27 novembre 2020

Riunite virtualmente in occasione del webinar “Patto di Spello. Per l’Enoturismo e l’Oleoturismo italiani”, organizzato dall’associazione Strada dell’e.v.o. Dop Umbria nell’ambito dell’iniziativa Frantoi Aperti in Umbria, le associazioni nazionali Città del Vino, Città dell’Olio, Movimento Turismo del Vino e dell’Olio e la Federazione Italiana Strade del Vino, dell’Olio e dei Sapori nella giornata di ieri hanno sancito nel “Patto di Spello” la comune volontà di procedere unitariamente nella promozione in Italia del turismo enogastronomico, settore che negli ultimi dieci anni ha fatto registrare una crescita rilevante di viaggiatori interessati a vivere un’esperienza a tema nel corso della propria vacanza.

Panorama delle colline teramane (ph. sito Camminata tra gli olivi)

Panorama delle colline teramane (ph. sito Camminata tra gli olivi)

L’accordo siglato tra le quattro più importanti organizzazioni italiane impegnate da tempo in questo particolare segmento turistico è stato fortemente voluto a seguito della recente emanazione della legge sull’enoturismo e sull’oleoturismo, con il fine di dare un contributo in termini di strategie, progettualità e idee per lo sviluppo futuro dell’eno-oleoturismo nel nostro Paese, individuando terreni comuni tra i vari organismi ed alimentando un dialogo propositivo con tutta la filiera istituzionale (governo nazionale, regioni, enti locali).

All’incontro moderato dalla giornalista di origini abruzzesi Antonia Matarrese ha preso parte anche l’on. Teresa Bellanova, ministra delle Politiche agricole, alimentari e forestali, che ha ribadito la sua disponibilità «ad incontrare fin da subito i firmatari del Patto di Spello per la creazione di un tavolo permanente di consultazione con il ministero e di una cabina di regia nazionale affinché le scelte che riguardano la filiera eno-oleo turistica possano essere condivise e rappresentino con efficacia le reali esigenze e aspettative dei territori. Rafforzare, far crescere e qualificare l’offerta eno-oleo-agroturistica in Italia è il nostro obiettivo comune affinché l’eno-oleoturismo sia motore di un nuovo sviluppo fondato su parole chiave come sostenibilità, etica, salvaguardia dei paesaggi rurali, innovazione tecnologica e unicità dei territori e delle vocazioni».

Prima degli interventi dei rappresentanti delle associazioni, a fotografare l’attuale stato dell’arte in Italia ha provveduto Roberta Garibaldi, autrice del Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano e docente di Tourism management la quale, dopo aver snocciolato la consueta e puntuale quantità di dati, comparandoli con altre realtà europee, ha offerto ai partecipanti numerosi spunti di riflessione, concludendo: «L’enogastronomia può e deve essere un asset trainante dello sviluppo del turismo in Italia durante e dopo il COVID-19. Le azioni sinergiche che usciranno dal tavolo di lavoro imprimeranno sicuramente una svolta. Tra i tanti temi da affrontare per lo sviluppo del settore, rafforzare le attività di analisi e di comunicazione, sviluppare l’offerta di sistema agevolandola sia attraverso la normativa che mediante incentivi, stimolare l’innovazione, la digitalizzazione e la sostenibilità».

Nella doppia veste di presidente della Strada dell’Olio e.v.o. Dop Umbria e della Federazione nazionale delle Strade del Vino, dell’Olio e dei Sapori, Paolo Morbidoni ha tenuto a ribadire che «i protagonisti di questo patto non sono semplici associazioni di rappresentanza di istituzioni e aziende, ma aggregano i soggetti che, partendo da zero, in questi ultimi venti anni hanno costruito dal basso l’enoturismo e l’oleoturismo italiano, mettendoci faccia ed esperienza».

Sollecitando la ministra all’approvazione dei decreti attuativi delle legge del turismo dell’olio, dalla Basilicata Michele Sonnessa, presidente delle Città dell’Olio, ha affermato che «per raggiungere gli obiettivi prefissati serve un impegno concreto attraverso l’elaborazione di un Piano Strategico Nazionale sul turismo dell’olio, del vino e dei sapori che abbia risorse certe, nonché di un Piano nazionale sul recupero degli oliveti abbandonati per far sì che dal risanamento del territorio e del paesaggio emerga un rilancio della produzione olivicola nazionale, valorizzando la nostra grande biodiversità unica al mondo, composta da oltre 500 cultivar, in un’ottica sostenibile».

Infine Floriano Zambon, presidente Città del Vino, ha delineato il percorso dell’associazione nata nel 1987 e che ad oggi riunisce circa 450 comuni italiani ed enti territoriali, operando nella promozione e la valorizzazione dei territori del vino attraverso progetti di marketing territoriale finalizzati ad uno sviluppo sostenibile ed alla tutela del paesaggio, favorendo lo scambio di buone pratiche. La chiusura degli interventi ha visto l’abruzzese Nicola D’Auria, presidente del Movimento Turismo del Vino e dell’Olio, ribadire l’importanza di una «stretta e irrinunciabile collaborazione tra le istituzioni ed i settori vinicoli, oleicoli, alimentari e turistici per garantire al nostro Paese un ruolo da leader a livello internazionale. Mi auguro che grazie all’appoggio del ministero ed alla partecipazione di tutti noi sia possibile dare spazio a nuove proposte così da porre l’Italia come prima scelta per i turisti in cerca di esperienze enogastronomiche memorabili».

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