26 luglio 2011

Tutela dell’ambiente, sì. Ma soprattutto economia. Regole dettate dalla Carta del vento, una delle migliori d’Italia. Viaggio nell’Abruzzo dell’eolico.
E nelle casse comunali. Che senza le pale andrebbero in rosso

di Alessandro Ricci, foto Luciano D’Angelo

ABRUZZO 11Un’avventura partita in alcuni casi a fine anni ‘80 e che oggi dà le sue soddisfazioni, dopo la pubblicazione del rapporto Comuni rinnovabili 2010 di Legambiente. L’Abruzzo dell’energia eolica viene da lontano e vuole andare lontano. Investe bene, specie in servizi, i soldi derivanti dall’affitto delle aree sulle quali insistono le strutture. Aspetta impaziente il revamping – l’ammodernamento degli impianti – per rilanciare anche sulle percentuali che spettano alle amministrazioni, provando a fare voce grossa con le multinazionali che operano qui. Il tutto, come da migliore tradizione di questa regione, senza interrompere il flusso della vita com’era prima dell’innovazione.
“Le linee guida per l’eolico – spiega Iris Flacco, dirigente del Servizio politica energetica, qualità dell’aria della Regione Abruzzo – sono dettate dalla Carta del vento, uno strumento del quale ci siamo dotati da anni, fonte di ispirazione per tante altre amministrazioni italiane”.
“È fondamentale per valutare le capacità di produrre energia elettrica da fonte eolica su scala regionale – aggiunge Iris Flacco – e soprattutto per fornire ai comuni la migliore lettura del proprio territorio in termini energetici. L’Abruzzo si è avvicinato all’eolico da anni, ormai. Abbiamo macchinari dismessi che starebbero bene in un ‘Museo dell’eolico’. Lo dico con orgoglio, vuol dire che l’esperimento ha funzionato, siamo andati avanti”.
Conta molto il portafoglio, certo
(vedi intervista ai sindaci nelle pagine seguenti, Ndr) ma piace anche pensare che nella Regione verde d’Europa, specie nelle sue zone interne, natura e tecnologia convivano.
Secondo i dati Legambiente, quindi, l’Abruzzo è al settimo posto in Italia per la produzione di energia eolica. Con 218,29 mega watt, preceduta da Sicilia, 1160,89 Mw; Puglia, 1128,75 Mw; Campania, 806,13 Mw; Sardegna, 755,68; Calabria, 451,49 Mw e Molise, 254,12. Fra i primi cinquanta comuni dell’eolico ci sono Castiglione Messer Marino (Ch) al trentasettesimo con 42.240 kilowatt e Collarmele (Aq) al quarantaquattresimo posto con 39.850 Kw. Fra gli esempi di buone pratiche è elogiato il “Piccolo comune” di Tocco da Casauria (Pe) insignito per questo del “Premio comune rinnovabile”. “Sono da poche settimane entrate in funzione le due pale eoliche – si legge nel Rapporto di Legambiente parlando di Tocco – che si vanno a sommare alle altre due installate da qualche anno e che complessivamente con 3,2 MW permettono a questo comune di produrre più energia elettrica di quella necessaria alle famiglie residenti. Nel comune inoltre sono presenti 24 kW di pannelli fotovoltaici oltre che grandi impianti idroelettrici”. Un ottimo esempio anche per gli investimenti realizzati grazie ai guadagni del vento. Chi di sera percorre l’autostrada A14 e ammira il Castello di Tocco illuminato, deve dire grazie a Eolo.
“Questa esperienza si segnala anche per altre ragioni – prosegue il Rapporto -. Le royalties provenienti dell’eolico, circa 113 mila euro l’anno, hanno permesso al Comune di acquistare e finanziare la ristrutturazione dello storico castello. Inoltre a gennaio 2010 è stato approvato il nuovo Regolamento per l’edilizia sostenibile che introduce obblighi per l’isolamento termico e orientamento dei nuovi edifici, per la riduzione dei consumi idrici nonché una serie di incentivi a favore dell’installazione delle fonti di energia rinnovabili”.
Esperienze che danno lavoro sul territorio. “Per la costruzione del parco eolico di Cocullo – si legge nel sito istituzionale del comune del Rito dei Serpari – Gamesa (l’impresa che opera sul territorio, Ndr) si è affidata a manodopera e imprese locali, garantendo dunque al territorio le ricadute economiche e occupazionali associate con la realizzazione di un’opera così importante. Anche per la fase di esercizio, il personale impiegato è stato selezionato tra gli abitanti del comune di Cocullo e limitrofi”.
Certo, con le pale eoliche il paesaggio cambia, molto. In Abruzzo “gli insediamenti eolici sono posti al di sotto dei 1.300 metri sul livello del mare – si legge nella Carta del vento – e sono classificabili in due categorie diverse: impianti su altopiani e impianti sul crinale. I primi nel territorio della provincia aquilana, i secondi in quella di Chieti. Gli impianti aquilani occupano aree vaste ma di piccola estensione lineare laterale, gli impianti del chietino sono caratterizzati da una spiccata occupazione lineare con maggiori problemi connessi alla visibilità”. La stessa Carta esclude l’eventualità di impianti off-shore in mare. Le aree interessate rimangono le interne, quelle dei parchi, riserve, oasi, delle rotte migratorie, dell’orso bruno. Lì le pale non arrivano (e neanche in zone umide di interesse nazionale o in siti archeologici). Lo dice la Carta: sono “Aree vietate alle installazioni eoliche”. C’è da augurarsi che la tecnologia continui a convivere in armonia con la natura selvaggia. Senza minacciarla. Perché la padrona di casa è lei.

