posizione geografica che ha contribuito al nome Tagliacozzo che, in tutta probabilità, ha origine dai termini latini Talus e Cotium (Taglio e Roccia) a rappresentare la spaccatura dove si è sviluppato l’insediamento urbano tra i Monti Arunzo e Civita. Allo stesso modo, dalla parte alta, lungo la strada che porta a Cappadocia, si può gustare un panorama mozzafiato con l’area più antica del paese a sinistra, il Monte Velino sullo sfondo e la ripida parete calcarea sormontata da una scenografica vegetazione a destra. Ma il cuore pulsante di Tagliacozzo si raggiunge attraversando Porta dei Marsi (una delle cinque porte della città) e scoprendo l’armoniosità di Piazza dell’Obelisco. Addentrandosi nei vicoli si scoprono poi le altre perle tra le quali spiccano la Chiesa dei S.S. Cosma e Damiano, la Chiesa di San Francesco con il suo suggestivo chiostro, il Teatro Talia e il prestigioso Palazzo Ducale, eredità della famiglia Orsini. Tagliacozzo, a differenza di gran parte dei paesi della Marsica, è stato graziato dal terremoto del 1915 che, grazie alla conformazione geografica del luogo, non ha arrecato danni significativi al centro storico che si presenta assolutamente intatto.Viene da sé come la vocazione principale di Tagliacozzo sia turistica; a 80 chilometri da Roma lungo l’arteria autostradale che collega la costa con la capitale, immersa in una natura lussureggiante, attraversata da un fiume e circondata da boschi, Tagliacozzo con la sua storia millenaria attira turisti durante tutto l’anno e specialmente in estate. Inoltre Tagliacozzo è inserito nel club esclusivo dei Borghi più belli d’Italia.

tagliacozzo-petrini

LA STORIA

In origine il territorio era stato abitato dagli Equi e successivamente dai Marsi. I primi insediamenti nella parte alta dell’attuale Tagliacozzo risalgono all’XI secolo. Alcuni testi imperiali Carolingi  citano il Monastero di S.Cosma già prima dell’anno Mille. Il primo centro abitato sarebbe sorto nella parte alta dei Monti Arunzo e Civita, sviluppandosi attorno alle tre Parrocchie di S.Nicola, S.Egidio e S.Pietro. Nel 1173 il feudo passò alla famiglia locale dei De Pontibus che successivamente si unì agli Orsini attraverso il matrimonio fra Risabella De Pontibus e Napoleone Orsini nel 1270. Due anni prima, nel 1268,  i Piani Palentini furono teatro della famosa battaglia di Tagliacozzo che vide fronteggiarsi Corradino di Svevia e Carlo D’Angiò. Anche Dante la cita nel XXVIII canto dell’Inferno [… e là da Tagliacozzo – ove senz’arme vinse il vecchio Alardo] riferendosi all’astuto stratagemma ideato da Alardo di Valery che consentì agli angioini di prevalere sui loro avversari consolidando il potere temporale del Papa per i secoli a venire. Gli Orsini mantennero il feudo fino alla metà del XV secolo e guidarono Tagliacozzo nel periodo di massimo splendore, quando vennero costruiti diversi palazzi nobiliari e realizzate numerose opere d’arte. Il Papa, nel 1497, privò gli Orsini di quello che era passato nei secoli da Feudo a Ducato, cedendo la titolarità ai Colonna che la mantennero fino al 1806. Il XIX secolo fu un periodo buio per Tagliacozzo, piagata dal brigantaggio e preda dei moti violenti in opposizione al nuovo Stato piemontese e repressi nel sangue. Agli inizi del ‘900 la vocazione turistica di Tagliacozzo venne fuori richiamando facoltosi romani attirati dal clima salubre e dalle bellezze naturali.

LUOGHI DA VISITARE

Per chi volesse decidere di dedicare del tempo alla visita dei luoghi più interessanti di Tagliacozzo è importante dire che la straordinaria quantità e qualità della proposta turistico-culturale renderà difficile il riuscire in questo intento in una sola giornata. La Piazza dell’Obelisco (un tempo Piazza da’ Piedi) è il fulcro del borgo ed è da secoli il luogo più attivo della città. Fu costruita originariamente in modo non pianificato, ma il risultato fu comunque armonioso e a misura d’uomo. Tra il 1823 e il 1825 la fontana dell’Obelisco, di gusto baroccheggiante, sostituì il pilozzo, un sedile in pietra sul quale venivano esposti alla pubblica gogna i debitori insolventi. L’iscrizione sulla base dell’Obelisco mostra la dedica al protettore della citta, S.Antonio da Padova. Soprattutto sul lato lungo della piazza si possono ammirare alcuni edifici di grande pregio architettonico con bifore tardo-gotiche e un loggiato con archi a tutto sesto. Fiore all’occhiello di Tagliacozzo è il Palazzo Ducale, risalente alla prima metà del XIV secolo. In principio era costituito da un solo piano, ma nella seconda parte del secolo, per ordine di Roberto Orsini, fu elevato e ingrandito. Il Palazzo subì ulteriori modifiche e migliorie quando passò ai Colonna, ma reca i simboli di entrambe le famiglie in numerosi particolari dell’edificio. Molti sono gli elementi che rivelano il grande pregio del Palazzo Ducale: le sale ornamentali, le bifore, le finestre istoriate, i dipinti e soprattutto la cappellina gentilizia del ‘400 che reca pregevoli affreschi. Il Teatro Talia era originariamente un convento benedettino; soppresso nel 1652 venne inaugurato come teatro nel 1686.

