4 ottobre 2017

Cenni storici e novità di uno dei luoghi simbolo di Pescara: l'Aurum

Testo di Greta Massimi

Aurum (Kursaal) con loggiato

Ingresso dell’Aurum con lo splendido doppio loggiato – foto di Gino Di Paolo

Sono trascorsi dieci anni dal 2007, da quando ha ripreso la sua attività uno degli edifici “simbolo” di Pescara, l’Aurum. Nato come Kursaal e progettato dall’architetto Antonino Liberi, venne inaugurato nel 1910. Esso doveva divenire il fulcro di un vivace rione balneare che avrebbe compreso la zona della Pineta e nel cui progetto di riqualificazione, avrebbe incluso, fra le altre cose, anche la realizzazione di una serie di “villini”, allo scopo di trasformare l’intero sito in una città-giardino. Il nuovo edificio che si distingue tutt’oggi per la sua raffinatezza, con lo splendido doppio loggiato che incornicia l’ingresso, tra difficoltà burocratiche e disavventure belliche, nel 1919 venne acquistato dalla famiglia Pomilio di Francavilla e divenne “sede” delle distillerie dell’Aurum (noto liquore pescarese il cui nome si deve anch’esso a Gabriele d’Annunzio che ne esaltò l’eccellenza: Aurum come “oro”, il colore stesso del liquore; Aurum come la parola latina arantium, il frutto da cui si estraeva il liquore). Con la sua attività, iniziarono a formarsi i primi nuclei abitativi nella zona. Difatti, per far fronte alla crescita di questa azienda, nel 1938 il complesso strutturale subì un ampliamento che si sviluppò proprio attorno al Kursaal.

Panoramica dell’Aurum. Notare le due corti laterali di forma circolare – foto di Gino Di Paolo

L’architetto Giovanni Michelucci ideò il progetto, realizzato poi dall’ingegner Zeni, il quale delineò un nuovo edificio integrandolo con il preesistente; sviluppando due corti laterali di forma circolare che si articolano attorno alla struttura centrale estendendosi nella zona retrostante, l’odierno “Piazzale Michelucci”. Grazie ad una campagna pubblicitaria innovativa e a standard lavorativi di qualità, parallelamente all’ascesa dell’impresa Pomilio al di fuori dei confini locali, si assisteva a una crescita del mercato e della qualità dei prodotti legati al territorio di Pescara.  Ricordiamo che l’attuale Sala degli Alambicchi dell’Aurum, che oggi ospita mostre e convegni, è denominata così proprio perché, al tempo, sede dei macchinari di distilleria. Spazio residuo dell’antica distilleria (che comprende alcuni componenti tecnologici dell’opificio originario e la collezione privata di bottiglie di “Carmine D’Alessandro”) è la Sala Amedeo Pomilio tuttora visitabile. Dopo la chiusura della distilleria, avvenuta negli anni Settanta, l’edificio venne abbandonato per lungo tempo.

Nel ‘95 si riaccesero i riflettori sull’Aurum con l’edizione di “Fuori Uso”, manifestazione artistica ideata dal gallerista pescarese Cesare Manzo, consistente nell’utilizzo di aree o edifici dismessi e abbandonati, allo scopo di trasformarli in luoghi d’arte in cui fosse possibile ammirare le opere di grandi artisti contemporanei insieme a spettacoli di musica e teatro. Testimonianza di ciò è l’opera realizzata da Getulio Alviani, ovvero “Tunnel Alviani” che è possibile visitare. Nel 2003, dopo un complesso iter burocratico, l’edificio tornò in possesso del Comune e iniziarono i lavori di ristrutturazione per trasformarlo in un contenitore culturale multifunzionale secondo il progetto redatto dall’architetto Luciano Parenti e dall’ingegner Gaetano Cardano. L’Aurum entrò in funzione nel 2007. Oggi è luogo di eventi culturali ed è diventato un punto di riferimento per la Città di Pescara che, oltre a mostre ed esposizioni, ospita eventi musicali e non solo. Nel 2016 si contano la presenza di importanti autorità civili, fra le quali anche la principessa Astrid del Belgio, il cantautore Roberto Vecchioni e tanti altri. Il direttore Licio Di Biase afferma che nella struttura transitano durante l’anno, quasi novantamila persone. Da aggiungere che l’Aurum figurerà tra le locations principali, oltre a Londra, Atri, Torino e New York (una scena è stata girata anche al Mediamuseum di Pescara) del film, che verrà presentato nei prossimi mesi, di Glauco Della Sciucca, giornalista professionista e illustratore.

Glauco Della Sciucca – foto archivio Hoffman Barney & Foscari Ltd Films

Glauco Della Sciucca, quarantenne, abruzzese di nascita, è giornalista e illustratore (fra gli altri, il The New Yorker, Columbia Journalism Review, The Jewish Week, Linus), scrittore (Central Park West Stories pubblicato da Baldini&Castoldi a Milano), Designer (suo il best-sellers degli orologi Swatch 2015 presentato a Shangai The Black and White Special) e ideatore e fondatore della neonata start-up multidivisionale inglese Hoffman, Barney &Foscari Ltd, Company insieme a SIR Michael Lindsay-Hogg, Chicca Olivetti, e fra gli altri, Giovanni Iannelli e Alessandro Addari. Nella Campaign Meat Free Monday, Campagna etica lanciata da Stella, Mary e Paul McCartney, figura come supporter ufficiale mondiale Glauco Della Sciucca i cui valori intende promuovere con il suo primo film che sta attualmente post-producendo con HBF Ltd, intitolato “Humanism! A new comedy”, che si prefigge di essere una convergenza tra Cinema, Teatro, Radio e Fotografia; un lungometraggio, girato interamente in bianco e nero, che si ispira al black and white e al rigore formale di artisti come Ingmar Bergman, David Bailey, Woody Allen, Richard Avedon. Come racconta l’Autore, si tratta di una commedia surreale, fuori dal tempo che guarda al mercato nord-europeo, ma anche all’Italia e agli USA del cinema colto newyorkese e indipendente. “L’uomo contemporaneo che intrattiene in quanto tale: lui, la sua stessa vita, le sue parole, le sue miserie, le velleità, gli amori veri o mancati” è il protagonista di questa commedia, che mostra i suoi valori negativi ma in chiave ironica, grottesca. Un film raffinato e adulto, quasi del tutto privo di movimenti di macchina, che per la location dell’Aurum di Pescara ha avuto il patrocinio del Comune, la co-produzione di Fondazione Pescarabruzzo e quella di diversi marchi esteri. Nel cast figurano Huw Parmenter, Paolo Fosso e Saverio Raimondo, Enrica Guidi, Randall Paul, Veronique Vergari, Ezio Budini, Lorena Antonioni e Beth Lockhart. Colonna sonora di Piero Umiliani. Per il trailer del film presentato da Michael Lindsay-Hogg clicca qui.

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