 

sindaco: a favore o contro?

Cerchio Aq
Renzo D’Amore
eolico, fotovoltaico e biomassa

Il progetto è stato avviato dalla precedente amministrazione. Dal mio ingresso nel giugno 2006, abbiamo dovuto riavviare l’iter amministrativo per arrivare, non senza ostacoli di varia natura, alla costruzione e all’attivazione dell’impianto, circa un anno fa. Purtroppo dall’iniziale numero di dieci pale si è dovuti passare alle attuali sei. I cittadini hanno accolto nel migliore dei modi la proposta di costruzione dell’impianto, sia per la per la tipologia dello stesso e quindi per la produzione di energia rinnovabile, sia perché ne sarebbe derivato comunque un vantaggio economico per il nostro comune, da sempre alle prese con problemi di ordine economico. Non sono mancati ostacoli soprattutto da parte di “associazioni ambientaliste”, tanto che alla fine, come già detto, si è ridotto drasticamente il numero delle pale. Siamo un comune attento e sensibile alle problematiche legate al risparmio energetico e alla produzione di energia rinnovabile: oltre alle pale eoliche è in fase avanzata la procedura di realizzazione di un campo fotovoltaico e si è in trattativa per un impianto di biomassa. Queste nostre intenzioni sono state illustrate alla popolazione e nelle scuole (elementari e medie) per sensibilizzare i cittadini alle questioni legate alla produzione di energia e alle risposte alle quali è attesa l’Italia per ottemperare al così detto protocollo di Kyoto. Ovviamente non va trascurato l’aspetto economico che, ripeto, è molto importante per i piccoli paesi come il nostro.

Cocullo Aq
Nicola Risio
per le bollette dei cittadini

È partito tutto da noi, abbiamo cercato qualcuno che potesse installare pale eoliche sul nostro territorio. L’iniziativa locale si è poi concretizzata nel parco eolico di trentasette pale. La spinta verso l’eolico è stata dettata da una coscienza ambientalista, ma non nascondo che eravamo attratti dal guadagno, da poter utilizzare per i servizi alla cittadinanza e per opere pubbliche. C’è stata qualche lieve rimostranza da parte del Wwf e della Lipu, ma i cittadini sono stati tutti favorevoli da subito. Abbiamo un progetto, per far godere loro ancora di più del guadagno derivante dell’eolico. I residenti sono tutti anziani e pensionati: la nostra intenzione è di aiutarli a pagare le bollette proprio con una parte di queste entrate. Un ulteriore beneficio per la loro tranquillità.

