4 ottobre 2020

In occasione della commemorazione per il 77° anniversario delle giornate di rivolta del 1943 in cui i cittadini lancianesi si ribellarono all’occupazione dell’esercito tedesco – episodio che valse alla città la Medaglia d’Oro al valor militare per la Resistenza – martedì 6 e mercoledì 7 ottobre sarà proiettato a Lanciano il film-documentario “Oltre la memoria. Lanciano 5-6 ottobre 1943” del regista Enzo Francesco Testa, co-prodotto dall’associazione culturale L’Altritalia con il supporto dell’amministrazione comunale e della locale sezione ANPI “Trentino La Barba”.

La prima proiezione sarà ospitata alle ore 17.30 all’interno della Casa di Conversazione, con repliche alle 18.30 e 19.30 (posti limitati, prenotazione al numero 388 3031523), mentre la seconda si terrà il giorno seguente al Ciakcity di Via Bellisario con ingressi alle ore 18.30 e 20 (biglietti in prevendita alla libreria Barbati oppure direttamente al botteghino).

Il film documentario narra una storia di coraggio, di sacrificio, di lotta, di amore per la libertà raccontata in tutta la sua forza e bellezza; non si tratta di una semplice ricostruzione storica di quanto accaduto nei giorni dell’insurrezione, ma è soprattutto un lavoro di salvaguardia di una memoria condivisa, pensato per i giovani e le future generazioni, che restituisce il valore di una storia locale per farla diventare universale e senza tempo.

Ed è proprio a tale scopo che la regia di Enzo Francesco Testa (impegnato anche come produttore) e la sceneggiatura di Davide Torriero Pompa scelgono di contestualizzare visivamente i luoghi degli eventi con i disegni animati di Daniele De Luca, sovrapponendo la realtà di oggi con la realtà della memoria. Così facendo, i luoghi di vita quotidiana della Lanciano odierna, come la piazza dove ci si ritrova per l’aperitivo o il viale dove si va a passeggiare, si trasformano negli scenari tragici di una rivolta contro ogni forma di sopraffazione, sottolineando ancora di più il legame tra il passato e il presente, tra il sacrificio dei giovani del 1943 e la vita dei giovani del 2000.

Unico attore in scena, Marcello Sacerdote veste i panni di uno dei protagonisti e ricorda in prima persona la storia, esprimendosi in un misto tra italiano e dialetto abruzzese capace di rendere più autentico il racconto. Ad armonizzare tra loro i vari linguaggi visivi, la colonna sonora originale composta da Stefano Barone e montata da Angelo Scogno, per concludere con un intervento di musica tradizionale interpretato da Paola Ceroli e Stefano Di Matteo.

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