7 marzo 2014

Polo Museale Santo Spirito – Lanciano, dal 7 marzo all’11 maggio 2014

Visceralmente attratto dagli scenari ancestrali della regione e dall’antica civiltà pastorale, Gabriele d’Annunzio con la sua anima torna frequentemente a quell’Abruzzo adriatico e montano esaltandolo  in diverse opere. Particolare il suo legame con la musica, attestato anche dalla frequentazione con molti musicisti, a partire dal coetaneo pescarese Vittorio Pepe e Francesco Paolo Tosti, frequentatori del Cenacolo di Michetti a Francavilla, e quindi Puccini, Debussy, Mascagni, Casella, Zandonai, Franchetti, Pizzetti.

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La zampogna è parte integrante di quel mondo pastorale che suscita le emozioni del Poeta, il quale rivela una forte sensibilità musicale. Numerosi i versi e i richiami allo strumento e alle sue sonorità presenti in poesie e opere, che superano il silenzio e l’indifferenza della cultura del suo tempo. Peraltro, nel 1910, con sottile ironia il  critico Enrico Thovez, insofferente per l’opera dannunziana e dello stesso cenacolo, intitolava un saggio: Il gregge, il pastore e la zampogna. La  mostra – organizzata dalla Soprintendenza BSAE  insieme all’Associazione Culturale Zampogne d’Abruzzo – intende ricostruire  momenti essenziali della storia dello strumento e la sua influenza nell’arte, nella letteratura, nella poesia e nell’iconografia, esercitata in particolar modo nell’ambito di quello straordinario fenomeno culturale, noto come Grand Tour. Attraverso documenti, partiture, libri di viaggiatori stranieri, incisioni e disegni, zampogne e ciaramelle,  è rievocato un mondo che ha lasciato rilevanti tracce nella cultura europea.  Stendhal, Dickens, Berlioz, Lear, Gregorovius e molti altri autori celebri hanno  dimostrato interesse per gli  zampognari abruzzesi, che con il loro repertorio hanno ispirato musicisti e compositori. Tra  le  pastorali influenzate dalle loro sonorità spicca lo stesso Sant’Alfonso Maria de Liguori, autore del testo del celebre Tu scendi dalle stelle. Nella mostra  emerge la scultura lignea tardo cinquecentesca raffigurante un pastore intento a suonare la zampogna, proveniente dal Museo Nazionale d’Abruzzo dell’Aquila, un’opera che un tempo apparteneva alla chiesa di San Lorenzo martire di San Buono (Chieti), e fu  acquistata  dal Regno d’Italia nel  1938 per evitarne la dispersione sul mercato antiquariale.  Già  allestita a Pescara nella sede del Museo Casa Natale del Vate,   in occasione delle festività natalizie 2013, la mostra è  oggi proposta, ulteriormente ampliata, presso il Polo museale di Santo Spirito, a riprova   della ormai radicata collaborazione tra il Comune di Lanciano e la Soprintendenza BSAE dell’Abruzzo. L’esposizione offre lo spaccato di un mondo, quello pastorale, tanto caro non solo a d’Annunzio, di cui i pifferari, chiamati così dagli stranieri in viaggio in Italia, erano parte integrante. Si ringraziano per il loro contributo all’ampliamento e arricchimento della mostra il prof. Francesco Stoppa e tutti i collezionisti che hanno generosamente prestato i propri  materiali  e gli sponsor che hanno sostenuto il progetto, con l’auspicio che, come nel passato,  i cittadini di Lanciano visiteranno numerosi una mostra che  invita a conoscere ed apprezzare meglio, e nella giusta accezione,  gli antichi scenari della civiltà pastorale. All’inaugurazione della mostra, venerdì 7 marzo  alle 17.30, interverranno il Sindaco di Lanciano, Mario Pupillo, l’Assessore alla Cultura, Giuseppe Valente, Lucia Arbace, Soprintendente BSAE dell’Abruzzo, Antonio Bini, che  ha curato la  ricostruzione delle testimonianze del Grand  Tour, e Ciriaco Panaccio, presidente dell’Associazione Zampogne d’Abruzzo. Al termine della serata, i musicisti della stessa associazione, impegnata nella valorizzazione dell’antico strumento, eseguiranno brani appartenenti alla tradizione pastorale abruzzese.

 

 

 

 

 

 

 

 

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