Collarmele Aq
Dario De Luca
nuove forme di turismo

I primi studi risalgono agli anni ‘80. All’inizio degli anni ‘90 sono stati installati i primi due impianti per un totale di quarantatre pale: contenute, nella dimensione e nella capacità produttiva. Operavano l’Enel e un privato. Prima c’è stato uno studio lunghissimo sul regime dei venti e un confronto con la popolazione. Nonché con associazioni quali Legambiente, Italia Nostra. Abbiamo realizzato diversi convegni e ne abbiamo altri in preparazione. C’è un’attenzione sistematica nei confronti di questo tema. Da sempre cerchiamo di armonizzare la convivenza fra la tradizione, come quella del pascolo ovino, e l’innovazione tecnologica. All’inizio del 2000 abbiamo avuto l’esigenza di rinnovare l’impianto, che di fatto era sperimentale, ribadendo così la centralità di Collarmele in Abruzzo per l’energia eolica. Certo, oggi le pale sono alte cento metri, hanno un impatto visivo di rilievo, le montagne hanno cambiato fisionomia, ma questo non intacca le attività locali. Prendiamo una percentuale per l’affido dei terreni e la produzione di energia: soldi che ci aiutano a risolvere le difficoltà di un piccolo paese. Non abbiamo così problemi di gestione e investiamo nei servizi alla popolazione. Si è sviluppato anche un turismo scolastico interessante, vista l’agevole accessibilità del posto.

Fraine Ch
Giandomenico Finamore
così approviamo il bilancio

Ho ereditato la scelta delle pale eoliche dalla precedente amministrazione. La considero un’opportunità di guadagno per molti territori marginali e disagiati, ma che credo che chi mi ha preceduto non abbia sfruttato bene questa opportunità. Esiste poi un impatto ambientale, magari minimo, ma c’è. E noi non siamo risarciti da un’adeguata contropartita economica. Le pale rimangono comunque un bene per un paese piccolo come il nostro. Sono una risorsa economica che ci consente di salvaguardare e approvare il bilancio di previsione. I cittadini non hanno mai dimostrato una particolare opposizione al progetto. L’associazione Italia Nostra ha protestato durante la costruzione. Ma è sempre stata una protesta civile, educata.

Montazzoli Ch
Ercole Del Negro
ci sentiamo sfruttati

Le prime proposte della Edison per realizzare il parco eolico risalgono alla fine degli anni ‘90. I cittadini si sono subito divisi tra favorevoli e contrari, ma senza nessun episodio eclatante di contestazione. Oggi posso dire che la titubanza iniziale si è tradotta in appoggio alle intenzioni di ampliare il parco eolico e costruire vari impianti fotovoltaici. La presenza delle pale eoliche nel nostro comune è sicuramente motivo di vanto e direi anche di prospettiva di sviluppo in previsione del revamping previsto a breve. La nuova convenzione che stipuleremo porterà notevoli benefici alle casse comunali e di conseguenza alla comunità. Voglio però sottolineare che fino a oggi i benefici economici sono stati limitati perché tra i comuni e la società Edison c’è una convenzione che prevede un contributo economico davvero esiguo per noi. Ci sentiamo un po’ sfruttati: conosciamo il grande guadagno economico che deriva dallo sfruttamento delle energie alternative, fatto tutto sulle nostre spalle. Stiamo premendo sulla Edison affinché possa anticipare la sostituzione delle vecchie pale per poter così riscrivere una nuova convenzione che possa soddisfare tutti.

Monteferrante Ch
Patrizia D’ottavio
percentuali da rivedere

Non ero componente dell’amministrazione comunale quando sono state installate le pale eoliche, quindi non ne ho seguito l’iter. Le pale eoliche, qui, sono state installate fra il 1999 e il 2000, per entrare in funzione a metà anno 2001. Oggi sul territorio ci sono quarantuno pale. Più che da parte dei cittadini, ci sono state leggere resistenze da parte di associazioni ambientaliste. In quegli anni l’argomento energie alternative da fonti rinnovabili non era ancora molto diffuso, specialmente tra la popolazione. Per un piccolo comune come noi, l’aspetto economico è sicuramente è molto importante, anche se le royalties stabilite andrebbero riviste. Poi, l’impatto visivo del parco eolico non è sicuramente il più bel panorama del nostro territorio, ma oggi è molto importante produrre energia cosi detta pulita, derivante da fonti rinnovabili. Quindi guardiamo l’obiettivo finale: produrre energia e salvaguardare l’ambiente per questa e per le future generazioni.

