13 settembre 2013

I ritmi e i cicli della natura appaiono sempre più lontani a chi vive in città. A primavera, concedetevi una visita nelle tante e accoglienti fattorie di campagna, gustando cibi genuini e riscoprendo attivamente la ruralità abruzzese

testo di Jenny Pacini

Sono ben centosettanta le “Fattorie didattiche d’Abruzzo” presenti sul nostro territorio, ognuna con una sua vocazione, dalla filiera zootecnica a quella ortofrutticola, cerealicola, lattiero-casearia. Qui è possibile entrare in contatto diretto con il mondo agricolo locale, i prodotti regionali ed in particolare quelli tipici e biologici. Questo genere di attività intende soprattutto strizzare l’occhio alle nuove generazioni, orientandole verso l’ambiente rurale e le attività agricole, nel tentativo di recuperare il valore culturale e ambientale del territorio. È così che i giovani visitatori imparano a conoscere l’origine dei prodotti alimentari, i loro processi produttivi e di trasformazione.
<<Il progetto è nato nel 2003 – spiega Agostino Sacchetti, responsabile del gruppo di lavoro “Fattorie didattiche d’Abruzzo” – rispondendo all’indirizzo europeo di orientamento dei consumi, di educazione alimentare ed ambientale, con l’intento di promuovere la costituzione di una rete di aziende in grado di interagire con le giovani generazioni, gli anziani e le famiglie e trasmettere loro importanti valori legati alla ruralità. Le tipiche attività della campagna come vendemmiare, raccogliere l’olivo, imparare a fare il formaggio, diventano così esperienze ludiche per apprendere saperi e manualità. Il progetto, che all’epoca faceva riferimento all’Arrsa e all’intervento integrato dei settori Agricoltura, turismo, ambiente e sanità della Regione Abruzzo, oggi fa capo all’Assessorato all’Agricoltura regionale.>>
L’esperienza didattica in fattoria ci permette di vivere e sperimentare, privilegiando l’arte del fare, la storia e il percorso che i prodotti compiono prima di arrivare sulle nostre tavole, ma anche di conoscere da vicino gli animali e le piante della campagna, non trascurando mai il concetto di biodiversità. Le “Fattorie didattiche” rispondono ai requisiti del disciplinare “Carta della Qualità”. Se un’azienda intende aderire al circuito, può inoltrare una richiesta attraverso il modulo scaricabile dal sito www.fattoriedidattiche.abruzzo.it e, successivamente, intraprendere un percorso di formazione teorica e pratica, compresi stage all’estero, ad esempio in Francia e in Austria.
<<Sono diversi i pre-requisiti di accesso al circuito delle Fattorie didattiche, previsti dal disciplinare – illustra Sacchetti -. Tra questi vi sono: sistemi di produzione compatibili con l’ambiente; spazi funzionali capaci di poter accogliere in maniera adeguata gli ospiti; programmi didattici da svolgere attraverso percorsi ad hoc. Se soddisfatte queste condizioni, l’azienda viene certificata e può entrare a pieno titolo nel circuito ed essere quindi iscritta ad un albo regionale, in via di costituzione.>>
Sempre più il comparto agricolo rivolge una crescente attenzione verso l’adozione di tecniche e pratiche sostenibili, proprio per questo, attraverso un ulteriore corso di formazione, chi è sensibile a queste pratiche, può proporsi come “Fattoria Didattica Sostenibile”, garantendo servizi particolari anche per quanto concerne il riciclo e il compostaggio dei rifiuti. Questa tipologia di fattoria rappresenta il luogo privilegiato dove svolgere attività pedagogiche e didattiche in termini ecosostenibili, ma anche luogo di ricerca e di sperimentazione per la creazione di attività innovative multifunzionali in grado di alimentare nuove figure professionali richieste dal mercato del lavoro. Un’ulteriore specializzazione delle fattorie alla quale sta lavorando l’Assessorato all’Agricoltura è quella dell’agroenergia, ovvero la produzione di energia da fonti rinnovabili come da biomasse da pannelli solari e così via.

ECCO ALCUNI ESEMPI DI FATTORIE DIDATTICHE D’ABRUZZO

FATTORIE RICCITELLI
www.fattoriericcitelli.it

Si tratta di una delle più attrezzate della regione. Offre una notevole quantità di prodotti tipici che vengono trasformati in un attrezzato laboratorio agricolo all’avanguardia. Per quanto riguarda la didattica rurale, ogni anno vengono ospitate numerose scolaresche alle quali si propongono diversi cicli didattici; tra questi spicca la visita agli animali di fattoria. Le Fattorie Riccitelli propongono anche cicli sull’educazione alimentare e sulle tradizioni contadine, senza tralasciare la possibilità di escursioni nelle zone circostanti, a pochi chilometri dal parco nazionale del Gran Sasso-Laga.

LA PORTA DEI PARCHI
www.laportadeiparchi.it

Azienda storica, dedicata alla riscoperta e valorizzazione delle tradizioni pastorali. Tante le manifestazioni culturali, le attività, le idee, i progetti messi in campo per valorizzare il mondo della pastorizia. Molto interessante, il progetto “Adotta una pecora”, grazie al quale si può ricevere in cambio ciò che l’animale produce entro l’anno. Siamo in uno dei luoghi più suggestivi d’Abruzzo, all’imbocco della spettacolare valle del Sagittario. Propone anche la rievocazione della transumanza, corsi di degustazione di formaggio e caseificazione, ed infine, è anche “Centro wwoof”, (soggiorni lavoro per giovani di tutto il mondo).

THOLOS
www.agriparktholos.it

Nel Parco Nazionale della Majella a settecento metri di altitudine e a circa tre chilometri da Roccamorice, antichissimo paesino in pietra costruito su di un costone roccioso e protetto tutt’intorno da suggestivi canyon, è situata l’azienda Tholos, che prende il nome da una capanna in pietra a secco situata nell’agriturismo. L’antica struttura, usata un tempo come ricovero agropastorale, oggi viene utilizzata per le varie attività aziendali e didattiche. La proposta didattica è rivolta sia agli adulti che ai bambini con l’obiettivo di far scoprire loro la vita agreste montana in tutte le sue molteplicità. La struttura a “Tholos” aiuta nelle attività didattiche, prestandosi in modo molto coinvolgente ed estremamente evocativo a riproporre metodi di lavorazione di vita arcaica rurale.

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