1 febbraio 2019

Filmmaker di tutto il mondo, ecco l’annuncio che stavate aspettando. Scadrà il prossimo 19 aprile, infatti, il termine per l’invio delle opere cinematografiche da selezionare per la partecipazione alla terza edizione dello Strano Film Festival, il festival che celebra la terra, in programma tra Capestrano (AQ) e la Valle del Tirino dal 22 al 25 agosto 2019.

Strano Film Festival 2018 (ph. Iacopo Pasqui)

Strano Film Festival 2018 (ph. Iacopo Pasqui)

Possono partecipare cortometraggi nazionali e internazionali della durata massima di trenta minuti, di genere fiction, documentari e animazione, che raccontano storie legate alla terra. I film dovranno essere (stati) prodotti nei quattro anni precedenti all’edizione 2019 e sottotitolati in inglese e in italiano. Il vincitore si aggiudicherà un premio di 1.000 euro. La giuria sarà composta da Piercesare Stagni, docente di Storia del Cinema al Centro Sperimentale di Cinematografia dell’Aquila e all’International Film Academy di Pescara; Pierlorenzo Puglielli, titolare di Wolf-Soluzioni per il Cinema e rappresentante del Sulmona Film Festival; Mark Anastasio, direttore del Coolidge Corner Theatre di Boston; Lu Heintz, artista e docente alla Rhode Island School of Design di Providence, negli Stati Uniti.

Veduta di Capestrano e della Valle del Tirino (ph. Ivan Masciovecchio)

Veduta di Capestrano e della Valle del Tirino (ph. Ivan Masciovecchio)

Caratterizzato quest’anno da una sottotraccia che riguarderà “La terra del futuro / il futuro della terra”, lo scopo principale dello Strano Film Festival resta quello di valorizzare l’autenticità del territorio abruzzese, rigenerando attraverso un approccio partecipativo le comunità che lo abitano. «Il festival crea nuove metodologie di sviluppo delle risorse territoriali e umane – dichiara il direttore artistico Gianluca Fratantonio, attivo sia in Italia che all’estero nel campo della valorizzazione del patrimonio storico e artistico –. Promuove inoltre la cultura ed i popoli che la fanno attraverso il cinema; una ricerca dettata dalla necessità di recuperare l’autenticità e la nozione di valore che sia diverso da quello economico».

Veduta dal castello di Capestrano sui vigneti della Valle del Tirino (ph. Ivan Masciovecchio)

Veduta dal castello di Capestrano sui vigneti della Valle del Tirino (ph. Ivan Masciovecchio)

L’organizzazione del festival è affidata all’associazione culturale Maks nella quale, oltre allo stesso Fratantonio, sono impegnate Elisabeth Tomassetti, visual artist e scenografa americana con famiglia originaria della provincia dell’Aquila, che ha scelto Capestrano come sua seconda casa, e Simonetta Caruso, fotografa, copywriter e imprenditrice aquilana, rientrata stabilmente in Abruzzo nell’agosto 2016 dopo anni trascorsi a Milano. Anche per questa terza edizione, a supporto delle proiezioni, sarà previsto un programma di attività complementari giornaliere che consenta ai partecipanti di poter incontrare produttori, agricoltori e allevatori della Valle del Tirino. In questo modo, negli anni passati, registi e festivalieri giunti da tutta Italia e dall’estero, durante il loro soggiorno hanno potuto scoprire le tante meraviglie di questo angolo d’Abruzzo, assaporandone i frutti e perdendosi nei suoi infiniti profumi.

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