13 febbraio 2017

Uscirà domani L’Arminuta, il terzo, attesissimo romanzo della scrittrice abruzzese Donatella Di Pietrantonio. Il libro sarà presentato in anteprima assoluta giovedì 16 febbraio alle ore 18 presso la Feltrinelli di Pescara. Con l’autrice ne discuterà il giornalista Oscar Buonamano.

arminutaDopo l’esordio del 2011 con Mia madre è un fiume ed il seguente Bella mia, candidato al premio Strega nel 2014, entrambi pubblicati per Elliot edizioni, la nuova prova letteraria dell’autrice nata ad Arsita (TE) ma residente a Penne (PE) segna l’approdo tra le mura di casa Einaudi.

Dalla presentazione tratta dal sito della casa editrice: «Ci sono romanzi che toccano corde così profonde, originarie, che sembrano chiamarci per nome. È quello che accade con L’Arminuta fin dalla prima pagina, quando la protagonista, con una valigia in mano e una sacca di scarpe nell’altra, suona a una porta sconosciuta. Ad aprirle, sua sorella Adriana, gli occhi stropicciati, le trecce sfatte: non si sono mai viste prima. Inizia così questa storia dirompente e ammaliatrice: con una ragazzina che da un giorno all’altro perde tutto – una casa confortevole, le amiche più care, l’affetto incondizionato dei genitori. O meglio, di quelli che credeva i suoi genitori. Per “l’Arminuta” (“la Ritornata”), come la chiamano i compagni, comincia una nuova e diversissima vita. La casa è piccola, buia, ci sono fratelli dappertutto e poco cibo sul tavolo. Ma c’è Adriana, che condivide il letto con lei. E c’è Vincenzo, che la guarda come fosse già una donna. E in quello sguardo irrequieto, smaliziato, lei può forse perdersi per cominciare a ritrovarsi.

Donatella Di Pietrantonio affronta il tema della maternità, della responsabilità e della cura, da una prospettiva originale e con una rara intensità espressiva. La sua scrittura ha un timbro unico, una grana spigolosa ma piena di luce, capace di governare una storia incandescente in cui l’accettazione di un doppio abbandono è possibile solo tornando alla fonte, al corpo, a se stessi. E’ inoltre capace di trasportarci lì, in quell’Abruzzo poco conosciuto, una terra ruvida e aspra che improvvisamente si accende col riflesso del mare».

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