29 settembre 2015
(ph. archivio CdG)

(ph. archivio CdG)

Le vasche rupestri di Pietranico ed i vini in esse realizzati – così riconoscibili per sapidità e mineralità – come nuovi attrattori turistici ed economici per la valorizzazione e la promozione del territorio della provincia di Pescara. Giunto alla sua conclusione, il progetto VI.NA – Vini Naturali (di cui abbiamo raccontato qui in occasione di una prima presentazione) ha svelato tutte la sue future potenzialità, ottenendo unanimi consensi e risultati incoraggianti.

Finanziato nell’ambito del Programma di sviluppo rurale 2007-2013, lo studio è stato portato avanti dall’azienda agricola biologica Chiusa Grande di Nocciano in collaborazione con il Centro di ricerca viticola ed enologica d’Abruzzo (C.R.I.V.E.A), le Università di Teramo e Chieti-Pescara e sotto la guida degli enologi Franco Giandomenico e Beniamino di Domenica. Oltre a soffermarsi sulle particolarità delle micro e macro vinificazioni in pietra – sicuramente la sfida più ambiziosa ed affascinante – si è caratterizzato nell’analisi degli aspetti sensoriali e tecnici dei vini senza solfiti aggiunti, così come nella produzione di vini spumanti biologici realizzati secondo il metodo classico.

(da sinistra: Antonio Di Marco, Franco D'Eusanio, Lorenzo Mucci, Francesco Del Biondo)

(da sinistra: Antonio Di Marco, Franco D’Eusanio, Lorenzo Mucci, Francesco Del Biondo)

Tra gli interventi dell’incontro conclusivo svoltosi nei giorni scorsi a Pescara, il direttore del GAL Terre Pescaresi Domenico Francomano ha ribadito che la necessità di puntare sulle particolarità delle risorse agro-alimentari dei singoli territori non può prescindere dal legame con le tantissime testimonianze storiche e culturali presenti in Abruzzo, segnalando come paradigmatico e virtuoso il caso dei vini autoctoni In Petra, derivanti da uve Trebbiano e Montepulciano d’Abruzzo e vinificati nelle vasche in pietra di Pietranico secondo un approccio assolutamente non convenzionale. Gli enologi della cantina Chiusa Grande, invece, supportati dal prof. Dino Mastrocola della facoltà di Bioscienze e tecnologie agroalimentari e ambientali dell’Università di Teramo, hanno sottolineato l’importanza del rigore scientifico nell’approccio sperimentale per garantire un prodotto finale che rispecchi la filosofia aziendale nel rispetto assoluto del benessere del consumatore, segnalando come i vini vinificati in pietra siano privi di cessioni minerali e metalliche nocive che ne comprometterebbero la stabilità chimico-fisica la sua salubrità.

In attesa della prova di assaggio, tutti i risultati dello studio VI.NA – Vini naturali comprensivi dei grafici del profilo sensoriale, dell’analisi del panel e di quella petrologica sviluppata dal prof. Francesco Stoppa – ordinario di Geochimica e Vulcanologia dell’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara – saranno pubblicati prossimamente in un volume cartaceo, nonché disponibili per la consultazione sul sito aziendale www.chiusagrande.com.

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