Palena Aq
Domenico Parente
fermi a causa del Parco

L’impianto eolico esistente sul territorio di Palena è stato costruito negli anni ‘90, dal Consorzio di bonifica, con un finanziamento pilota della Comunità europea. La procedura di finanziamento era del tutto diversa dal sistema attuale degli incentivi, che sono strettamente legati all’effettiva produzione di energia. Da parte dei cittadini non c’è stato nessun tipo di resistenza, sia perché l’impianto è molto lontano dal centro abitato sia perché all’epoca era visto come un’effettiva opportunità di sviluppo delle zone interne. Oggi c’è una piccolissima fascia di popolazione contraria all’installazione di impianti eolici. Da qualche anno l’impianto non funziona per motivi tecnici e per la vetustà della tipologia di aerogeneratori installati. Nel 2006 il comune ha preso in possesso l’impianto dal Consorzio di bonifica ed ha attivato la procedura di ripotenziamento. Le buone intenzioni del comune si sono arenate di fronte alla rigidezza della burocrazia del Parco nazionale della Maiella che non ha tollerato l’installazione di un semplice anemometro per la verifica della ventosità, prospettando enormi difficoltà alla sostituzione dell’impianto con una tipologia più moderna. Il comune non si fermerà e riprenderà l’iter rimettere in produzione l’impianto.

Pescina Aq
Maurizio Radichetti
modernità e rispetto dell’ambiente

L’idea dell’eolico, nella Marsica, si è diffusa prima di comune in comune. Recependo l’innovazione, questa amministrazione ha scelto le località Rascito e Forchetta. I cittadini hanno accolto bene l’idea dell’installazione delle pale eoliche, anche in considerazione del ritorno economico e dello scarso impatto ambientale valutato. In termini d’immagine significa modernità, presentarsi ed essere come tanti centri italiani noti come fulcro e futuro dell’economia e del rispetto ambientale.

 

Roccaspinalveti Ch
Franco Paglione
tariffe basse grazie alle pale

L’installazione di pale eoliche sul nostro territorio risale al 2001. Una decisione presa soprattutto per contribuire a ridurre l’inquinamento atmosferico. Ci fu una timida resistenza da parte di alcuni cittadini e associazioni. Oggi le entrate provenienti dall’impianto ci permettono di tenere molto basse le tariffe dei servizi erogati dal comune.

Roio del Sangro Ch
Giuseppe Cavorso
senza vento scompare il paese

L’installazione della pale, su invito della Edison, proprio al limite del terreno con Castiglione Messer Marino, risale al ‘98. Sono sindaco dal 2002. Grazie alle pale incassiamo circa 35-40mila euro l’anno: senza questi soldi non potremmo coprire il bilancio e saremmo sempre sotto. Ma se questi soldi arrivassero, che so, dalla Regione, dallo Stato, leverei le pale. Dal punto di vista ambientale e paesaggistico, non ci sono mai state proteste. I cittadini di Roio sanno che quei soldi servono. Certo, anche l’amministrazione fa la sua parte: nessuno qui, a partire dal sindaco, prende soldi per il servizio che presta. Giriamo la nostra indennità alle casse comunali e contribuiamo a far vivere il paese: l’asilo, l’affitto del bar, se un cittadino deve fare le analisi lo accompagniamo noi. Così si deve fare. Altrimenti rischiamo lo spopolamento.

Schiavi d’Abruzzo Ch
Luciano Piluso
utili alle casse, oltre la retorica

Dopo l’individuazione di zone idonee per lo sviluppo dell’eolico da parte della Edison energie, l’iter per l’installazione dell’impianto si è concluso nel 1999. A prescindere dalla retorica in riguardo al discorso dello sviluppo delle energie alternative pulite, che questa amministrazione sinceramente ha sempre condiviso, abbiamo voluto rendere produttivi dei terreni incolti e inutilizzati, abbandonati da oltre quarant’anni e senza alcuna coltura arborea. La cittadinanza ha accolto favorevolmente l’iniziativa consapevole del fatto che l’area non sarebbe stata altrimenti utilizzabile. Tutti i comuni stanno attraversando un periodo di ristrettezze economiche: bisogna sopravvivere almeno confermando i servizi essenziali per i cittadini, senza aumentare la pressione fiscale locale e quindi assicurare, per l’Ente, entrate alternative. La convinzione è che bisogna sviluppare e incentivare le fonti energetiche alternative.

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