25 settembre 2019

testo di Ivan Masciovecchio.

Organizzato dalla Pro Loco “L. Panzone” di Bisenti, giunge alla 45esima edizione il Revival dell’Uva e del vino Montonico, in programma da giovedì 3 a domenica 6 ottobre nel centro storico della cittadina della provincia teramana. L’evento si caratterizza per essere uno dei più longevi d’Abruzzo. Il tema di questa nuova edizione sarà “il futuro” inteso come la volontà di proseguire un percorso e di andare avanti con prospettive di continuità e soprattutto di crescita.

Veduta panoramica di Bisenti (ph. Maurizio Anselmi)

Veduta panoramica di Bisenti (ph. Maurizio Anselmi)

All’interno del ricco cartellone di iniziative pensato per soddisfare le preferenze e le passioni del pubblico partecipante, spazio quindi alle Cantine Aperte a cura delle cantine locali produttrici di Montonico; all’esposizione CamminArte al cui interno è prevista l’estemporanea di pittura “Michele Notturno”; all’esibizione di gruppi folkloristici itineranti; alla presentazione di libri; a concerti di musica popolare; a balli in piazza; al concorso di organetto e di fisarmonica diatonica; a stand enogastronomici e molto altro. Previsto, inoltre, un convegno sull’istituzione di una Comunità del cibo Slow Food – Uva Montonico e la tradizionale sfilata dei carri allegorici che domenica 6 ottobre chiuderà la festa.

Il Montonico è un autoctono vitigno a bacca bianca conosciuto fin dal 1615 con il nome di Montenego, come riporta una fonte del Catasto Onciario dell’epoca. Diffusamente presente nel resto d’Abruzzo fino agli anni ’60, nel tempo l’areale di produzione è andato via via restringendosi, concentrandosi in questa porzione della provincia di Teramo dalle condizioni pedoclimatiche apparentemente poco felici, con inverni rigidi e terreni poveri e argillosi.

montonico2Grazie alle sue innate doti di adattamento, il Montonico ha comunque trovato qui il suo habitat naturale e un’identità propria, risultando altresì piuttosto prolifico – soprattutto in termini di uva da tavola – e rappresentando di conseguenza per secoli un’importante fonte di sostentamento per le popolazioni locali, considerata anche la sua capacità di resistere bene all’appassimento. Tradizionalmente utilizzata in aggiunta alla vinificazione nella produzione di aceto, mosto cotto e confetture, l’uva si presenta con un grappolo di taglia grande e dalla forma allungata, quasi cilindrica, con acini grossi, rotondi, dalla buccia compatta di colore giallo-verdognolo.

Avviata inesorabilmente verso una sostanziale estinzione anche a causa di scellerate sostituzioni con altre varietà, dal 2015 l’uva Montonico fa parte dei 17 prodotti abruzzesi tutelati dal marchio dei Presìdi Slow Food. Anche se diverse risultano le cantine regionali impegnate nella sua coltivazione e commercializzazione, tre sono le realtà locali attualmente coinvolti nel progetto di recupero messo in piedi dall’associazione braidense. Si tratta delle aziende agricole Ciccone e Valente e dell’agriturismo Domus, tutte di Bisenti, impegnate nella produzione di bottiglie proposte sia nella versione ferma che spumantizzata con Metodo Classico e Charmat.

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