interno del palazzo ducale

interno del palazzo ducale

Nel 1860 un incendio distrusse parte della struttura, che ristrutturata venne di nuovo inaugurata come teatro nel 1880. Da lì funse da teatro, ma per un periodo anche da cinematografo. Nel ‘60 subì un altro incendio e la successiva ristrutturazione terminò nel 2002 quando fu nuovamente inaugurato come teatro e attualmente ospita una fervente stagione teatrale e musicale che va generalmente da dicembre ad aprile. Numerose sono poi le chiese che adornano Tagliacozzo. La più antica è la Chiesa di S.S. Cosma e Damiano risalente all’VIII secolo, di stile romanico e appartenente all’ordine dei Benedettini. Per lungo tempo è stato motivo di contese tra il papato e il vescovo dei Marsi. Annesso alla chiesa c’è un monastero che ospita delle monache di clausura e che custodisce il Volto Santo, una riproduzione della Veronica del Cristo. Ogni anno l’immagine viene esposta in chiesa il sabato successivo alla Santa Pasqua e la domenica viene portata in Piazza dell’Obelisco per la benedizione. Altro importante luogo di culto è la Chiesa Convento di San Francesco, risalente al 1115 e ricostruita nel XIII secolo. All’inizio del ‘600 fu ristrutturata e vi fu aggiunto l’elegante chiostro adiacente, affrescato con vicende della vita di San Francesco. Particolarmente interessanti sono la facciata e il portale, oltre al rosone gotico con fregi orsiniani. Al suo interno sono conservate le spoglie del Beato Tommaso da Celano, primo biografo di S.Francesco. Nella parte alta del borgo si può visitare la Chiesa di S.Maria del Soccorso, citata già nel 1115 col nome di S.Maria in Furca in una bolla del Papa Pasquale II. Di quell’edificio originale resta solo l’area posteriore mentre attualmente si possono ammirare un interessante portale all’interno di un elegante portico risalente al 1542. A 3 chilometri dal centro urbano si trova il Santuario di Maria SS. Dell’Oriente, su di una collina che domina gran parte della vallata del fiume Imele. I primi documenti nei quali viene citata risalgono al XIV secolo, ma le origini sono certamente più antiche se si considera che la pregevole icona, simbolo del Santuario, è della prima parte del XIII secolo. La tradizione narra che l’immagine sfuggì alla furia iconoclasta di Leone III Isaurico arrivando miracolosamente in Italia. Numerose sono state le ristrutturazioni, alcune di queste radicali come quella attuata nel 1868. Il terremoto del 1915 rase quasi al suolo la chiesa e il convento annesso e gli interventi di restauro terminarono nel 1978.

NATURA

Tagliacozzo ha molto da offrire, e non solo per ciò che concerne la parte storica. La natura è viva e pronta a stupire anche il visitatore più esigente. Il percorso naturalistico che porta alla risorgente del fiume Imele (la sorgente del fiume si trova a Verrecchie e l’Imele riemerge a Tagliacozzo) è un piccolo gioiello. Il fiume precipita in modo straordinariamente rapido creando alcune suggestive cascate che si possono ammirare da pochi passi. Tutto il vasto territorio del comune di Tagliacozzo, circa 90 km², ospita una natura incontaminata. Un’area boschiva invidiabile con numerose faggete e percorsi naturalistici, ben cinque maneggi per gli amanti delle passeggiate a cavallo e laghi dove è possibile praticare la pesca sportiva.

EVENTI

La manifestazione più prestigiosa per Tagliacozzo è sicuramente il Festival di Mezza Estate, che quest’anno si terrà dal 28 luglio al 21 agosto. Nella giornata inaugurale si esibirà la Banda dei Carabinieri per festeggiare il bicentenario dell’Arma. Quest’anno poi ricorre il trentennale della manifestazione e proprio per questa speciale occasione si esibiranno compagini da tutta Europa. Musica, teatro, danza e cinema in cartellone per una edizione che si presenta come estremamente ricca e interessante. Inoltre, a impreziosire l’evento, ci sarà una rassegna dedicata ai nuovi talenti.

ENOGASTRONOMIA

La gastronomia di Tagliacozzo è di stampo montanaro considerando che trae il proprio sostentamento dalle coltivazioni agricole dei Campi Palentini e della Piana del Fucino, oltre che dagli allevamenti delle montagne circostanti. Pasta all’uovo fatta in casa, carni d’agnello e vitello, polenta di mais e la lavorazione della carne di maiale. Nella frazione di Gallo, ad esempio, ogni Ferragosto si festeggia con la sagra della salsiccia. Pochi giorni dopo nella frazione di Sorbo c’è la sagra della nivola (chiamata anche ferratella). La tradizione dolciaria è principalmente legata alle varie ricorrenze: a Carnevale frittelle e zeppole con castagnole al miele, a Pasqua l’omonima pizza e i biscotti confezionati dalle monache di clausura in occasione della festa del Volto Santo.

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