12 febbraio 2016

testo di Ivan Masciovecchio.

ferrovie_dimenticateA riprova della sua straordinaria bellezza e del fascino evocativo custodito in ogni singola traversina dei suoi binari senza tempo, è l’immagine (di Nicola Malcangio, ndr) di un treno storico in transito su un viadotto della spettacolare linea Sulmona-Carpinone quella scelta dall’associazione Co.Mo.Do. per promuovere in tutta Italia la 9a Giornata Nazionale delle Ferrovie NON Dimenticate, in programma dal 6 marzo fino al prossimo 6 aprile.

Una giornata lunga un mese, dunque, articolata dagli organizzatori – la Confederazione Mobilità Dolce nata a Milano nel 2006 come piattaforma connettiva fra le più importanti realtà nazionali attive nell’ambito della mobilità dolce e sostenibile –, articolata in una serie di incontri ed iniziative distribuiti nell’arco di trenta giorni ed ancora in fase di definizione (il calendario completo degli eventi è visibile qui), che partiranno comunque domenica 6 marzo da Sulmona con un viaggio inaugurale sulla mitica Transiberiana d’Italia con destinazione Isernia.

Carrozza del treno storico modello Centoporte (ph. Ivan Masciovecchio)

Carrozza del treno storico modello Centoporte (ph. Ivan Masciovecchio)

Promosso dalla Fondazione FS Italiane con il consueto e prezioso supporto dell’associazione molisana Le Rotaie – insignita nello scorso mese di dicembre del Premio Go Slow per la meritoria e pluriennale opera di tutela e valorizzazione di questo autentico capolavoro di ingegneria ferroviaria inaugurato nel 1897 –, il treno storico partirà dal capoluogo peligno alle ore 9 e successivamente toccherà le stazioni di Campo di Giove, Palena (dove è prevista una sosta di circa un’ora), Roccaraso, Castel di Sangro, Carovilli-Roccasicura e Carpinone, giungendo nel capoluogo molisano alle 13.50. Il rientro in Abruzzo è previsto per le ore 19 (info alla mail prenotazioni@fondazionefs.it oppure al numero 06 44105766; biglietti già disponibili presso le stazioni e sul sito www.trenitalia.com).

logo_comodoGiunti alla nona edizione, gli organizzatori di Co.Mo.Do. hanno giustamente deciso di anteporre un significativo “NON” al termine “Dimenticate”, sottolineando in questo modo un lavoro decennale che li ha visti e li vede tuttora quotidianamente impegnati in progetti di recupero di infrastrutture ferroviarie altrimenti abbandonate. «Creare un sistema integrato di linee di comunicazione sostenibili – dichiara il presidente Massimo Bottini – equivale a dare a molte aree del nostro Paese un’opportunità unica di sviluppo. Così facendo, oltre alla fruizione turistica, ne beneficerebbe l’intero tessuto socio-economico delle aree in questione, rafforzando quel legame profondo tra abitanti e territorio necessario per la tutela e la conservazione del paesaggio, che può esistere solo nello scambio incessante tra natura e cultura».

Tra gli appuntamenti già confermati, il convegno Sul binario giusto: esperienze e regole per promuovere la mobilità dolce nel paesaggio italiano, previsto giovedì 10 marzo a Roma presso la Camera dei Deputati per fare il punto sulle proposte normative in corso di discussione in Parlamento; nonché gli Stati Generali del Turismo Sostenibile del MIBACT, in programma dal 7 al 9 aprile presso i nuovi spazi dell’incantevole Museo Ferroviario di Pietrarsa (NA).

Il treno storico con il locomotre D 445 in attesa di partire dalla stazione centrale di Pescara (ph. Ivan Masciovecchio)

Il treno storico con il locomotre D 445 in attesa di partire dalla stazione centrale di Pescara (ph. Ivan Masciovecchio)

Intanto, proseguono con un sold out dopo l’altro i viaggi organizzati dall’associazione Le Rotaie per tutto il 2016 (il calendario completo è visibile qui). Dopo i Treni della Neve, in occasione del 71° anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo, il prossimo 25 aprile si ripeterà la partenza eccezionale da Pescara verso Roccaraso, dove andrà in scena l’apprezzato spettacolo teatrale Banditen della Compagnia dei Guasconi. Il sabato seguente (30 aprile), invece, il Treno della Foresta da Sulmona si dirigerà verso S. Pietro Avellana, con sosta alla Riserva naturale di Montedimezzo. «Questo luogo rappresenta uno dei patrimoni forestali più suggestivi dell’intero Appennino – ci ha raccontato Claudio Colaizzo dell’associazione Le Rotaie –, tutelato dall’Unesco dal 2014 per la bellezza e la varietà della flora e della fauna presenti al suo interno, compreso il Re Fajone, un faggio record di 500 anni d’età e oltre 6,5 metri di circonferenza! La ferrovia ne lambisce i confini ed ha la stazione di riferimento a due passi dall’ingresso. È una meta molto consigliata per famiglie e scolaresche, a cui teniamo particolarmente».

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