23 settembre 2018

È accogliente e conviviale; ha un buon rapporto qualità-prezzo; conosce a fondo la materia prima che usa; lavora prodotti di prossimità; sa proporre il vino, anche se è solo quello della casa; non ha il menù degustazione; non scimmiotta il ristorante importante; è moderna ma non rinnega il passato; non insegue le mode, spesso le anticipa; ha un bravo oste (o più di uno). È il decalogo dell’osteria contemporanea che apre la ventinovesima edizione della guida Osterie d’Italia 2019 di Slow Food – disponibile da qualche giorno in tutte le librerie – che sarà presentata ufficialmente domani a Torino nell’ambito di Terra Madre Salone del Gusto 2018, il più importante evento internazionale dedicato alla cultura del cibo che abbiamo raccontato nel dettaglio qui.

DSC_1545Curato come sempre da Marco Bolasco ed Eugenio Signoroni, il sussidiario del mangiarbere all’italiana  raccoglie le storie di 1.617 locali scovati lungo tutto lo Stivale da un esercito di scrupolosi collaboratori. Tra le principali novità di quest’anno, la segnalazione di osterie particolarmente attente nella scelta dell’olio extravergine proposto a tavola e adoperato in cucina. Rinnovata, inoltre, l’attenzione per il simbolo della Bottiglia – il primo ad essere comparso in guida nel 1993, dedicato ai locali che si distinguono per la selezione dei vini – e del Formaggio per quelli con una valida selezione di latticini. Non mancano le segnalazioni dei luoghi con camera per soggiornare, orto di proprietà, offerta di piatti vegetariani o senza glutine, così come naturalmente delle Chiocciole, il massimo riconoscimento assegnato a quei locali che colpiscono per l’ambiente, la cucina e l’accoglienza.

slow_food2L’Abruzzo ne conquista ben undici, incrementando così di una unità la  top ten  delle ultime due edizioni. Ai confermati  Borgo Spoltino (Mosciano Sant’Angelo), PerVoglia (Castelbasso), Vecchia Marina (Roseto degli Abruzzi) e Zenobi (Colonnella) per la provincia di Teramo; La Bilancia (Loreto Aprutino), La Corte (Villa Raspa di Spoltore), Font’Artana (Picciano) e Taverna 58 (Pescara) per quella pescarese; Sapori di Campagna (Ofena) e Taverna de li Caldora (Pacentro) per la provincia aquilana; si aggiunge anche Cibo Matto di Vasto che riporta così la Chiocciola in provincia di Chieti dopo l’ultima assegnata nel 2011 a Villa Maiella di Guardiagrele. Una particolarità: tre chiocciolati su undici fanno parte del consorzio Qualità Abruzzo.

Le novità per l’Abruzzo non finiscono qui. Sono 6, infatti, le new entry  che fanno il loro ingresso in guida ovvero Annecchia (Fresagrandinaria, CH), Da Lincosta (L’Aquila), Da Guido al Passo San Leonardo (Pacentro, AQ), Clemente (Sulmona, AQ), La Locanda del Proconsole (Teramo), La Sosta Torano (Torano Nuovo, TE), stabilizzando così – per effetto di altrettante esclusioni – a 53 il numero dei locali abruzzesi, suddivisi in 18 per la provincia dell’Aquila, 13 nel territorio chietino, 12 nel teramano e 10 nella provincia di Pescara.

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