2 agosto 2019

Il Presidente del Consiglio regionale Sospiri e l’assessore Campitelli intervengono sulla Legge che ha per protagonisti gli amati “ragni” d’Abruzzo

La Costa dei Trabocchi vista dal belvedere nei pressi dell'Abbazia di San Giovanni in Venere (ph. Ivan Masciovecchio)

La Costa dei Trabocchi vista dal belvedere nei pressi dell’Abbazia di San Giovanni in Venere (ph. Ivan Masciovecchio)

Il litorale centro meridionale-abruzzese, compreso tra Ortona e Vasto, prende il nome di “Costa dei trabocchi”. Turisti, abitanti e curiosi sono attratti da queste splendide “macchine” simili ad “un ragno colossale” come suole definirli Gabriele d’Annunzio nella sua tragedia Il Trionfo della Morte.

Dapprima strumento per sfamare generazioni di pescatori, oggi uno dei simboli identitari della nostra Regione capace di valorizzare il paesaggio che lo accoglie, il “trabocco” ha visto anche mutare la sua originaria destinazione d’uso. Se la loro importanza culturale e storica è indiscussa giacché dal 1240 dovevano essere già presenti sul litorale abruzzese, oggigiorno costituiscono un’ambita location per coloro che vogliono trascorre i momenti conviviali più importanti. Difatti sono diventati “sede” di alcuni dei migliori ristoranti presenti sul territorio abruzzese.

Lorenzo Sospiri, Presidente del Consiglio Regionale d’Abruzzo

Ed è per questo che come affermano il Presidente del Consiglio regionale Sospiri e l’assessore Campitelli: «L’impugnazione della Legge sui Trabocchi non significa che la legge sia stata cancellata […] parliamo di un provvedimento legislativo adottato nell’interesse delle nostre attività imprenditoriali […] Prima di ogni altra cosa dovremo attendere di leggere le motivazioni del provvedimento per capire con precisione cosa sia stato contestato […] subito dopo organizzeremo la difesa delle nostre ragioni, valutando eventualmente le modifiche proposte alla legge, perché è chiaro che noi riteniamo assolutamente valida la norma approvata, soprattutto uno strumento di difesa, tutela e valorizzazione di quella che è una nostra tipicità, tutta abruzzese, quella dei trabocchi sul mare ai quali va data una possibilità di sviluppo e recupero».

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