1 febbraio 2021

In occasione del centenario della nascita di Pietro Cascella, il Comune di Pescara celebra uno dei suoi figli più famosi al mondo martedì 2 febbraio alle 10, con l’apertura straordinaria fino alle 13 e a ingresso gratuito del Museo a lui dedicato.

Foto in apertura: Pescara, Nave, opera di Pietro Cascella. Ph. Gino Di Paolo.
Testo: a cura di Francesca Triozzi, storica dell’arte

Cento anni dalla nascita di Pietro Cascella, e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali indice opportunamente il Centenario nazionale delle celebrazioni dello scultore, nato a Pescara il 2 febbraio 1921, e considerato tra i più importanti artisti italiani del Novecento. Noto in tutto il mondo per le sue opere gigantesche che innovano alle radici la concezione stessa del monumento di tradizione ottocentesca, Cascella torna di attualità in questi giorni della Memoria per la realizzazione ad Auschwitz del Monumento ai martiri del popolo polacco e di altri popoli, costruito nel medesimo campo di concentramento con un lavoro protrattosi per quasi dieci anni e inaugurato nel 1967.

Seguirono a ruota committenze in tutta Italia e all’estero, dall’Arco della Pace a Tel Aviv nel 1974 al simbolico Omaggio all’Europa richiesto dalla città di Strasburgo. Artista poco incline alle tendenze di voga e ai compromessi, Pietro impara il mestiere nella bottega di famiglia, iniziata dal nonno Basilio Cascella nel centro storico di Pescara e continuata dal padre Tommaso, pittore e ceramista, che portava con sé il figlio fin da piccolo, nelle continue escursioni tra la costa adriatica e le montagne abruzzesi, alla scoperta del paesaggio, della variazione della luce con le stagioni, e della trasfigurazione dei soggetti sulla tela. È con tale bagaglio di esperienza che l’artista pescarese si recherà a Roma, negli anni Quaranta, per frequentare l’Accademia di Belle arti della Capitale, e già dal 1942 verrà chiamato a partecipare alla Biennale di Venezia, e in seguito alla Quadriennale di Roma.

È in questo clima di fervente rinascita generale del Paese e in particolare delle arti, che ritroviamo Pietro a sperimentare il suo estro originalissimo, insieme al fratello Andrea, nella fornace di laterizi di Valle Inferno, alla periferia dell’Urbe tra l’Aurelia e il quartiere Prati, spalla a spalla con i ‘mattonari’. Plasmerà ceramiche coloratissime di dimensioni inusitate, stabilendo quel contatto viscerale con la materia che lo condurrà in breve tempo a prediligere la pietra come principale elemento di elaborazione artistica, da cui mai più si separerà. Eppure la vera scultura è di pietra. Nella pietra è insito il desiderio primordiale di eternizzare, di trasmettere un messaggio ai posteri. In tal senso, la scultura ha un valore al di là della sua stessa forma, del risultato al quale l’artista giunge: quello determinato dal bisogno perenne dell’uomo di mettere un sasso all’angolo del campo, come piantare un albero.

© copyright foto Claudio Barontini

L’artista Pietro Cascella, in una foto di Claudio Barontini

Il travertino, il marmo, ogni tipo di pietra, sono per lui cera plasmabile. Si pone quasi inevitabile il trasferimento in Versilia, centro delle leggendarie cave di Michelangelo e incrocio internazionale di ogni bottega artistica, dove entrerà in contatto con scultori di fama internazionale come Henry Moore e Jacques Lipchitz. Convolerà anche a seconde nozze con la scultrice svizzera Cordelia von den Steinen, oggi attenta e devota custode della memoria e delle opere del marito nel Castello della Verrucola, dove Pietro concluderà i suoi giorni, lavorando incessantemente e dando vita a uno sterminato numero di opere di ogni soggetto e dimensione, che lo condurranno a disseminare impronte incancellabili in decine e decine di città e paesi della Penisola.

Viene chiamato alla presidenza dell’Accademia di Belle Arti di Carrara e il 20 aprile del 2006 sarà insignito della Medaglia d’Oro ai Benemeriti della Cultura e dell’Arte. Sono più di centocinquanta i monumenti, quasi tutti attraversati da una forte tensione civile, distribuiti tra Camaiore, Massa Carrara, Pisa e Fivizzano. Su commissione del celebre industriale e collezionista Pietro Barilla, Cascella realizza a Parma Dialogo della Majella, Oracolo, Cento anni di lavoro, Fontana. Nel 1994 viene ultimata ad Arcore la Volta Celeste, il mausoleo commissionatogli da Silvio Berlusconi per Villa San Martino. A Pescara, costruisce la Nave, divenuta simbolo e orgoglio della città, e il Monumento ai Caduti in Piazza Garibaldi.

Pescara, la Municipalità, nella figura del sindaco Carlo Masci, il Museo Cascella, la Regione Abruzzo e altri istituti e associazioni legati alla promozione della cultura, dedicheranno al Maestro nel corso dell’anno numerose iniziative di studio, di ricordo e di divulgazione. Il Centenario costituisce una preziosa opportunità per far rivivere Pietro Cascella e i suoi sogni impressi per sempre nella pietra.


A PESCARA L’EVENTO CELEBRATIVO A CENTO ANNI DALLA NASCITA

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«Il Comune di Pescara», si legge in una nota, «celebra uno dei suoi figli più famosi al mondo martedì 2 febbraio alle ore 10.00, con l’apertura straordinaria fino alle 13.00 e a ingresso gratuito del Museo Cascella, per permettere alla cittadinanza di poter ammirare le opere in esposizione che rappresentano una pagina significativa dell’arte italiana, con la presenza del figlio di Pietro, Tommaso Cascella, e della nipote Prisca Montani. Nella stessa occasione sarà presentato per la prima volta il videodocumentario realizzato dalla storica dell’arte Francesca Triozzi, che sarà successivamente pubblicato on line sulla pagina web dell’Amministrazione comunale. Alla commemorazione prenderanno parte il sindaco Carlo Masci, l’assessore alla cultura Mariarita Paoni Saccone, l’assessore ai grandi eventi Alfredo Cremonese, il curatore del Museo Cascella Mariano Cipollini, il presidente della Fondazione Genti d’Abruzzo Emilio Della Cagna e il vice Luigi Di Alberti, Tommaso Cascella, Prisca Montani e Francesca Triozzi».

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