26 settembre 2020

Testo e foto di Nicolino Farina

L’evento a Campli si celebra dal 1764 con una toccante Processione

Correva l’anno 1764 quando Campli era afflitta da un’epidemia di febbri tifiche che portò la morte in tutte le famiglie. Le cronache raccontano come i cadaveri s’incontravano per le vie della città.Gli amministratori della città convocarono un’assemblea cittadina per stabilire il da farsi, così si decise di portare in processione, per le vie della città, la statua della consolatrice degli afflitti Maria Immacolata, conservata nella cripta della Cattedrale.

All’alba di otto giorni dopo le campane del duomo, come tutte quelle degli altri borghi, annunciarono la “pompa divota”. Una marea di folla giunse da tutto il circondario. Dal popolo si elevavano preghiere e grida a Maria affinché “interceda la grazia dall’orribile morbo”. La statua attraversò tutte le strade della città, fino a giungere fuori la Porta Orientale nel quartiere di Castelnuovo nel sagrato della chiesa di San Rocco, dove le numerose confraternite e tutta la popolazione, affranta e stremata dal dolore e dal pianto, si strinsero attorno alla statua per invocare l’aiuto di Maria. 

Qui il regio notaio Savinoli lesse la “Supplica”, il pubblico Istrumento con cui la Madonna Immacolata fu dichiarata Signora, Avvocata, Protettrice e Patrona della città e come d’allora, ogni anno, si doveva ricordare quel momento con una processione e una novena di dodici giorni da farsi prima dell’aurora dal 27 all’8 di dicembre.Durante la deposizione delle chiavi della città nelle mani del simulacro dell’Immacolata, mentre i fedeli nel pianto sgomento intonavano il canto Maria Stella del Mare, avvenne l’avvenimento prodigioso: si alzò un soave venticello e il popolo si sentì ristoratoe pervaso da un senso d’allegrezza. Da quel momento più nessuno morì per il terribile morbo.

Ogni anno, da quel momento, è stata straordinaria lapartecipazione dei fedeli alla novena di dicembre, dedicata all’Immacolata, a cui i camplesi sono particolarmente “legati”, e soprattutto al rito processionario che commemora l’evento del miracolo, dove Campli rinsalda la devozione secolare dell’Immacolata Concezione venerata nella cripta della propria Cattedrale.

Nell’evento l’Immacolata è portata dagli uomini per ricordare di come la processione originaria del 1764 fu voluta per l’iniziativa degli amministratori cittadini. Proprio per questo nel corteo processionale la statua dell’Immacolata è sempre seguita dal sindaco e dalle autorità della città.

Recentemente due sono state le processioni rievocative di rilievo dell’evento dell’Immacolata di Campli.

La domenica del 21 settembre 2014, quando si è festeggiata la duecentocinquantesima rievocazione del Miracolo dell’Immacolata, in cui s’è rinnovato il legame dei camplesi con la sua Protettrice stipulando un nuovo atto notarile, letto in pubblica piazza e firmato dal Sindaco della città, dal Vescovo di Teramo e Atri, dal parroco della cattedrale.

Per festeggiare ancora più degnamente questo importantissimo anniversario, il Vescovo di Teramo mons. Michele Seccia ha voluto chiedere un dono preziosissimo per la comunità di Campli e per tutti i fedeli: dal 12 settembre fino all’8 dicembre, dello stesso anno, è stato possibile lucrare l’Indulgenza Plenaria visitando la Collegiata di Santa Maria in Platea in Campli e pregando davanti alla sacra effige dell’Immacolata patrona della Città.

La domenica dell’11 settembre 2011 quando s’è riproposta la cerimonia del 1911 in cui i cittadini camplesi, per mano del parroco do Pasquale Del Paggio, donarono alla statua dell’Immacolata nuovamente le chiavi della città alla nuova statua costruita sull’effigie di quella cinquecentesca andata bruciata nel 1904, ripetendo di fatto la cerimonia del 1764. Nell’occasione il Vescovo di Teramo Monsignor Michele Seccia, insieme ai parroci della forania di Campli e Civitella, ha celebrato la funzione religiosa davanti alle autorità locali e a una strabocchevole folla di fedeli.

Alcuni dei presenti non sono riusciti a nascondere occhi lucidi e qualche lacrima, quando Monsignor Seccia ha incoronato la statua dell’Immacolata, ripetendo il gesto di Monsignor Zanecchia compiuto il 22 settembre del 1912. Il rito dell’incoronazione, infatti, viene decretato soltanto per «quelle immagini che, essendo oggetto di venerazione per la grande fiducia dei fedeli nella Madre del Signore, godono di una certa notorietà, tanto che il luogo in cui son venerate è diventato sede e centro di genuino culto liturgico e di attivo impegno cristiano».

Il nuovo vescovo di Teramo e Atri, Monsignor Lorenzo Leuzzi, recentemente ha eletto a santuario Mariano la cripta della cattedrale camplese di Santa Maria in Platea, che custodisce la miracolosa statua dell’Immacolata.

Le foto pubblicate nel presente articolo sono d’archivio.

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