24 maggio 2017

Già presidio Slow Food, dopo essere stato iscritto nel Registro nazionale delle varietà da conservazione presso il Ministero dell’Agricoltura, l’antico grano della montagna abruzzese ha ottenuto un nuovo, importante riconoscimento, essendo stato inserito – unico in Italia – fra i quattro casi-studio europei di valorizzazione della biodiversità agraria.

Abbazia di Santo Spirito al Morrone (ph. Ivan Masciovecchio)

Abbazia di Santo Spirito al Morrone (ph. Ivan Masciovecchio)

Il Consorzio Produttori Solina d’Abruzzo ha quindi promosso per domani 25 maggio 2017, alle ore 15 presso la Badia Morronese di Sulmona (AQ), un incontro pubblico per discutere su Il caso Solina. Varietà da conservazione e sistemi sementieri. Alla presenza dei soci produttori parteciperanno Riccardo Bocci, della Rete Semi Rurali, e Donato Silveri, agronomo della Regione Abruzzo, che agli inizi del 2000 è stato il fautore della riscoperta di questa storica varietà. Introdurrà i lavori il presidente del Consorzio Gaetano Carboni il quale illustrerà in particolare gli aspetti più salienti dell’importante progetto voluto dalla Commissione Europea che mira a far conoscere a livello internazionale alcuni casi di biodiversità autoctona agraria recuperata e riproposta al consumo.

Spiga di grano Solina d'Abruzzo

Spiga di grano Solina d’Abruzzo

Un ulteriore risultato che conferma l’unicità di questo grano antichissimo, conosciuto come la mamma di tutti i grani, che l’Abruzzo può vantare grazie all’opera del Consorzio Produttori Solina d’Abruzzo, il sodalizio con sede a Sulmona che raccoglie i soci di tutta la provincia dell’Aquila e di parte delle province di Chieti e Pescara, attivi nella coltivazione delle proprie varietà locali ed allo stesso tempo impegnati a reintrodurre con entusiasmo specie tradizionali che già da qualche decennio erano state dismesse.

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