5 settembre 2017

testo di Ivan Masciovecchio.

Era il 1997 quando l’associazione Slow Food decise con lungimiranza di dedicare un’apposita manifestazione all’universo lattiero-caseario italiano ed internazionale, accendendo così i riflettori sul grande patrimonio costituito da formaggi artigianali di qualità realizzati grazie al lavoro di pastori resistenti, custodi del territorio e dell’equilibrio dell’ecosistema ambientale. Stiamo parlando di Cheese che quest’anno, fedele alla propria cadenza biennale, si appresta a dar vita alla sua undicesima edizione, in programma da venerdì 15 a lunedì 18 settembre tra le vie e le piazze del centro storico di Bra (CN), ponendo al centro della discussione gli Stati generali del latte crudo.

logo_cheeseTra i consueti laboratori del gusto, appuntamenti a tavola, conferenze ed incontri coi produttori – leggi qui il calendario completo degli eventi – ci sarà anche una bella fetta d’Abruzzo all’interno del programma ufficiale. A cominciare dal pomeriggio di venerdì 15, quando nell’ambito dell’incontro Pane, salame… cure e pazienza verrà degustato un pane realizzato con grano Solina dell’Appennino abruzzese – tutelato con il marchio dei Presìdi Slow Food – in abbinamento a diversi salumi della tradizione italiana.

(ph: archivio Arssa)

(ph: archivio Arssa)

Doppia iniziativa invece per la giornata di domenica 17. All’ora di pranzo, con il laboratorio del gusto Salumi si può. Ma buoni e naturali, si dimostrerà che fare prodotti chemical free, privi di nitriti e nitrati, non solo è possibile ma porta anche ad ottimi risultati; come nel caso della Ventricina del Vastese, Presidio Slow Food (leggi qui) da poco più di un anno, conservata utilizzando esclusivamente un misto di sale e spezie varie (trito di peperone dolce e piccante con aggiunta a piacere di semi di finocchietto selvatico e pepe). Si proseguirà poi con la presentazione ufficiale dei nuovi Presìdi dei formaggi tra i quali il Pecorino di Farindola che torna così ad essere tutelato dal marchio Slow Food come abbiamo anticipato qui.

Ventricina del Vastese (ph. archivio Arssa)

Ventricina del Vastese (ph. archivio Arssa)

Chiusura lunedì 18 con la grande novità di questa edizione 2017. Nell’ambito delle Storie di pizza, l’incontro conclusivo Nel cuore dell’Italia sarà interamente dedicato all’Abruzzo, con i racconti di Marzia Buzzanca della pizzeria Percorsi di Gusto dell’Aquila e Franco Cardelli del Don Franchino di Castelnuovo Vomano (TE). A loro il compito di trasmettere ai partecipanti la grande voglia di rinascita degli abruzzesi.

(ph. Ivan Masciovecchio)

(ph. Ivan Masciovecchio)

Facendo un piccolo passo indietro, sabato 16 lo stand della Regione Piemonte ospiterà una interessante discussione sulle aree marginali d’Italia. L’Appennino che stiamo perdendo, questo il tema del confronto, presenterà le storie di pastori e piccoli produttori messi in ginocchio dal terremoto e dalle nevicate eccezionali dell’anno passato, chiedendo cosa può fare la politica e cosa possono fare i consumatori per invertire la rotta e fare rete con loro.

Maria José Moraza della fattoria Gioia di Cellino Attanasio (ph. Ivan Masciovecchio)

Maria José Moraza della fattoria Gioia di Cellino Attanasio (ph. Ivan Masciovecchio)

Emblematica a tal fine, l’odissea umana e produttiva che ancora oggi, a distanza di quasi due anni, i titolari della Fattoria Gioia di Cellino Attanasio (TE) stanno subendo a causa di una frana che nei giorni di pioggia impedisce loro l’accesso alla propria abitazione e agli ambienti di lavoro. Un disagio preso in carico dalle istituzioni regionali, ma che dovrebbe essere affrontato (e risolto) con ben altri tempi rispetto a quelli biblici della pubblica amministrazione. Una situazione sicuramente non più sostenibile, che ha portato la pur combattiva Maria José Moraza – anima dell’azienda insieme al compagno Maurizio ed ai loro due figli piccoli – a ricorrere nelle scorse settimane ad accertamenti medici per cercare di calmare lo stato di ansia nel quale da tempo è precipitata.

Bosco bruciato sul Monte Siella (ph. Ivan Masciovecchio)

Bosco bruciato sul Monte Siella (ph. Ivan Masciovecchio)

Eccolo l’Appennino che stiamo perdendo, eccolo il grido di dolore che nessuno colpevolmente ascolta, eccoli i custodi del territorio che dovremmo tutelare come merce rara piuttosto che spingerli alla resa, lasciando le nostre amate terre d’Abruzzo nelle mani di speculatori e trafficanti senza scrupoli, che spinti soltanto dalla propria avidità sono disposti a fare letteralmente terra bruciata della nostra storia e del futuro di questa regione.

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