16 novembre 2011

Oltre ai riflessi dorati della spiaggia vastese ed alle diverse sfumature di blu che questo tratto di mare Adriatico regala con inaspettata generosità, c’è anche un bel tocco di verde a definire i colorati contorni della policroma Costa dei Trabocchi. Quello compatto ed intenso della incantevole Riserva naturale “Lecceta di Torino di Sangro”, uno dei pochi boschi litoranei ancora visibili in Italia tra il Gargano ed il Conero

di Ivan Masciovecchio, foto Terracoste, cooperativa

riserva naturale Lecceta di Torino di Sangro

La Riserva naturale “Lecceta di Torino di Sangro”.

Racchiuso tra la foce del fiume Sangro a nord e quella dell’Osento a sud, questo angolo di autentico paradiso si estende per circa centottanta ettari, sviluppandosi dal livello del mare fino a poco più di cento metri di quota. Un luogo dell’anima in cui il tempo sembra essersi fermato, un’oasi di pace dove è possibile, per usare le parole di Eugenio Montale, “osservare tra frondi il palpitare lontano di scaglie di mare mentre si levano tremuli scricchi di cicale dai calvi picchi”.
Oltre al leccio, la specie arborea naturalmente dominante, la fitta vegetazione comprende anche altre varietà sempreverdi, come il lentisco, la liquirizia, il mirto, la roverella e il cerro, sui quali la rampicante salsarapiglia, attorcigliandosi fin sui rami più alti, dà vita a delle spettacolari e verdi cascate, fitte ed intricate. Una complessa ed affascinante trama di foglie e tronchi ritorti da osservare rapiti, inebriandosi degli intensi profumi del sottobosco e dell’odore di terra che sale dal basso.
Anche da un punto di vista faunistico, la Lecceta di Torino di Sangro (www.leccetatorinodisangro.it) rappresenta sicuramente un unicum nella nostra regione, abitata com’è da una popolazione animale variegata e numerosa, benché discreta. Tralasciando le specie che vivono nelle acque del Sangro ed i volatili che orbitano sulla stessa foce del fiume ed in prossimità del litorale, sono numerosi gli uccelli che trovano rifugio nella selvaggia vegetazione della macchia mediterranea, tra cui la capinera, l’occhiocotto, la tortora comune, il picchio rosso, l’usignolo. I loro canti, i cinguettii, il frusciare tra le fronde, sono le uniche voci in grado di infrangere un silenzio irreale e rigenerante, capace anche di intimorire. Tra i mammiferi, invece, sono la volpe, la faina, la donnola, il tasso, il capriolo a muoversi in piena libertà tra la boscaglia, in compagnia della mitica testuggine terrestre, che qui concentra la popolazione più consistente di tutto l’Abruzzo, tanto da essere eletta a simbolo ufficiale della Riserva e che, con un po’ di fortuna, nelle ore diurne è possibile incontrare lungo i sentieri che tratteggiano l’interno del perimetro.
Da diversi anni l’armonia e la tutela di questo straordinario ecosistema naturale sono garantite dall’impegno di una decina di operatori della cooperativa Terracoste (www.terracoste.com) di Torino di Sangro (Ch), i quali gestiscono l’area per conto del comune. «Ogni anno proponiamo un calendario di eventi dal titolo ‘Lecceta da vivere’ – racconta Maria Laura Pierini, responsabile di educazione ambientale della cooperativa -. Nei mesi primaverili diamo più spazio ad incontri, workshop di carattere scientifico-divulgativo, nonché corsi di formazione; nei mesi estivi, invece, promuoviamo maggiormente attività ludico-ricreative, come laboratori didattici per bambini e ragazzi, escursioni guidate con degustazioni di prodotti tipici, mostre d’arte, letture, corsi di yoga e campi di volontariato. Quest’anno, in occasione del decennale dell’istituzione, a dicembre faremo anche una ‘Festa della Riserva’ con seminari, forum, convegni ed eventi culturali».
Due gli itinerari offerti ad una platea di passeggiatori a piedi o a cavallo, biker, podisti, ricercatori, fotografi e semplici amanti della natura: un Percorso escursionistico pianeggiante di circa quattro chilometri caratterizzato dalla presenza di alcuni stagni e dai resti della Fonte San Nicola, lungo il quale osservare in primavera ed autunno le fioriture dei ciclamini; ed un suggestivo e poco più impegnativo Percorso natura che, dall’alto del Cimitero militare britannico, altro suggestivo luogo della memoria circondato da vigneti, ulivi e campi di grano, si distende per circa due chilometri fino allo straordinario belvedere panoramico sospeso tra cielo, terra e mare, dal quale riempirsi gli occhi ed il cuore dell’infinita bellezza di questo favoloso spicchio d’Abruzzo.
Le altre strutture prevedono un centro visite dove, oltre a ricevere materiale informativo, è possibile usufruire gratuitamente di un punto ristoro comprensivo di servizi igienici ed un’area attrezzata con tavole e panche per il pic-nic, ordinatamente affollate di vita e spensieratezza nei giorni di festa.
Un sogno, una fiaba, un luogo d’incanto. Questa è oggi la “Lecceta di Torino di Sangro”; un paese delle meraviglie reale e concretissimo, che aspetta solo di essere vissuto e partecipato. Una boccata d’aria pura da portare con sé nelle “città rumorose dove l’azzurro si mostra soltanto a pezzi, in alto, tra le cimase”, come direbbe il poeta. Per ricordarci sempre che un altro mondo è possibile. E in Abruzzo è davvero a portata di mano.

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