13 maggio 2014

di Ivan Masciovecchio.

P1150326Ancora pochi giorni e venerdì 16 maggio l’inaugurale taglio del nastro darà l’avvio a Tipici dei Parchi – il Salone dei prodotti tipici dei Parchi d’Italia nato su iniziativa della Camera di Commercio dell’Aquila e promosso dal Comitato Promoexpò in collaborazione con diversi partner pubblici e privati – in svolgimento fino al prossimo lunedì 19 maggio.

LDM_9882Tante le novità previste per questa seconda edizione, a cominciare dalla nuova location. Saranno infatti gli spazi dell’ex Agriformula di Bazzano – dislocati nell’area industriale ad est della città – ad ospitare i numerosi eventi inseriti in un programma fin troppo denso di iniziative e appuntamenti (clicca qui per saperne di più).

un momento della conferenza stampa

un momento della conferenza stampa

Oltre alla consueta orgia di degustazioni di cibi e vini di qualità, show cooking di chef più o meno stellati, laboratori del gusto marchiati Slow Food e assaggi vari dispensati a piene mani dai numerosi espositori provenienti da ogni parte d’Abruzzo e d’Italia (+ 30% rispetto all’anno passato), ricco ed articolato si presenta anche il programma di incontri curato dal giornalista Carlo Cambi – già animatore culturale della prima edizione –, allestito partendo dal concetto che «non può esistere buona cucina senza una buona agricoltura e non si può fare buona agricoltura se non esiste qualità ambientale». A tal proposito particolarmente interessante (sebbene non ancora confermata, è prevista anche la presenza del ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina) si presenta il convegno Genius Coci. Biodiversità e valore rurale per la cucina di territorio nell’ambito del quale saranno presentate venti ricette emblematiche scelte all’interno di venti aree protette d’Italia, e Territorio, cibo e salute al quale, tra gli altri, hanno già assicurato la propria presenza il prof. Ettore Cianchetti, presidente dell’associaizone ISA; Francesca Petrei Verrigni dell’omonimo pastificio rosetano e l’imprenditore agricolo Francesco Valentini, impegnati da anni nella promozione della tracciabilità delle materie prime a tutela del concetto di made in Italy, attualmente volutamente ambiguo, che così com’è inteso oggi non tutela né il produttore né tantomeno il consumatore finale.

Francesco Valentini

Francesco Valentini

Grande attenzione sarà riservata anche al mondo dei più piccoli con una serie di appuntamenti ludico-didattici come il Gioco di InOrto, pensato per trasmettere ai bambini i valori di una sana e corretta alimentazione; oppure grazie all’allestimento di vere e proprie Fattorie Didattiche ideate per condurli alla scoperta di come nascono i prodotti alimentari (Il percorso del latte, Capire il mondo delle api), come vivono gli animali (Il mondo degli asini e dei cavalli) e quali sono i mestieri della campagna (La lavorazione della lana).

LDM_0141All’interno di Tipici dei Parchi, inoltre, si svolgerà un focus sulla internazionalizzazione dei prodotti agroalimentari in cui si offrirà alle aziende italiane partecipanti l’occasione di conoscere il mercato statunitense e le sue dinamiche economiche, ma soprattutto l’opportunità concreta di stabilire contatti commerciali con nove dei più importanti importatori e distributori d’oltreoceano. Infine, gli spazi del Salone ospiteranno il tour dei cibi di strada proposti dall’associazione Streetfood pescando tra le principali cucine povere d’Italia, dalla porchetta di Ariccia, in provincia di Roma, ai panini ca’ meusa palermitani, dalla piadina romagnola alle olive all’ascolana, passando per le bombette di Alberobello (Ba), il lampredotto fiorentino e gli immancabili arrosticini abruzzesi.

Insomma, piatto ricco mi ci ficco, direbbe il gourmet. Quattro giorni intensi che, nelle intenzioni degli organizzatori, cercheranno di raccontare nel migliore dei modi il mondo sostenibile dei parchi italiani, promuovendo l’economia e la biodiversità di territori unici, da salvaguardare come beni preziosi. Trentamila presenze – registrate nell’edizione passata – il numero da battere. A cinque anni dal terremoto, dunque, L’Aquila non si arrende ad un futuro fatto di desolazione e silenzio, puntando con forza sulla valorizzazione delle produzioni di qualità. Non lasciamola sola.

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