13 aprile 2017

Toccante e suggestiva rievocazione della Passione di Cristo, la processione del venerdì Santo a Chieti ha origini antichissime: risalirebbe infatti all’842 d.C., anno in cui si concluse ufficialmente la ricostruzione della prima Cattedrale. La sua conformazione attuale risale, però, solo al 1603, quando nacque l’Arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti che ancora oggi ne cura l’allestimento e la preparazione.

La processione prende avvio in serata dalla Cattedrale di San Giustino, dove, al termine della celebrazione liturgica, il coro formato da circa 160 elementi, esegue lo struggente Miserere composto intorno al 1740 da Saverio Selecchy, maestro di cappella della Cattedrale; d’accompagnamento, un’orchestra composta di violini, viole, violoncelli, flauti traversi, clarinetti, fagotti e sassofoni.

Successivamente comincia la vera e propria processione: escono le varie confraternite cittadine, ognuna con il proprio stendardo e crocifisso, con i confratelli nell’abito tradizionale di ciascuna congrega; tutti indossano l’abito del proprio sodalizio e procedono incappucciati in segno di penitenza e di lutto, mentre le donne, anch’esse riunite in associazioni di carattere religioso, indossano l’abito nero di cerimonia.

Una delle tradizioni della processione di Chieti è che questa si debba sempre svolgere anche in condizioni atmosferiche pessime e qualsiasi cosa accada. L’atmosfera è resa particolarmente suggestiva dalle struggenti note del Miserere che si ripetono ininterrottamente durante la solenne processione; le strade sono illuminate dalla fioca luce delle fiaccole e dai ceri posti su tripodi in ferro battuto, un tempo necessari per la luce e per bruciarvi incensi ed aromi. Le vere protagoniste della processione e le ultime ad uscire, portate dai membri effettivi dell’Arciconfraternita, sono le due sculture processionali raffiguranti: Madonna addolorata, abbigliata con una veste di seta e velluto nero, ricamata in oro, e Gesù Cristo morto, posto su un cataletto barocco coperto da coltre funebre, in velluto nero con ricami in oro e argento.

Nell’ambito delle processioni della Settimana Santa in Abruzzo, la processione del Venerdì Santo di Chieti è sicuramente la più solenne e sontuosa per ciò che riguarda l’apparato scenografico.

(Foto di Giancarlo Malandra).

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