9 maggio 2015

testo e foto di Ivan Masciovecchio.

C’è un luogo a Milano dove per i prossimi sei mesi, tra un evento e l’altro, sarà possibile camminare sospesi su piante tropicali e frutti brasiliani, passeggiare all’interno di un autentico bosco austriaco, produrre energia elettrica dondolandosi su un tipico kiik estone, divertirsi e rilassarsi tra le attrazioni di un folle luna park olandese; uno spazio letteralmente straordinario, dove perdersi tra i profumi, i gusti ed i colori del mondo. Questo posto è l’Expo 2015 e dallo scorso primo maggio, dopo scandali, arresti, ritardi e polemiche, si è finalmente aperto alla città ed alla curiosità di chi vorrà visitarlo fino al prossimo 31 ottobre.

Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita è (stato) il tema scelto per questa edizione, la più grande di sempre – oltre 1,1milioni di metri quadri di estensione, più di 140 Paesi ed organizzazioni internazionali coinvolti – che ad una settimana dall’inaugurazione mostra ancora diverse criticità strutturali. Dei nove cluster (i padiglioni che ospitano Paesi diversi sulla base di identità tematiche e filiere alimentari come Cacao e Cioccolato, Caffè, Cereali e Tuberi, Frutta e Legumi), la grande novità di questa edizione, solo quello del Riso è stato ufficialmente inaugurato; quello dedicato alla biodiversità del Mediterraneo è sporco e mezzo allagato tanto che la Regione Sicilia vorrebbe abbandonarlo; sono in via di installazione panchine e segnaletica interna; nella zona del villaggio italiano lungo il Cardo sono ancora chiusi il padiglione di Confindustria e della Regione Lombardia, mentre quello dell’Unione Europea – la cui immagine è curata dall’agenzia pescarese Pomilio Blumm – aprirà solo oggi in occasione della festa dell’Europa; dentro Palazzo Italia; l’auditorium sarà disponibile solo da giugno.

Insomma, checché ne dica Matteo Renzi, all’interno del sito fieristico si continua a lavorare anche a cancelli ormai aperti. Archiviato il tempo delle cerimonie, la sfida vera ora sarà quella di coinvolgere il cosiddetto popolo dell’Expo – per forza di cose affascinato e distratto dalla forma scintillante dei padiglioni di questa sorta di Disneyland architettonica – sui temi sostanziali dell’evento, anche se da quello che si è visto nei primi giorni i visitatori ci sono sembrati sicuramente più interessati a come nutrire se stessi piuttosto che il Pianeta, sfiniti da file, lunghe distanze e selfie compulsivi.

Di seguito alcune immagini raccolte macinando chilometri su e giù lungo il Decumano e nelle aree laterali.

Situato accanto alla Lake Arena, il Palazzo Italia evoca una foresta urbana. Ospita tre piani espositivi, sale conferenze, auditorium, shop e ristorante

Situato accanto alla Lake Arena, il Palazzo Italia evoca una foresta urbana. Ospita tre piani espositivi, sale conferenze, auditorium, shop e ristorante

Creato da Marco Balich, l'Albero della Vita si apprezza soprattutto di sera, valorizzato da emozionanti giochi di luce

Creato da Marco Balich, l’Albero della Vita si apprezza soprattutto di sera, valorizzato da emozionanti giochi di luce

L'immensa parete-libreria del Padiglione Zero con i suoi "cassetti della memoria"

L’immensa parete-libreria del Padiglione Zero con i suoi “cassetti della memoria”

Il padiglione dell'Ecuador è rivestito interamente di catenelle di alluminio colorate che muovendosi creano giochi di luce sempre differenti

Il padiglione dell’Ecuador è rivestito interamente di catenelle di alluminio colorate che muovendosi creano giochi di luce sempre differenti

Il non-padiglione dell'Austria è un piccolo bosco in miniatura capace di produrre ogni ora ossigeno per 1.800 persone

Il non-padiglione dell’Austria è un piccolo bosco in miniatura capace di produrre ogni ora ossigeno per 1.800 persone

Si ispira ad un alveare il padiglione del Regno Unito

Si ispira ad un alveare il padiglione del Regno Unito

All'interno di volte in legno che rimandano all'idea di cattedrali, cantine e stalle, il padiglione della Francia presenta il suo mondo a testa in giù

All’interno di volte in legno che rimandano all’idea di cattedrali, cantine e stalle, il padiglione della Francia presenta il suo mondo a testa in giù

Realizzato dall'archistar Norman Foster, il padiglione degli Emirati Arabi si ispira alle dune del deserto attraversate da un falaj, un canale d'acqua. Al termine dell'Expo sarà esposto ad Abu Dhabi

Realizzato dall’archistar Norman Foster, il padiglione degli Emirati Arabi si ispira alle dune del deserto attraversate da un falaj, un canale d’acqua. Al termine dell’Expo sarà esposto ad Abu Dhabi

Per la prima volta ad un Expo con un proprio padiglione, la Cina fonde paesaggi agrari con skyline urbani. All'interno, un enorme distesa di led luminosi simulano campi di grano e prati fioriti

Per la prima volta ad un Expo con un proprio padiglione, la Cina fonde paesaggi agrari con skyline urbani. All’interno, un’enorme distesa di led luminosi simula campi di grano e prati fioriti

Come moltissimi altri padiglioni, l'Argentina utilizza supporti audio-video per raccontare le proprie peculiarità

Come moltissimi altri padiglioni, anche l’Argentina utilizza supporti audio-video per raccontare le proprie peculiarità

Simbolo di interconnessione, una grande rete disposta su piante e fiori tropicali introduce al padiglione del Brasile

Simbolo di interconnessione, una grande rete disposta su piante e fiori tropicali introduce al padiglione del Brasile

Container merci come moduli architettonici; è questo l' "Hangar delle idee" del padiglione di Monaco. Al termine la struttura sarà riutilizzata in un progetto umanitario in Burkina Faso

Container merci come moduli architettonici; è questo l’ “Hangar delle idee” del padiglione di Monaco. Al termine la struttura sarà riutilizzata in un progetto umanitario in Burkina Faso

La biodiversità si tocca con mano all'interno dello spazio riservato a Slow Food

La biodiversità si tocca con mano all’interno dello spazio riservato a Slow Food

Il padiglione della Repubblica Ceca è stato uno dei primi ad essere completati. A fine Expo una parte dell'edificio diventerà un asilo, mentre la piscina sarà rimontata sul lungofiume a Praga

Il padiglione della Repubblica Ceca è stato uno dei primi ad essere completati. A fine Expo una parte dell’edificio diventerà un asilo, mentre la piscina sarà rimontata sul lungofiume a Praga

Mappa ufficiale dell'Expo. Al cetro dell'area, a forma di pesce, è visibile il Decumano, lungo 1,5 km.

Mappa ufficiale dell’Expo. Al centro dell’area a forma di pesce, è visibile il Decumano, lungo 1,5 km.

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