16 novembre 2011

È un’offerta culinaria ricca di mescolanze quella che caratterizza la Costa dei Trabocchi, capace di trarre naturalmente i propri sapori dal mare avendo allo stesso tempo i piedi ben piantati nella terra

di Ivan Masciovecchio

brodetto alla vastese

Una cucina schietta e genuina la cui eccellenza è rappresentata sicuramente dal brodetto, sebbene sarebbe sicuramente meglio dire i brodetti, al plurale.

Da sempre i comuni di San Vito Chietino, Ortona e, soprattutto, Vasto, solo per restare sulla costa a sud di Pescara, se ne contendono il primato e l’unicità della preparazione. Al di là di pur minime differenze esecutive e di sterili guerre di campanile, il Brodetto alla Vastese (ph. D’Angelo) resta senza ombra di dubbio la versione più accreditata ed unanimemente apprezzata, sia nella nostra regione che nel resto d’Italia; quella che più di altre si è caratterizzata per il suo profondo valore identitario, rivelandosi uno straordinario veicolo promozionale in grado di attrarre ogni anno sulla costa d’oro migliaia di turisti ed amanti della buona tavola, grazie anche a manifestazioni come Brodetto&Contorni che si appresta ad inaugurare la sua quinta edizione nei prossimi mesi estivi.
Piatto semplice, seppur di complessa lavorazione, e gustoso, lu vrudatte è l’emblema di una cucina marinara povera (in origine veniva realizzato direttamente a bordo con gli scarti invenduti del pescato giornaliero), trasformatasi nel tempo in una pietanza da incalliti gourmet. Cicala di mare, triglia, merluzzo, scorfano, gallinella, tràcina, sogliola: sono diverse le tipologie di pesce utilizzate (se ne contano almeno cinque /sei), tutte rigorosamente provenienti dall’Adriatico vastese, inserite in sequenza, dalla più dura alla più tenera, nel tegame di coccio (o tijella) e fatte cuocere insieme in abbondante pomodoro fresco a pezzetti con acqua, olio extravergine d’oliva, prezzemolo, aglio, sale, peperone dolce, con aggiunta finale di peperoncino piccante. La particolarità sta nel cucinarle intere, mescolandole senza l’utilizzo di mestoli o cucchiai, roteando dai manici la pignatta sul fuoco per evitarne la rottura. Il brodetto andrebbe servito caldissimo, scoperchiandolo direttamente in tavola in modo da poterne apprezzare, oltre ai sapori, anche l’incredibile profumazione.
Ad accompagnarlo, bruschette di pane casereccio facoltativamente strusciate d’aglio da intingere nel succulento guazzetto per un’esplosione totale di gusto.

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